Cos’è un abuso edilizio?

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Autore: Maura Corrado

21 dicembre 2016

Laureata con lode in giurisprudenza presso l’Università del Salento, svolge attualmente la pratica forense in uno studio legale di Lecce, occupandosi prevalentemente di diritto fallimentare, commerciale e societario e di diritto del lavoro. È tirocinante in formazione presso il Tribunale Civile di Lecce, secondo la normativa contenuta nel Decreto del Fare. Giornalista pubblicista iscritta all’albo della Puglia, è redattore per quotidiani a livello locale e riviste giuridiche specializzate.

Si sente spesso parlare di abuso edilizio: ma cos’è esattamente? Cosa si rischia a commetterlo? Vi si può porre rimedio? A chi segnalarlo? Tutto in questa guida.

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Abuso edilizio: cos’è?

Si ha un abuso edilizio [1] quando un intervento sul territorio viene realizzato in assenza o in difformità di una preventiva autorizzazione, quale può essere un permesso di costruire (il provvedimento amministrativo richiesto all’autorità comunale e dalla stessa rilasciato, che abilita l’esecuzione di un intervento edilizio in conformità agli strumenti di pianificazione urbanistica ed alla normativa edilizia ed igienico-sanitaria) o una

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denuncia di inizio attività (la Dia, una relazione tecnica asseverata, con la quale un progettista attesta la rispondenza degli interventi da realizzare alla strumentazione urbanistica locale e alle norme vigenti in materia edilizia, assumendosene le responsabilità, anche dal punto di vista penale): si tratta, quindi, di interventi che comportano la realizzazione di una costruzione integralmente diversa – per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione – rispetto a quanto previsto dal permesso concesso. Abuso si ha anche quando i volumi della costruzione vanno ben oltre i limiti indicati nel progetto: ad esempio, si pensi a Tizio che costruisce una casa senza chiedere i permessi al Comune competente oppure a Caio che costruisce un’abitazione di 300 metri quadri, trascurando completamente il permesso di costruire che gli consente di arrivare massimo a 100 metri quadri.
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Abuso edilizio: cosa accade?

Nel momento in cui il dirigente o il responsabile dell’ufficio competente accerta l’esecuzione di interventi in assenza di permesso o realizzati in totale difformità dal medesimo o, ancora, con variazioni particolarmente rilevanti, ingiunge al proprietario e al responsabile dell’abuso la rimozione o la demolizione. Se non si provvede al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene, l’area di sedime (si chiama in questo modo la parte del suolo su cui l’opera è stata costruita) e quella necessaria alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del Comune. Con una sola limitazione: l’area acquisita non può, comunque, essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita. Tutto quanto detto finora, quindi, può essere riassunto in poche parole: un abuso edilizio può portare alla

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perdita della proprietà del terreno sul quale è stato commesso il reato, oltre al fatto che l’autore si rende colpevole di un reato contravvenzionale punito con la pena dell’arresto e della multa anche fino a più di 50.000 euro [2].

Riassumendo, l’autore di un abuso edilizio va incontro a sanzioni diverse a seconda della tipologia di abuso commesso:

Abuso edilizio: come rimediare?

Chiarito in cosa consiste un abuso edilizio, cerchiamo ora di capire come vi si può porre rimedio, partendo dal presupposto che non tutti gli abusi, si tratti di costruzioni

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ex novo o di ampliamenti, comportano le conseguenze di cui si è detto per chi li ha commessi. In presenza di condizioni ben determinate, infatti, è possibile riparare all’errore commesso con l’accertamento di conformità o, come si è soliti dire, con una sanatoria [3]. Attenzione, però: la sanatoria è subordinata alla conformità dell’intervento alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda (si parla di doppia conformità).

Chiariamo il tutto con un esempio: Sempronio costruisce una casa, ampliando di alcuni metri cubi il volume rispetto a quanto stabilito nel permesso di costruire assentito. Dopo qualche anno, Sempronio decide di venderla e Mevio, interessato all’acquisto, gli chiede di assicurarne la conformità dal punto di vista urbanistico. Sempronio, quindi, chiede un permesso in sanatoria. Ipotizziamo che, nel corso di quell’anno, il suo Comune abbia approvato un nuovo piano regolatore. Sempronio, in una situazione di tal genere, può solo sperare che anche il nuovo piano consenta gli aumenti volumetrici, così come avveniva all’epoca dell’abuso che egli ha commesso. In caso contrario, la sanatoria non gli verrà concessa.

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Non è tutto: Sempronio può, alle condizioni che abbiamo esposto, porre rimedio al suo errore ma non bisogna dimenticare che egli si è reso responsabile di un abuso; quindi, sì alla sanatoria ma corrispondendo una sanzione pecuniaria pari al doppio del contributo di costruzione da pagare normalmente al Comune. Se non è possibile quantificare esattamente tale contributo – ad esempio, se si realizza una nuova finestra o per interventi per i quali è prevista la gratuità – si pagherà un importo minimo pari a 516 euro.

Per completezza, sottolineiamo che la sanatoria non va confusa con il condono edilizio con il quale i cittadini potevano (oggi non è più possibile) ottenere l’annullamento, totale o parziale, di un reato penale: in pratica, il condono permetteva di sanare tanti interventi solitamente non permessi dalla normativa vigente, come la costruzione di abitazioni in zona agricola, ma solo se realizzati in determinati periodi.

Abuso edilizio: a chi segnalarlo?

Se ci rendiamo conto che il nostro vicino di casa sa realizzando opere abusive, possiamo rivolgerci alle competenti autorità pubbliche che possono accertare se la segnalazione è fondata. In pratica, possiamo segnare la situazione alla polizia municipale del Comune in cui è ubicato l’immobile sul quale si stanno realizzando delle opere (forse) abusive.

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