Fondi pensione: cambiano le regole su Tfr, rendite e fisco

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Autore: Angelo Greco

31 maggio 2026

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Dal 1° luglio scatta la riforma della previdenza complementare. Adesione automatica per i neoassunti, più flessibilità in uscita e nuovi vantaggi fiscali.

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Il panorama del risparmio in Italia affronta una trasformazione profonda. Dal 1° luglio entra in vigore la riforma della previdenza complementare, una novità che incide in maniera diretta sulle buste paga e sul futuro dei dipendenti. La regola generale che governa questa transizione è chiara: il legislatore abbandona la logica dell’opzione eventuale per trasformare i fondi pensione in un elemento strutturale della retribuzione. Con le nuove disposizioni introdotte dalla legge di Bilancio 2026, si modifica radicalmente il meccanismo di adesione, si ridisegnano le scelte di investimento e si amplia la flessibilità per ottenere il montante accumulato. L’obiettivo è arginare la svalutazione degli assegni pubblici causata dal calcolo contributivo e dalla discontinuità delle carriere lavorative. La riforma punta a responsabilizzare i cittadini nella pianificazione del proprio reddito, offrendo al contempo nuovi incentivi legati al

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fisco e al welfare aziendale.

A fine articolo troverai una info-guida in slide facile da consultare.

Adesione automatica per i neoassunti e obblighi formativi

Il primo snodo della normativa investe in modo diretto i lavoratori del settore privato che firmano il loro primo contratto di impiego. Per i neoassunti scatta un meccanismo di iscrizione automatica alla forma pensionistica collettiva individuata dalla contrattazione applicabile. Questo passaggio comporta la destinazione immediata del

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Tfr e della contribuzione a carico dell’azienda verso il secondo pilastro.

Il dipendente non subisce un vincolo assoluto, ma conserva la facoltà di rinuncia, la quale deve essere esercitata entro un termine perentorio di 60 giorni. Per garantire che tale decisione sia il frutto di una scelta consapevole, la legge impone alle imprese uno specifico onere formativo. Durante la fase di inserimento lavorativo, le società devono fornire comunicazioni chiare, tempestive e trasparenti per spiegare i vantaggi e le dinamiche del risparmio accantonato. L’intero assetto organizzativo delle risorse umane e dell’amministrazione dovrà quindi adeguarsi per gestire procedure e flussi documentali più rigorosi.

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Oltre il comparto garantito con le soluzioni life cycle

Un’ulteriore correzione di rotta riguarda la gestione finanziaria del denaro accumulato nei casi in cui il lavoratore non esprima una preferenza esplicita. Fino ad oggi, il comparto garantito rappresentava il contenitore predefinito per i flussi silenti, con l’intento di assicurare un rendimento allineato alla rivalutazione naturale del trattamento di fine rapporto.

Dal 1° luglio, questo approccio ultra-prudenziale cede il passo alle soluzioni di tipo life cycle o target date. Tali strumenti finanziari hanno la particolarità di modulare il livello di rischio dell’investimento in modo progressivo, con un meccanismo legato all’età dell’iscritto e agli anni che lo separano dal ritiro dal lavoro. L’abbandono del comparto garantito come opzione automatica nasce dalla necessità di non sacrificare i rendimenti di lungo periodo, specialmente per i profili più giovani, ricercando un equilibrio ottimale e dinamico tra protezione del capitale e profitto finanziario.

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Nuove rendite e maggiore libertà sul capitale in uscita

L’uscita dal mercato del lavoro gode ora di una inedita flessibilità per riscuotere i frutti dei propri versamenti. La quota di capitale che l’aderente può richiedere in un’unica soluzione sale dal 50% al 60% del montante complessivo. Parallelamente, il ventaglio delle rendite si allarga per rispondere a esigenze di vita sempre più diversificate.

