Fedina penale sporca: cosa comporta?

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Autore: Maura Corrado

27 febbraio 2017

Laureata con lode in giurisprudenza presso l’Università del Salento, svolge attualmente la pratica forense in uno studio legale di Lecce, occupandosi prevalentemente di diritto fallimentare, commerciale e societario e di diritto del lavoro. È tirocinante in formazione presso il Tribunale Civile di Lecce, secondo la normativa contenuta nel Decreto del Fare. Giornalista pubblicista iscritta all’albo della Puglia, è redattore per quotidiani a livello locale e riviste giuridiche specializzate.

Essere pregiudicati significa avere la fedina penale sporca. Ma cosa vuol dire effettivamente? E cosa comporta? Vediamolo in questo contributo.

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Fedina penale: cos’è?

Il certificato penale o fedina penale raccoglie le informazioni su tutte le condanne penali passate in giudicato (cioè definitive e, quindi, non più impugnabili) di ogni singolo cittadino, mentre non vi vengono annotati i procedimenti penali in corso.

Fedina penale sporca: cosa comporta?

Si tratta di un documento molto importante in quanto può essere consultato da diversi soggetti:

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Esistono, in buona sostanza, due fedine penali: quella cosiddetta “a uso privati” e quella “a uso giustizia”. La prima è normalmente richiesta in caso di concorsi, assunzioni o colloqui di lavoro: ad uso di privati, appunto. In questa sono riportate solo alcune condanne, non tutte.

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La seconda, invece, è quella che viene richiesta in casi molto particolari e che, comunque, viene esaminata nel caso di un processo dal giudice che deve essere sempre aggiornato sui precedenti di un imputato: nella sua decisione potrebbero avere un valore importante. Perciò, in questa seconda fedina “a uso giustizia” entrano e si iscrivono praticamente tutte le condanne che una persona, nella sua vita e fino agli ottant’anni, ha riportato.

Diverso dalla fedina penale è il certificato dei carichi pendenti che permette di conoscere solo i procedimenti attualmente in corso a carico di un cittadino. Può, esattamente come la fedina, essere richiesto dall’interessato, dalle pubbliche amministrazioni, dalle autorità giudiziarie penali. Ha una validità pari a sei mesi partendo dalla data di rilascio, è esente dal bollo e richiede una spesa pari a 3,54 euro. Viene rilasciato gratuitamente se inerente alle pratiche di adozione, di riparazione d’errore giudiziario, per le controversie lavorative. Per approfondire, si legga

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Casellario giudiziale e carichi pendenti: cosa sono.

Fedina penale: cosa vuol dire essere pregiudicato?

Essere pregiudicati significa avere precedenti penali: in pratica, si è pregiudicati solo quando è presente una iscrizione nel casellario giudiziale, dopo che il processo si è chiuso e la sentenza o decreto penale di condanna sono definitivi. In tutte le altre ipotesi semplicemente si ha un carico pendente, cioè un procedimento in corso che ancora non si è chiuso. Nel momento in cui il procedimento/processo si concluderà con una condanna e questa diventerà definitiva, l’iscrizione verrà cancellata dai carichi pendenti e passerà nel casellario giudiziale.

Fedina penale sporca: si può ripulirla?

Per rispondere a questa domanda occorre premettere che il casellario è sostanzialmente un archivio dove viene trascritta la storia delle condanne penali passate in giudicato di un cittadino. Basta leggerlo, quindi, per conoscere giudizialmente una persona, apprenderne i precedenti penali e capirne, ad esempio, l’affidabilità per un determinato lavoro.

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Le condanne passate in giudicato vengono tutte iscritte sul casellario ma non tutte sono visionabili da parte del cittadino, questo perché per alcuni reati meni gravi o per determinati tipi di sentenze (ad esempio il patteggiamento) è concesso il beneficio della non menzione nel casellario. In altri termini, bisogna distinguere due tipi di casellario a seconda da chi viene richiesto:

Ad eccezione di alcune ipotesi particolari (ad esempio, le condanne emesse dal giudice di pace per reati lievi), le iscrizioni non si cancellano: in pratica, l’iscrizione/precedente penale sarà sempre presente nel casellario e produrrà i suoi effetti per sempre. Tuttavia, per limitarne gli effetti negativi, si può ricorrere alla

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riabilitazione o all’incidente di esecuzione in caso di patteggiamento o decreto penale di condanna. In questo modo, pur non cancellando l’iscrizione, accanto ad essa verrà aggiunta una dicitura che reciterà “reato estinto” e il precedente non avrà più alcun effetto, ripristinando la facoltà giuridiche perse con la condanna.

Ricapitolando:

Come chiedere il certificato penale?

La richiesta va presentata dall’interessato, o da persona da lui delegata, muniti di documento di riconoscimento in corso di validità, utilizzando l’apposito modello. La richiesta può essere presentata personalmente o per posta. I cittadini extracomunitari sprovvisti di passaporto devono presentare la copia del permesso di soggiorno.

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Il certificato ha una validità di 6 mesi dalla data di rilascio e, per averlo, occorre effettuare i seguenti pagamenti:

Il rilascio del certificato avviene, invece, gratuitamente (con esenzione dal pagamento sia del bollo che dei diritti di certificato) quando è richiesto, tra gli altri:

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