Furbetti del cartellino: arriva il timbro con impronta digitale

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Autore: Redazione

10 novembre 2016

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Per timbrare si useranno le dita: ecco come si risolve il “problema” del cartellino. I primi esempi di timbratura attraverso l’impronta digitale

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Si sviluppa a Salerno la prima prova di quello che potrebbe diventare un metodo efficace per ridurre il rischio di “timbratura selvaggia”, ovvero quella pratica che viene giornalisticamente richiamata la pratica dei “furbetti del cartellino”.

Le impronte digitali sostituiscono il cartellino presso l’Ospedale Ruggi D’Aragona di Salerno.

Da stamattina tocca solo ai dipendenti dell’Ufficio personale, ma dal 3 dicembre tutti e 3000 i lavoratori, per accedere, dovranno “strisciare” il badge e, subito dopo, appoggiare il dito sul device rilevatore.

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Come funziona il timbro con impronta digitale?

Il timbro avviene attraverso l’impronta, se questa viene riconosciuta il dispositivo dà il via libera all’ingresso. Sfuggire ai controlli sarà dunque molto complicato.

Soprattutto sarà impossibile che un altro membro dello staff timbri per conto di un collega.

Il manager che ha dato il via al sistema ha sottolineato come le ragioni della scelta stessero nei numeri pubblicati sull’assenteismo, numeri che erano discordanti: “In un primo momento si è parlato di 800 furbetti, poi la cifra è stata ridimensionata a 200. E certo non sono pochi neanche questi

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”.

Privacy: che tutela si ha “timbrando” con l’impronta digitale al posto del cartellino?

La procedura necessitava di preventiva autorizzazione del Garante della Privacy. L’autorizzazione è giunta lo scorso settembre, con i dettagli su come il dispositivo doveva essere impostato perchè non violasse la privacy del personale.

L’impronta è registrata sul badge grazie a un chip criptografato e non su un data base aziendale. Insomma il dispositivo mette solo a confronto le impronte, reali e registrate – sottolinea Nicola Cantone, manager dell’ASP – vuol dire che non c’è alcun rischio di violazione della privacy perché i dati personali restano a esclusiva disponibilità del proprio badge“.

Ecco dunque avviarsi in questi giorni la prima sperimentazione che potrebbe essere destinata a riscuotere successo.

Cosa si rischia con il timbro multiplo del cartellino?

Per sapere cosa si rischia nel caso in cui si sia scoperti a timbrare più di un cartellino o a registrare la presenza per conto di un collega, vi suggeriamo il nostro approfondimento Furbetti del cartellino: da oggi in poi licenziati per direttissima.

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