Pensione per chi ha pochi contributi

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Autore: Noemi Secci

26 agosto 2024

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

Pensione di vecchiaia con 5 o 15 anni di contributi: quando è possibile e quali lavoratori possono beneficiarne?

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L’età pensionabile è sempre più lontana, ma nonostante questo c’è chi, arrivato a 67 anni, non riesce comunque a raggiungere il requisito minimo previsto per la pensione di vecchiaia, pari a 20 anni di contributi.

Fortunatamente, esistono ancora delle eccezioni che permettono di ottenere la pensione per chi ha pochi contributi: da una parte le tre deroghe Amato e il computo presso la gestione Separata, che consentono il pensionamento con 15 anni di contributi, dall’altra la pensione di vecchiaia contributiva, che permette di pensionarsi con soli 5 anni di contributi, ma a 71 anni (il requisito non dovrebbe essere modificato almeno sino al 31 dicembre 2028).

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Quasi tutte le casse professionali prevedono inoltre la possibilità di ottenere la pensione con 5 anni di contributi, ma con requisiti di età variabili, che vanno dai 62 ai 70 anni.

Vediamo allora, nel dettaglio, tutte le agevolazioni che consentono di arrivare alla pensione per chi ha pochi contributi.

Pensione con 15 anni di contributi: legge Amato

La possibilità di usufruire della

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pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi, nonostante sia stata prevista da una vecchia normativa, la cosiddetta legge Amato [1], è un’eccezione in vigore ancora oggi, come ha confermato l’Inps con una circolare [2] successiva all’entrata in vigore della legge Fornero di riforma delle pensioni [3]. Nel dettaglio, la legge Amato stabilisce la possibilità di usufruire del trattamento di vecchiaia con 15 anni di contribuzione se si rientra in una delle tre particolari categorie previste dalla norma, cioè in una delle cosiddette tre deroghe Amato.

Pensione con 15 anni di contributi: prima deroga Amato

Secondo la prima deroga Amato, è possibile pensionarsi con 15 anni

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di contribuzione se si possiedono 15 anni di contributi (780 settimane) accreditati prima del 31 dicembre 1992; sono utili, per accedere all’agevolazione, tutti i tipi di contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione, nonché quelli versati all’estero, se si tratta di contribuzione versata in un Stato europeo o legato all’Italia da una convenzione o da un accordo in materia di sicurezza sociale.

Per beneficiare della deroga, però, è necessario poter far valere una posizione assicurativa nel Fondo lavoratori dipendenti (Fpld) o nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’Inps, o in ambedue. La deroga si applica anche agli iscritti ex Inpdap, ex Enpals, ex Ipost.

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Pensione con 15 anni di contributi: seconda deroga Amato

La seconda deroga Amato prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contribuzione, se si è ammessi al versamento dei contributi volontari con autorizzazione anteriore al 31 dicembre 1992. Questa deroga vale per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps (Ago) e per gli iscritti ex Enpals: non vale, invece, per gli iscritti all’ex Inpdap ed all’ex Ipost, in quanto all’epoca (31 dicembre 1992) non esisteva ancora la possibilità, per loro, di richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari.

Per pensionarsi con questo beneficio, è sufficiente che risulti l’autorizzazione al versamento della contribuzione volontaria anteriormente al 31 dicembre 1992, ma

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non è necessario che risultino versati dei contributi volontari. Per raggiungere i 15 anni di contribuzione, anche in questo caso, sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione, nonché quelli versati all’estero, se si tratta di contribuzione versata in un Stato membro dell’Unione Europea o convenzionato con l’Italia.

Pensione con 15 anni di contributi: terza deroga Amato

La terza deroga Amato, infine, prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, per i soli lavoratori dipendenti iscritti all’assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della medesima, se si possiedono:

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Esiste anche una

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quarta deroga Amato che, ormai, non consente più alcuna agevolazione, in quanto permette, a chi possiede almeno un contributo accreditato al 31 dicembre 1992, di ottenere la pensione con un ammontare di contributi pari:

Naturalmente, quando la somma supera i 20 anni, il requisito contributivo per il trattamento di vecchiaia è pari a 20 anni, come per la generalità dei lavoratori, quindi ad oggi non opera più alcuna agevolazione.

Pensione con 15 anni di contributi: età

Per tutte e tre le deroghe Amato, in ogni caso, bisogna considerare la fondamentale questione del

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requisito di età per ottenere la pensione: secondo l’Inps [2], il requisito di età necessario per l’accesso alla pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi è l’ordinario requisito di età richiesto per la pensione di vecchiaia stabilito dalla legge Fornero, vale a dire:

Successivamente il requisito dovrebbe aumentare di 3 mesi ogni biennio, salvo il riscontro di incrementi della speranza di vita media diversi da quelli attesi.

Non si applicano, dunque, i requisiti di età precedenti alla riforma Fornero.

L’età per la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi è

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anticipata soltanto nel caso in cui sia riconosciuta un���invalidità pensionabile pari almeno all’80%, per i dipendenti del settore privato. In questo caso la pensione si raggiunge, previa l’attesa di una finestra di 12 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito, 61 anni di età per gli uomini e 56 di età per le donne (sino al 31 dicembre 2028).

Pensione con 15 anni di contributi: computo

Bastano 15 anni di contributi anche per chi, essendo assoggettato al calcolo misto del trattamento pensionistico, sceglie il sistema integralmente contributivo di calcolo della pensione (meno vantaggioso rispetto al calcolo retributivo e misto): l’agevolazione in questione è conosciuta come computo presso la gestione Separata

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[4].

È necessario, per poter beneficiare del computo, possedere i seguenti requisiti, oltre ovviamente ai 15 anni di contributi:

Per saperne di più: Pensione con computo.

Attraverso il computo, con 15 anni di contribuzione, è possibile ottenere la pensione di vecchiaia con un’età minima di 71 anni. Si tratta, in particolare, della cosiddetta pensione anticipata contributiva, per la quale sono necessari, peraltro, solo 5 anni di contributi, per chi è privo di versamenti antecedenti al 1996, o per chi possiede contributi solo presso la gestione Separata Inps.

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Pensione con 5 anni di contributi

Più precisamente, possono ottenere la pensione con soli 5 anni di contributi (deve trattarsi di versamenti effettivi) coloro che:

Altre pensioni con pochi anni di contributi

Quali altre pensioni richiedono meno di 20 anni di contributi?

Presso l’Inps, è possibile ottenere con 5 anni di contributi, di cui 3 accreditati nell’ultimo quinquennio:

Le casse dei liberi professionisti, infine, consentono di ottenere diverse pensioni, calcolate con sistema integralmente contributivo, con un minimo di 5 anni di versamenti:

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