Chi trascura il cane risponde di abbandono?

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Autore: Mariano Acquaviva

03 gennaio 2023

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Qual è la differenza tra abbandono e maltrattamento di animali? Cosa rischia chi costringe un animale a vivere in condizioni disagiate?

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Contrariamente a quanto si possa pensare, non c’è bisogno di compiere veri e propri maltrattamenti sugli animali per commettere reato: a volte, è sufficiente anche costringerli a vivere in condizioni disagiate o in spazi angusti per far scattare l’illecito penale. Ad esempio, chi trascura il cane risponde di abbandono?

Sul punto, la giurisprudenza sembra essere ormai pacifica: sono numerose, infatti, le sentenze di condanna a carico di proprietari negligenti o “sciagurati” che, pur non avendo intenzione di arrecare sofferenze al proprio animale, si rendono autori di condotte illegali. Tanto premesso, vediamo

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cosa rischia chi trascura il proprio cane.

Che cos’è il reato di abbandono di animali?

La legge [1] punisce con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro:

Sono animali domestici quelli abituati a vivere con l’uomo (cani, gatti, ecc.); sono invece animali che hanno acquisito “abitudini della cattività” quelli che, pur essendo selvatici, sono stati abituati a vivere con l’uomo oppure in zone protette.

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Come si evince dalla norma, dunque, commette reato non solo chi abbandona un animale (ad esempio, lasciandolo in strada o in un bosco), ma anche chi costringe l’animale stesso a vivere in condizioni inappropriate alla sua natura.

Si pensi all’uomo che costringa un cavallo a vivere in uno stallo o in un box di dimensioni ridotte, oppure che lasci il proprio cane per ore su un balcone assolato.

Il reato di abbandono di animali è procedibile d’ufficio: chiunque può pertanto denunciarne la commissione. Inoltre, prescinde dal dolo del responsabile, con la conseguenza che il reato scatterà anche in caso di semplice negligenza.

Quando c’è reato di maltrattamenti?

La legge non punisce solamente l’abbandono ma anche il

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maltrattamento di animali, che si verifica ogni volta che si provoca una lesione a un animale ovvero lo si sottopone a sevizie, a comportamenti, a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche. La pena è la reclusione da tre a diciotto mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro [2].

A differenza del reato di abbandono, destinato essenzialmente ad assicurare che il possesso dell’animale sia esercitato con modalità compatibili con la natura dello stesso, il reato di maltrattamenti tutela l’animale nella sua integrità fisica.

Quindi, chi frusta un cavallo commette maltrattamenti, mentre chi lo tiene chiuso in condizioni inadeguate si macchia dell’illecito di abbandono.

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Ad esempio, secondo la Cassazione [3], non integra il reato di maltrattamento di animali, bensì quello di detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze, la detenzione di volatili in condizioni di privazione di cibo, acqua e luce.

Inoltre, il reato di maltrattamenti è solo doloso, con la conseguenza che non se ne potrà rispondere in caso di negligenza o di imprudenza.

Trascurare il proprio cane è reato?

Come si evince da quanto scritto sinora, anche chi non provoca lesioni al proprio cane ma lo fa vivere in condizioni disagiate, in spazi stretti e in condizioni di trascuratezza, risponde dell’illecito di abbandono di animali

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Secondo la giurisprudenza [4], si configura il reato di abbandono e non il delitto di maltrattamenti nel caso in cui dalle condotte tenute dal padrone nei confronti del suo cane sia ravvisabile una colpevole trascuratezza piuttosto che una volontà di cagionare lesioni all’animale.

Nel caso di specie, il cane era costretto a vivere in una superficie in cemento molto ridotta, limitata ancor di più dall’uso della catena, priva di cuccia o altre protezioni.

L’abbandono dell’animale potrebbe quindi scattare perché il cane viene lasciato spesso solo, nella sporcizia, a vivere nelle proprie deiezioni e con “una ciotola del cibo sempre vuota”, (così riferito da uno dei testimoni nel caso di specie). Peraltro, il reato scatta anche se il veterinario afferma che il quadrupede goda di un discreto stato di salute e che non presenti patologie o segni di sofferenza.

Lasciare un cane davanti al canile è reato?

Ma c’è di più: secondo la Corte di Cassazione [5], è reato di abbandono anche lasciare il cane davanti al canile, senza essersi assicurati che lo stesso sia preso in consegna dagli addetti alla struttura.

Per la Suprema Corte, l’abbandono di un animale capace di sentimenti di affezione nei riguardi dell’uomo è sempre una condotta che mette a repentaglio l’incolumità dello stesso, soprattutto se è ancora un cucciolo.

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