Accanto alla classica rendita vitalizia, si fanno spazio tre opzioni innovative:

  • una rendita a durata definita, studiata per distribuire il montante in un arco di tempo calcolato in misura pari all’aspettativa di vita media;

  • una rendita con rate liberamente modulabili dal pensionato, pur restando entro il limite degli importi a durata definita non ancora percepiti;

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  • un’erogazione frazionata nel corso di un periodo scelto liberamente dal lavoratore, che non può comunque scendere sotto la soglia minima dei cinque anni;

Queste alternative richiedono un elevato grado di consapevolezza, poiché ogni scelta andrà a determinare in modo irreversibile il reddito disponibile per la vecchiaia.

Gli sconti fiscali e il regime di tassazione agevolato

L’architettura della legge fa leva sulle agevolazioni tributarie per rendere più appetibile il secondo pilastro. A partire dal 2026, la soglia di deducibilità annua dei contributi versati sale a 5.300 euro, archiviando il vecchio limite di 5.164,57 euro.

Il sistema premia in maniera progressiva la permanenza all’interno del fondo, applicando un regime agevolato al momento dell’erogazione delle prestazioni e dei riscatti:

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  • le rendite vitalizie, quelle a durata definita e i prelievi liberi scontano un’imposta sostitutiva con un’aliquota base del 15%;

  • la percentuale del 15% scende dello 0,3% per ogni anno di permanenza oltre il quindicesimo, fino a toccare un minimo del 9%;

  • la liquidazione a rate su un periodo di almeno cinque anni prevede una tassazione di partenza del 20%, destinata a scendere nel tempo fino alla quota del 15%;

  • i riscatti anticipati richiesti per grave inabilità lavorativa o prolungata disoccupazione godono dell’aliquota di favore compresa tra il 15% e il 9%;

  • le anticipazioni per documentate spese sanitarie beneficiano della medesima tassazione ridotta, variabile tra il 15% e il 9%;

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  • le somme richieste in anticipo per comprare la prima casa o per sostenere spese di ristrutturazione subiscono un’aliquota fissa del 23%;

  • il riscatto volontario esercitato prima del traguardo pensionistico, per motivi differenti da quelli tutelati, viene tassato con una trattenuta meno favorevole pari al 23%;

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Previdenza complementare

Fondi pensione:
tutto cambia
dal 1° luglio

La riforma della legge di Bilancio 2026 ridisegna il secondo pilastro pensionistico italiano

Legge di Bilancio 2026

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Il contesto

Perché era necessaria una riforma?

«Tanto alla pensione non arriverò mai»

Questa rassegnazione nasce da tre problemi reali che la riforma vuole affrontare:

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  • Pensioni: Contributive spesso inadeguate per i giovani
  • Carriere: Discontinue che riducono i contributi versati
  • Demografia: Italia sempre più anziana: meno giovani a sostenere il sistema
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La riforma

3 grandi novità dal 1° luglio

1. Adesione automatica

I neo-assunti vengono iscritti automaticamente al fondo pensione contrattuale

2. Investimento life cycle

Le posizioni senza scelta esplicita vanno in fondi modulati per età, non più nel comparto garantito

3. Prestazioni più flessibili

Più opzioni per ricevere il montante accumulato al momento del pensionamento

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Novità 1

Come funziona l’adesione automatica?

• Primo giorno di lavoro: Scatta l’iscrizione automatica al fondo pensione contrattuale.

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• Entro 60 giorni: Il lavoratore riceve formazione e sceglie se confermare, cambiare o rinunciare.

• Dopo i 60 giorni: L’adesione diventa definitiva (ma la rinuncia futura è sempre possibile).

