Parcheggio in condominio: chi ne ha diritto e in che misura?
I diritti del proprietario di appartamento di nuova costruzione: l’area che spetta per il posto auto a chi ha acquistato un immobile.
Chi acquista un appartamento ha diritto ad un posto auto? E quanti metri quadri deve essere grande questo box? È possibile vendere l’uso dell’area di parcheggio a terzi? Che succede se i posti auto non sono sufficienti a soddisfare tutti i condomini? A queste risposte ha fornito risposta una recente sentenza della Cassazione [1].
Indice
Esiste un diritto all’uso del posto auto?
In base alle nuove norme urbanistiche, chiunque acquista un immobile (appartamento in condominio) rientrante tre le “nuove costruzioni” ha diritto ad uno spazio destinato a
Quanto deve essere ampio il posto auto?
In base alla legge, le dimensioni del posto auto che spettano a ciascun condomino variano in base alla cubatura totale del fabbricato. In poche parole, per ogni 10 metri cubi di costruzione, sarà necessario prevedere almeno un metro quadrato di area da destinare a parcheggio fermo restando che il regolamento edilizio potrebbe prevedere delle superfici maggiori.
Che succede se il costruttore vende a terzi le aree destinate a parcheggio?
La Cassazione ha più volte detto
Il Comune può fare dei controlli sul rispetto delle aree?
Il Comune deve verificare, già all’atto del rilascio della concessione edilizia, che il progetto dell’edificio preveda il rispetto dei parametri edilizi ossia l’esistenza dei parcheggi
Che succede se i posti auto sono insufficienti?
L’assemblea di condominio ha sempre la possibilità di stabilire, a maggioranza dei presenti, una rotazione nell’uso dei posti auto, qualora insufficienti a soddisfare le esigente di tutti i condomini.
In ogni caso qualora la superficie destinata a parcheggio sia inferiore al dovuto (vuoi perché il costruttore ha “evaso” la normativa e non le ha realizzate; vuoi perché, nel tempo, il condominio ha trasformato alcune aree inizialmente adibite a parcheggio ad altri uso come il giardino; vuoi infine perché alcuni immobili sono stati frazionati e il numero dei condomini è aumentato) il condomino può pensare a un’azione di responsabilità contro il costruttore o contro il Comune che ha concesso la licenza edilizia.