Chi certifica la residenza?

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Autore: Salvatore Cirilla

09 agosto 2017

Avvocato con studio in Milano e Capo d'Orlando. Esperienza in diritto civile, amministrativo e tributario, con particolare riferimento al diritto societario (costituzione e gestione governance societaria, modello organizzativo 231, revisione statuti, patti parasociali), fallimentare (ivi inclusa la composizione della crisi da indebitamento), bancario, successioni e famiglia (mediazione familiare), risarcimento danni, anche da circolazione stradale e da ritardo o cancellazione voli, recupero crediti (ivi comprese le procedure esecutive), diritto industriale e intellettuale, e diritto dell'immigrazione. Il suo studio si occupa, inoltre, di assistenza legale per la redazione di qualsivoglia tipologia contrattuale, oltre che per seguire le trattative nella fase precontrattuale.

A chi dobbiamo rivolgerci per conoscere, con sicurezza, il luogo in cui risiede una persona?

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Anche se non di frequente, a molti di noi è capitato di dover ottenere una certificazione che attestasse la propria residenza o, viceversa, di dover ottenere il certificato della residenza di un’altra persona, per avere la certezza di recapitare una lettera d’amore, una diffida, o semplicemente una missiva formale.

Oggi scopriremo l’autorità predisposta dalla legge alla certificazione della residenza.

Cos’è la residenza?

Nel linguaggio comune, siamo soliti utilizzare i termini

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residenza, dimora e domicilio col medesimo significato: il luogo in cui vive una persona.

Tuttavia, per il diritto, questi termini sono assai differenti gli uni dagli altri anche se, non di rado, coincidono.

La residenza altro non è che il luogo in cui la persona vive abitualmente.

Ecco che già, questa definizione rende questo termine diverso dalla dimora, luogo in cui la persona si trova occasionalmente, e dal domicilio, luogo in cui la persona svolge il proprio lavoro, o intrattiene i propri affari/interessi.

Tuttavia, la residenza di una persona non deve corrispondere necessariamente alla cosiddetta “prima casa”, ben potendo quest’ultima vivere perennemente in un’altra abitazione di proprietà, non qualificata come “

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abitazione principale”.

A cosa serve la residenza?

Sapere dove risieda una determinata persona è fondamentale, per una serie di motivi.

Grazie alla residenza è possibile, infatti, recapitare al soggetto interessato qualsiasi comunicazione riguardante la sua persona: dalla nuova carta di credito inviata dalla Banca in sostituzione di quella scaduta, alla cartolina delle vacanze, dalla bolletta di luce, acqua e gas, ad un telegramma di condoglianze.

Per non tralasciare gli aspetti legali! Una volta conosciuta la residenza è, infatti, possibile notificare un atto giudiziario al diretto interessato, citarlo come testimone in un processo, inviare una diffida, un avviso di accertamento da parte del fisco, e così via.

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Insomma, la residenza – più delle altre figure – è elemento fondamentale sia per il diretto interessato, sia per chi ha necessità di portare a conoscenza di quest’ultimo qualche comunicazione importante.

Chi certifica la residenza?

Dato il ruolo importante della residenza di una persona, occorre avere certezza di quest’ultima, non essendo sufficiente la soffiata di qualche conoscente né, tantomeno, vedere l’interessata uscire da una determinata abitazione.

Ecco che, per tali motivi, occorre ottenere una certificazione attestante l’effettiva residenza, così come dichiarata dal soggetto interessato.

Il soggetto titolato a certificare questo status è il Pubblico Ufficiale e, nella fattispecie, il dirigente dell’

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Ufficio Anagrafe del Comune in cui risiede il soggetto.

Basterà recarsi allo sportello di competenza presso il Municipio competente, o inviare una raccomandata/messaggio di posta elettronica all’indirizzo postale/mail del Comune con il quale chiedere l’emissione di questo certificato.

Una volta emesso, sarà cura dell’Ufficio anagrafe competente consegnare, o inviare, al richiedente copia conforme del certificato per gli usi che la legge consente di fare.

Gli unici costi che, solitamente, vengono richiesti dall’Anagrafe riguardano le spese di riproduzione del certificato e l’eventuale marca da bollo, nel caso in cui il certificato in carta semplice non basti per l’uso che l’interessato dovrà fare.

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Il certificato in oggetto, a differenza di altri (come quello di nascita), avrà durata di sei mesi. Dopodiché, anche alla luce del fatto che il soggetto residente possa decidere di spostare la propria residenza, sarà necessario ottenere nuovo certificato ripercorrendo la trafila appena descritta.

È possibile autocertificare la propria residenza?

Esiste, tuttavia, la possibilità, per il soggetto interessato, di evitare il passaggio dall’ufficio anagrafe per attestare la propria residenza.

La legge ha dato, infatti, la possibilità ai cittadini di autocertificare la residenza nei rapporti con le varie Amministrazioni Pubbliche, quali scuole, camere di commercio e prefetture [1].

Basterà allegare all’autocertificazione copia del proprio documento d’identità.

Ovviamente, il soggetto che autocertificherà la propria residenza dovrà avere cura di inserire i dati esatti, poiché – in caso contrario – rischierebbe di essere processato penalmente per aver dichiarato il falso [2].

Resta fermo che, al di fuori del soggetto interessato, l’unico abilitato a rilasciare un certificato di residenza a terzi è l’Ufficiale dell’Anagrafe del Comune in cui si ha conoscenza dell’ultima residenza.

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