Come passare dalla comunione alla separazione dei beni
Come modificare la scelta del regime patrimoniale dei coniugi e passare, magari in presenza di debiti, dalla comunione alla separazione dei beni per evitare che i creditori aggrediscano i beni in comunione.
In presenza di debiti contratti dal marito o dalla moglie oppure in pendenza di una causa che rischia di finire con una condanna per uno dei due, i coniugi in regime di comunione decidono spesso di passare al regime della separazione dei beni: scelta che, di norma, garantisce la totale distinzione dei due patrimoni e, quindi, l’impossibilità per il creditore di agire indistintamente nei confronti dei due. Abbiamo però detto «di norma» perché, in alcune situazioni, anche in caso di separazione dei beni un coniuge può rispondere dei debiti dell’altro: ciò succede quando l’uno sia
Tutto si risolve in pochi minuti. Dopodiché la coppia non è «separata», ma è in regime di «separazione dei beni». Si tratta di una distinzione importantissima:
- la coppia «separata» non è più sposata e, benché non è detto che debba necessariamente divorziare (potendo rimanere separata fino alla morte di uno dei due), ogni legame di convivenza e fedeltà, nonché di reciproca assistenza viene sciolto. In questo caso nessun creditore potrà mai pignorare i beni del coniuge separato, ma se riesce a dimostrare che la separazione è un atto fraudolento (perché i coniugi, ad esempio, continuano a mantenere la stessa residenza e a convivere), l’atto può essere oggetto di revocatoria (entro massimo 5 anni). Sul punto ti consigliamo la guida Separazione dal coniuge per evitare il pignoramento;
- la coppia «in separazione dei beni» continua ad essere sposata, ma con la differenza che tutti i beni acquistati non cadono più in comunione: non sono cioè metà dell’uno e metà dell’altro, ma di chi materialmente li paga. Anche in questo caso, però, come in quello precedente, i creditori non potranno aggredire i beni del coniuge non debitore. Sul punto ti consigliamo la lettura della guida Matrimonio: con la separazione dei beni si evitano i creditori.
Come passare dalla comunione alla separazione dei beni
Chi oggi si sposa, anche se non esprime alcuna scelta a riguardo, ricade nel regime di
In particolare, per passare dalla comunione alla separazione dei beni bisogna innanzitutto che ci sia il consenso di entrambi i coniugi. È impossibile infatti che l’uno dei due proceda autonomamente senza la collaborazione dell’altro che, pertanto, deve essere informato di ciò.
Dopodiché bisogna rivolgersi a un notaio il quale, con un atto notarile, alla presenza di due testimoni, raccoglie la volontà espressa da marito e moglie di trasformare il proprio regime patrimoniale dalla comunione alla separazione.
Sempre il notaio provvederà dopo a far annotare la scelta dei coniugi sull’atto di matrimonio dimodoché essa sia opponibile a tutti, anche ai creditori. Se ne ricorrono i presupposti deve essere anche annotata a margine della trascrizione effettuata nei registri immobiliari e dei beni mobili registrati.
Attenzione però: la modifica del regime patrimoniale non ha valore retroattivo e non “sana” le situazioni passate. In altri termini, il passaggio dalla comunione alla separazione dei beni ha il solo effetto di modificare per il futuro il regime patrimoniale, fissando la data fino alla quale decorre il regime di comunione e quello da cui decorre la separazione dei beni. I coniugi possono a quel punto scegliere se procedere alla liquidazione e divisione di tutti i beni acquistati prima della separazione, ossia sotto il regime di comunione. In alternativa possono optare per mantenere comuni i beni acquisiti in precedenza; in tale ultimo caso, ai beni rimasti comuni si applicheranno per il futuro le norme sulla comunione ordinaria.