Si può licenziare la badante senza giusta causa?

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Autore: Redazione

12 settembre 2016

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Licenziamento in tronco, ma con preavviso: cosa prevede il contratto collettivo colf e badanti nel caso in cui si voglia mandare via la collaboratrice senza una giusta causa.

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“Abbiamo assunto una badante per accudire mia madre ormai anziana, ma lei non è più soddisfatta e, per ragioni personali che non attengono alla qualità della prestazione lavorativa, vorremmo cambiarla. È possibile? Bisogna per forza licenziarla solo se c’è una giusta causa? Di quanti giorni è il preavviso?”

Si tratta di domande che spesso ci vengono rivolte. Per cui abbiamo voluto dedicare questa breve scheda per riassumere i diritti e i doveri di chi assume una badante o una colf. In sintesi, la legge prevede la possibilità di

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licenziare anche senza una giusta causa la badante, purché venga rispettato il termine di preavviso, che è diverso a seconda dell’anzianità del contratto. Ma procediamo con ordine.

Posso licenziare la badante in tronco?

Quando si parla di licenziamento in tronco, si intende un licenziamento che avviene dall’oggi al domani, senza preavviso, con obbligo di abbandonare immediatamente il luogo di lavoro. Questa possibilità è prevista solo se la badante ha posto in essere comportamenti particolarmente gravi (ad esempio, furto in casa, gravi lesioni all’anziano o all’invalido, abbandono improvviso del posto di lavoro senza una valida ragione, ecc.). Stesso discorso è possibile nel caso di

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morte dell’anziano o dell’invalido, non essendovi più bisogno della prestazione lavorativa.

Quando invece manchi una di queste ragioni, è sempre possibile il licenziamento, ma rispettando il preavviso (v. dopo).

Posso licenziare la badante senza una giusta causa?

Al contrario degli altri rapporti di lavoro (in cui il licenziamento è possibile solo se c’è una giusta causa o un giustificato motivo), il contratto collettivo colf e badanti 2016 non prevede l’obbligo di fornire una motivazione per il licenziamento. Questo significa che la collaboratrice può essere mandata via di casa (rispettando, come detto, il preavviso) senza bisogno di particolari ragioni che attengano alla sua prestazione lavorativa. Quindi, il solo fatto di non avere più un particolare

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feeling con la bandate o che ne si è trovata una meno cara o più gentile consente di risolvere il contratto. L’unico limite consiste nel divieto di effettuare il licenziamento per ragioni discriminatorie: non si può licenziare la colf solo perché ha espresso dissenso alle avances o perché di colore.

Con quanto tempo di preavviso devo licenziare la badante?

Gli unici limiti da rispettare in materia di licenziamento della badante sono due:

La durata del preavviso varia a seconda dell’anzianità del rapporto di lavoro e delle ore settimanali lavorative.

PREAVVISO DI LICENZIAMENTO COLF E BADANTI
Orario di lavoro
Anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro
Giorni di calendario
Oltre 25 ore a settimanaDa 0 a 5 anni15 giorni di preavviso
Oltre 5 anni30 giorni di preavviso
Fino alle 25 ore a settimanaDa 0 a 2 anni8 giorni di preavviso
Oltre 2 anni15 giorni di preavviso

Il mancato rispetto del termine di preavviso da parte del datore di lavoro comporta l’obbligo di versare al collaboratore domestico una indennità pari alla retribuzione dovuta per il periodo di preavviso non concesso.

Tali termini sono ridotti del 50% nel caso di dimissioni da parte del lavoratore.

I termini vengono raddoppiati nel caso di licenziamento prima del 31° giorno successivo al termine del congedo per maternità.

Se il contratto di lavoro è a tempo determinato

Non vi è obbligo di dare preavviso di licenziamento nel caso in cui il contratto di lavoro sia a tempo determinato. Se però il datore di lavoro recede prima della scadenza naturale, è costretto a pagare alla badante le retribuzioni che avrebbe percepito se il rapporto di lavoro non si fosse interrotto.

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