Niente usucapione tra parenti
Impossibile l’usucapione tra parenti: il genitore proprietario del bene sa che il figlio sta utilizzando il suo immobile e lo tollera. Nei rapporti tra amici, le cose cambiano.
Niente usucapione tra parenti: in estrema sintesi, è questa la tesi sostenuta dal Tribunale di Tivoli in una sentenza degli scorsi mesi [1]. Perché si possa usucapire un immobile, infatti, occorre non solo averlo utilizzato per 20 anni, ma anche esercitare sullo stesso il possesso tipico del proprietario: e, cioè, usarlo come farebbe il proprietario, appunto. Cosa che, nei rapporti tra parenti, non è possibile. Sulla base di quanto detto, secondo il Tribunale di Tivoli, il figlio non può usucapire l’immobile di proprietà del genitore, anche se quest’ultimo gli ha permesso di usare il bene. Tra l’altro, questa è una situazione molto frequente tra
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Usucapione tra parenti: perché no?
Il motivo per cui l’usucapione tra parenti non è ammessa è dato, sostanzialmente, dal fatto che, in casi di questo genere, il proprietario del bene sa che un altro soggetto sta utilizzando il suo immobile per i propri bisogni e tollera questo stato di cose. E d’altra parte, se così non fosse, si arriverebbe al paradosso per cui una persona in affitto, da 20 anni nello stesso appartamento, ne diventerebbe proprietario. Per dirla diversamente, quindi, la
Usucapione: differenza tra possesso e detenzione
Abbiamo detto che se il proprietario tollera l’uso del suo bene da parte di un’altra persona non si ha possesso ma detenzione. Per non confondere questi due concetti, vediamo la differenza:
- il possesso si ha quando una persona si comporta verso un dato bene altrui come se ne fosse il proprietario, senza però esserlo. Ad esempio, il ladro è un possessore perché si comporta verso il bene rubato come se ne fosse il proprietario, ma non lo usucapisce perché ha acquistato il possesso violentemente: si legga L’usucapione: cos’è e come funziona, per capire quali sono le caratteristiche del possesso utili ai fini dell’usucapione);
- la detenzione si ha quando chi utilizza il bene altrui riconosce l’altrui diritto. Tipico esempio di detentore è quello dell’inquilino: pagando il canone, il conduttore non fa altro che riconoscere il diritto di proprietà di chi gli ha concesso in locazione il bene.
Usucapione tra conoscenti: perché sì?
Sulla base di quanto detto, si capisce che tra amici le cose cambiano perché, per quanto il legame di affetto tra persone possa essere stretto, è sicuramente più labile e mutevole ed è molto difficile essere tolleranti per tempi lunghissimi [2]: ecco perché se, ad esempio, l’immobile viene concesso per molti anni a un semplice amico o a un vicino, è molto probabile che ciò avvenga non per tolleranza ma per semplice indifferenza e, in tal caso, l’usucapione scatta eccome.