Pensione anticipata compatibile con l’assegno di invalidità
Invalidi all’80% e pensionamento anticipato: i due assegni possono convivere.
Il diritto alla pensione anticipata non è incompatibile con l’assegno mensile di invalidità; e ciò perché essa non è una pensione diretta di invalidità, ma una anticipazione rispetto ai normali tempi di perfezionamento del diritto alla pensione. Lo ha detto la Cassazione con una recente ordinanza [1].
Il diritto alla pensione di vecchiaia anticipata è riconosciuta dalla legge [2] a favore dei soggetti con un’invalidità nella misura di almeno l’80%.
Come noto, di recente ka legge ha elevato i limiti di età per il conseguimento della pensione di vecchiaia a carico dell’INPS da 55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 anni per gli uomini, ma tale innalzamento non si applica nei confronti degli invalidi almeno all’80%, per i quali l’età pensionabile resta di 55 anni per le donne e 60 per gli uomini.
La pensione anticipata degli invalidi non è però una pensione di invalidità, ma una semplice anticipazione rispetto ai normali tempi di perfezionamento del diritto alla pensione. Lo stato di invalidità è, dunque, una semplice condizione – in aggiunta all’età – per ottenere il trattamento di vecchiaia anticipato. Pertanto le due prestazioni possono essere cumulate e possono convivere insieme.
Non esistono quindi limitazioni al titolare di un assegno mensile di assistenza che precludano l’ottenimento del pensionamento anticipato.