Pensione supplementare: recuperare i contributi Inps Gestione Separata

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Autore: Noemi Secci

21 gennaio 2019

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

Pensione supplementare della Gestione Separata: come si recuperano i contributi, requisiti beneficiari, domanda, quanto spetta.

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Moltissimi italiani hanno, ad oggi, versato i contributi alla Gestione Separata Inps, la cassa nella quale vanno a confluire tutti i contributi derivanti da lavoro parasubordinato (Co.co.co, Co.co.pro.), da lavoro autonomo (per chi non è iscritto a una cassa professionale) e da lavoro accessorio (i cosiddetti voucher, o buoni lavoro). Una vera e propria marea di versamenti, che raramente dà diritto ad un’autonoma pensione: questo perché si tratta, per lo più, di contribuzione derivante da impieghi precari o non continuativi, ed anche perché i contributi alla Gestione Separata, per gli autonomi, si pagano solo “ a consuntivo”, cioè sul netto guadagnato, senza alcun minimale. Il versamento di un minimale contributivo non è obbligatorio, ma è anche vero che, perché sia accreditato un anno di contributi, bisognerà comunque aver accantonato un minimale pari a quello annuo della Gestione Inps Artigiani e Commercianti.

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Ecco, allora, perché la Gestione Separata gode di un buon saldo attivo, nonostante la non regolarità dei versamenti: gli aventi diritto ad autonoma pensione in tale cassa sono effettivamente pochi, ed i contributi accantonati restano all’Inps.

Non molti, però, sanno che è possibile recuperare i contributi sotto forma di pensione supplementare[1]: vediamo insieme in quali casi si può richiedere, e quali sono i requisiti e gli adempimenti per riavere indietro i propri soldi con questo trattamento integrativo.

Pensione supplementare Gestione Separata: chi ne ha diritto

I requisiti per aver

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diritto alla pensione supplementare a carico della Gestione separata sono:

Requisito d’età per la vecchiaia

Il requisito di età per la pensione di vecchiaia, come ha chiarito l’Inps in un messaggio sull’argomento

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[3], non è più quello di 57 anni previsto dalla Legge Dini, ma quello previsto dalla Legge Fornero, adeguato con gli incrementi alla speranza di vita.

Pertanto il requisito è pari:

Pensione supplementare Gestione Separata: quanto spetta

L’importo di pensione liquidato è calcolato col sistema contributivo, poiché si tratta di contributi versati dal 1996 in poi, a prescindere dal metodo di calcolo utilizzato per liquidare la pensione principale. L’ammontare risulta, dunque, proporzionale ai contributi versati, rivalutati per la media quinquennale del Pil, e trasformati in assegno col coefficiente di trasformazione, legato all’età del richiedente.

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Decorrenza pensione supplementare

La pensione decorre dal momento della domanda, quindi, qualora i requisiti siano maturati in precedenza, non si ha diritto agli arretrati. I requisiti per averne diritto sono “cristallizzati”: è dunque possibile, una volta raggiunto il diritto all’assegno supplementare, richiederlo anche successivamente, pur essendo aumentati i requisiti d’età. Ad esempio, per chi ha compiuto 66 anni e 7 mesi di età entro il 31 dicembre 2018 non è necessario attendere, nel 2019, il compimento dei 67 anni.

Pensione supplementare Gestione Separata: come fare domanda

La domanda di pensione supplementare può essere fatta tramite il sito dell’Inps (se in possesso di Pin dispositivo, Spid o carta nazionale dei servizi), tramite contact center (chiamando il numero 803.164 o 06.164.164 da cellulare), oppure per mezzo di un patronato.

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