Se non esiste un fondo contrattuale specifico, l’iscrizione avviene nel Fondo Cometa.
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Cosa fare entro 60 giorni

Le 4 opzioni del lavoratore

60
giorni per decidere
  • Confermare: Al fondo contrattuale con TFR + contributi.
  • Scegliere altro fondo: Aderire a un fondo aperto o PIP alternativo.
  • Mantenere in azienda: Solo se l’azienda ha meno di 50 dipendenti.
  • Non aderire: Tramite rinuncia esplicita e scritta.
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Novità 2 — investimento

Fondi life cycle: il rischio si adatta all’età

• Giovani (20–35 anni):

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Alta quota azionaria — rendimento potenziale elevato.

• Adulti (35–50 anni): Portafoglio bilanciato — rischio moderato.

• Vicini pensione (50+ anni): Protezione totale capitale — rischio ridotto.

Dal 1° luglio: Il portafoglio si ribilancia e si protegge in automatico con l’avanzare dell’età anagrafica dell’aderente.
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In pratica

Cosa entra nel fondo?

1. TFR annuo: Interamente versato nel fondo scelto.

2. Contributo aziendale: Nella misura stabilita dal contratto collettivo.

3. Contributo dipendente: Trattenuto direttamente in busta paga.

Eccezione: Se la retribuzione annua è inferiore all’assegno sociale, la quota del dipendente è opzionale.
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Novità 3 — prestazioni

Più modi per ricevere il tuo montante

Prima della riforma:

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Solo rendita vitalizia o fino al 50% massimo in un’unica soluzione.

A. Rendita a durata definita: Calcolata sull’aspettativa di vita media INPS.

B. Prelievi liberi modulabili: Importi gestiti liberamente entro i limiti di rata.

C. Erogazione frazionata: Distribuzione del capitale in un minimo di 5 anni.

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Quota in capitale

Sale la soglia di liquidazione in capitale

• Limite precedente: 50%

• Nuovo limite dal 1° luglio: 60%

Il 60% del montante accumulato complessivo può ora essere richiesto in contanti subito. Il 40% rimanente viene convertito in rendita.

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Benefici fiscali

Aumenta il limite di deducibilità fiscale

Vecchio limite storico: €5.164

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Nuovo limite 2026: €5.300 / anno

I contributi versati annualmente riducono in modo diretto la base imponibile IRPEF. Questo si traduce in un risparmio fiscale immediato in dichiarazione.

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La bussola del fisco

Come vengono tassate le prestazioni?

Rendite e prelievi ordinari: Aliquota agevolata dal 15% al 9% (scende dello 0,3% all’anno dopo il 15° anno).

Erogazione frazionata: Aliquota standard dal 20% al 15%.

Riscatto volontario: Aliquota fissa al 23% (meno conveniente).

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Casi particolari

Riscatti anticipati e anticipi

• Disoccupazione lunga o inabilità: Aliquota minima protetta (15% – 9%).

• Spese sanitarie gravi e urgenti: Aliquota minima protetta (15% – 9%).

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• Acquisto prima casa o ristrutturazione: Tassazione fissa al 23%.

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Per le aziende

Nuovi obblighi per i datori di lavoro

1. Formazione: Dovere di educazione previdenziale entro 60 giorni dall’onboarding.

2. Trasparenza: Comunicazioni chiare e tracciabili sulle scadenze.

3. Amministrazione: Totale allineamento tra payroll, sistemi HR e intermediari finanziari.

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Attenzione

Le sfide aperte della riforma

  • Mancanza di consapevolezza e cultura finanziaria media degli iscritti.
  • Complessità tecnica e gestionale per i comparti HR aziendali.
  • Necessità di riprogettazione dei vecchi comparti da parte dei fondi.

Nota: Sono in corso tavoli di discussione per richiedere una proroga tecnica di 6 mesi.

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In sintesi

Cosa cambia dal 1° luglio

Iscrizione: Automatica per i neo-assunti.

Gestione: Meccanismo life cycle predefinito per fasce d’età.

Uscita: Riscatto in capitale elevato al 60% del totale.

Fisco: Nuova deducibilità massima elevata a €5.300 annui.

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