Quando si paga la tassa di successione?

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Autore: Noemi Secci

26 novembre 2015

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

Imposta di successione: termini di pagamento, adempimenti, calcolo del tributo.

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È vero che se non pago l’imposta di successione prima della dichiarazione non posso ereditare i beni?

L’imposta di successione è liquidata dall’Agenzia delle Entrate entro 3 anni dalla presentazione della dichiarazione di successione: pertanto, non è affatto vero che l’eredità sia preclusa a chi non può pagare l’imposta in anticipo, anche considerando il fatto che, in diversi casi, non solo non è dovuta alcuna imposta, ma non si è nemmeno tenuti a presentare la dichiarazione di successione.

Diverso, è, invece, il caso delle imposte ipotecaria e catastale, della tassa catastale e dell’imposta di bollo, che devono essere pagate prima, o contestualmente all’atto di presentazione della dichiarazione, relativamente ai

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beni immobili ereditati.

Vediamo insieme che cosa prevede la normativa tributaria in merito alle imposte che devono essere pagate ed agli adempimenti da effettuare in sede ereditaria.

La dichiarazione di successione

Entro un anno (escluse casistiche particolari) dal decesso del dante causa, deve essere innanzitutto effettuata la dichiarazione di successione, da parte di tutti gli eredi: essa, però, non è necessaria se il patrimonio complessivo non supera i 100.000 Euro, e se non sono presenti beni immobili.

La dichiarazione di successione deve essere redatta su apposito modello (Modello 4, qui allegato), presente all’interno del sito dell’Agenzia delle Entrate, e consegnata presso la propria

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Direzione Territoriale dell’Agenzia delle Entrate, o spedita tramite raccomandata.

Alla dichiarazione devono essere allegate le certificazioni sostitutive dello stato di famiglia e del certificato di morte, eventuale testamento ed accordo per l’integrazione, certificazioni dei pubblici registri, documentazione comprovante l’esistenza di crediti, debiti e spese, inventario dell’eredità e di eventuali aziende in successione, ed il prospetto di autoliquidazione delle imposte ipocatastali, di bollo e delle tasse ipotecarie e quietanza di versamento, relative agli immobili in successione (con eventuale modello richiesta agevolazione “prima casa”).

Sono dunque questi ultimi i tributi che devono essere pagati “in anticipo”, senza i quali la dichiarazione di successione non può essere presentata.

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Adempimenti per chi eredita un immobile

Difatti, gli adempimenti prescritti per l’acquisto a causa di morte della proprietà di immobili sono, nell’ordine:

– presentazione della dichiarazione di successione e contestuale versamento delle imposte ipotecarie e catastali;

trascrizione dell’acquisto dell’immobile presso i registri immobiliari;

– effettuazione delle volture catastali.

Dunque si tratta di tributi diversi dall’imposta di successione, anche se legati allo stesso evento. Ma quanto si paga per le imposte relative agli immobili, e quanto si paga per l’imposta di successione?

Imposta ipotecaria e catastale

L’imposta ipotecaria è pari al 2% del valore degli immobili in eredità, e l’

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imposta catastale è pari all’1%, con un versamento minimo di 200 Euro, qualora ciascuna imposta determinata sulla base delle presenti percentuali risulti inferiore.

Le imposte ipotecaria e catastale devono essere pagate prima che la dichiarazione di successione sia presentata, utilizzando il modello F23, con i codici tributo 649T per l’imposta ipotecaria, e 737T per l’imposta catastale.

Qualora almeno un beneficiario abbia diritto alle Agevolazioni “Prima Casa”, ciascuna di queste imposte sarà dovuta nella misura fissa di 200 euro, indipendentemente dal valore dell’immobile .

Per un approfondimento sulla spettanza dei requisiti prima casa, si veda la nostra guida: Agevolazioni Prima Casa, Come funzionano?

Valore degli immobili

La base imponibile per la quantificazione delle imposte ipotecaria e catastale, come abbiamo detto, si calcola sul valore degli immobili, che si determina nel seguente modo: rendita catastale rivalutata del 5%, moltiplicata per uno dei seguenti coefficienti:

– 110, per la prima casa;

– 120, per i fabbricati appartenenti ai gruppi catastali A e C (esclusi A/10 e C/1);

– 140, per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale B;

– 60, per i fabbricati delle categorie A/10 (uffici e studi privati) e D;

– 40,8, per i fabbricati delle categorie C/1 (negozi e botteghe) ed E.

Il valore dei terreni non edificabili si determina moltiplicando per 90 il reddito dominicale già rivalutato del 25%.

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Imposta di successione

L’imposta di successione ha, quale base imponibile, il valore complessivo dell’eredità, e si determina applicando le seguenti aliquote:

– 4%: per coniuge e parenti in linea retta (genitori e figli), con una franchigia di 1.000.000 Euro (vuol dire che il tributo si paga sul valore che eccede tale franchigia);

– 6%, per fratelli e sorelle, con una franchigia di 100.000 Euro;

– 6%, senza franchigia, per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al terzo grado;

– 8%, senza franchigia per gli altri soggetti.

La franchigia è innalzata a un milione e mezzo di Euro per i portatori di handicap grave, beneficiari di Legge 104.

L’imposta deve essere liquidata dall’Agenzia delle Entrate entro 3 anni dalla presentazione della dichiarazione di successione, altrimenti l’Ufficio decade da ogni diritto. Nel caso in cui la dichiarazione non sia presentata, il termine è di 5 anni.

Una volta ricevuto l’avviso di liquidazione, il termine per pagare è di 60 giorni.

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