Pensione anticipata compatibile con l’assegno di invalidità

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Autore: Redazione

10 giugno 2015

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Invalidi all’80% e pensionamento anticipato: i due assegni possono convivere.

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Il diritto alla pensione anticipata non è incompatibile con l’assegno mensile di invalidità; e ciò perché essa non è una pensione diretta di invalidità, ma una anticipazione rispetto ai normali tempi di perfezionamento del diritto alla pensione. Lo ha detto la Cassazione con una recente ordinanza [1].

Il diritto alla pensione di vecchiaia anticipata è riconosciuta dalla legge [2] a favore dei soggetti con un’invalidità nella misura di almeno l’80%.

Come noto, di recente ka legge ha elevato i limiti di età per il conseguimento della pensione di vecchiaia a carico dell’INPS da 55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 anni per gli uomini, ma tale innalzamento non si applica nei confronti degli invalidi almeno all’80%, per i quali l’età pensionabile resta di 55 anni per le donne e 60 per gli uomini.

La pensione anticipata degli invalidi non è però una pensione di invalidità, ma una semplice anticipazione rispetto ai normali tempi di perfezionamento del diritto alla pensione. Lo stato di invalidità è, dunque, una semplice condizione – in aggiunta all’età – per ottenere il trattamento di vecchiaia anticipato. Pertanto le due prestazioni possono essere cumulate e possono convivere insieme.

Non esistono quindi limitazioni al titolare di un assegno mensile di assistenza che precludano l’ottenimento del pensionamento anticipato.

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