Come passare dalla comunione alla separazione dei beni

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Autore: Redazione

19 marzo 2017

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Come modificare la scelta del regime patrimoniale dei coniugi e passare, magari in presenza di debiti, dalla comunione alla separazione dei beni per evitare che i creditori aggrediscano i beni in comunione.

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In presenza di debiti contratti dal marito o dalla moglie oppure in pendenza di una causa che rischia di finire con una condanna per uno dei due, i coniugi in regime di comunione decidono spesso di passare al regime della separazione dei beni: scelta che, di norma, garantisce la totale distinzione dei due patrimoni e, quindi, l’impossibilità per il creditore di agire indistintamente nei confronti dei due. Abbiamo però detto «di norma» perché, in alcune situazioni, anche in caso di separazione dei beni un coniuge può rispondere dei debiti dell’altro: ciò succede quando l’uno sia

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garante dell’altro (succede spesso con le banche) oppure qualora abbia firmato anch’egli il contratto, con ciò obbligandosi in prima persona (si pensi all’acquisto di una cucina o alla sottoscrizione di una finanziaria). In ogni caso, per passare dalla comunione alla separazione dei beni tra marito e moglie è sufficiente, come vedremo a breve, recarsi dal notaio.

Tutto si risolve in pochi minuti. Dopodiché la coppia non è «separata», ma è in regime di «separazione dei beni». Si tratta di una distinzione importantissima:

Come passare dalla comunione alla separazione dei beni

Chi oggi si sposa, anche se non esprime alcuna scelta a riguardo, ricade nel regime di

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comunione dei beni. Ma può sempre rimediare e, successivamente, modificare il regime patrimoniale, passando dalla comunione alla separazione dei beni (ovviamente rimanendo sposato). Ma come si fa questo passaggio? In verità si tratta di un’operazione estremamente semplice che può costare all’incirca 1.500 euro.

In particolare, per passare dalla comunione alla separazione dei beni bisogna innanzitutto che ci sia il consenso di entrambi i coniugi. È impossibile infatti che l’uno dei due proceda autonomamente senza la collaborazione dell’altro che, pertanto, deve essere informato di ciò.

Dopodiché bisogna rivolgersi a un notaio il quale, con un atto notarile, alla presenza di due testimoni, raccoglie la volontà espressa da marito e moglie di trasformare il proprio regime patrimoniale dalla comunione alla separazione.

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Sempre il notaio provvederà dopo a far annotare la scelta dei coniugi sull’atto di matrimonio dimodoché essa sia opponibile a tutti, anche ai creditori. Se ne ricorrono i presupposti deve essere anche annotata a margine della trascrizione effettuata nei registri immobiliari e dei beni mobili registrati.

Attenzione però: la modifica del regime patrimoniale non ha valore retroattivo e non “sana” le situazioni passate. In altri termini, il passaggio dalla comunione alla separazione dei beni ha il solo effetto di modificare per il futuro il regime patrimoniale, fissando la data fino alla quale decorre il regime di comunione e quello da cui decorre la separazione dei beni. I coniugi possono a quel punto scegliere se procedere alla liquidazione e divisione di tutti i beni acquistati prima della separazione, ossia sotto il regime di comunione. In alternativa possono optare per mantenere comuni i beni acquisiti in precedenza; in tale ultimo caso, ai beni rimasti comuni si applicheranno per il futuro le norme sulla comunione ordinaria.

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