Sindrome del burnout: cos’è e quali diritti al lavoro

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Autore: Carlos Arija Garcia

29 maggio 2019

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Infermieri, educatori o avvocati accusano stress dalla pressione di lavorare per gli altri: come funzionano assenze per malattia, invalidità e Legge 104?

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Se ti dico «sindrome del burnout» forse devi fermarti un attimo a pensare di che cosa stiamo parlando. Se, invece, ti dico «stress» ci capiamo subito, vero? Lo capirà anche il tuo datore di lavoro quando gli dirai che la sindrome del burnout si è impossessata di te fino al punto di provocarti una malattia seria? Se sgranerà gli occhi perché non sa che cos’è, puoi spiegargli che si tratta di una patologia causata da un eccessivo carico di lavoro. Che è la fine di un processo stressante in cui è coinvolto chi si vede impegnato ogni giorno ed in moto ripetitivo in attività legate alle relazioni interpersonali. Detto con queste parole, forse continuerà a non capirti ma, così, saprà qual è il tuo problema: che sei stressato. Che non ce la fai più. E che vuoi rivendicare i tuoi

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diritti al lavoro per la sindrome del burnout.

Bisogna precisare che il burnout non è lo stress, ma una conseguenza dello stress. È una patologia in grado di deteriorare:

Tutto ciò (spesso messo insieme) ha come conseguenza un disagio psicofisico che può portare all’esaurimento emotivo e fisico, alla depressione e ad un mutamento della personalità. La sindrome del burnout, dunque, è da tenere in seria considerazione soprattutto quando si fa un’attività di tipo assistenziale (pensa all’infermiere, al medico, all’assistente sociale), ma anche a professionisti come l’avvocato o il consulente fiscale. Professionisti che si fanno carico dei problemi di chi soffre o si trova in difficoltà per motivi diversi e che rischiano di riversare su sé stessi queste sofferenze fino al punto di non riuscire più a gestirle. Ecco perché, quando se ne avvertono i sintomi, bisogna non solo sapere che

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cos’è ma anche quali sono i diritti al lavoro di chi soffre di questa sindrome. Ad esempio, si può stare a casa in malattia? Si possono prendere dei permessi per delle terapie, ad esempio, da uno psicologo? Si può chiedere di cambiare reparto o attività per tentare di rimettere le cose in sesto dentro la testa? Vediamo che cos’è il burnout, che cosa lo provoca e quali sono i diritti al lavoro previsti per chi ha questa patologia.

Sindrome del burnout: che cos’è?

Burnout

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, in inglese, significa «bruciato». Ed è quello che ti può succedere quando fai un lavoro a contatto con la gente in cui lo scopo principale è aiutare gli altri. Può essere da un punto di vista sanitario, come il medico, l’infermiere, l’assistente sociale, lo psicologo, l’educatore sanitario, il fisioterapista, ecc. Sono loro le vittime più frequenti della sindrome del burnout. Ma non le uniche: a fare i conti con questo disturbo ci sono altre categorie di lavoratori che hanno a che fare con i problemi degli altri, come carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco, avvocati, consulenti fiscali, insegnanti ed altre figure che vivono a contatto con la realtà altrui.
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Ed è proprio questa realtà da cui nasce il burnout o, se preferisci dirlo così, nella quale il lavoratore comincia a «bruciarsi». L’eccessiva pressione del lavoro, degli utenti o dei clienti di cui si deve occupare, insieme ad uno smisurato senso del dovere accendono la miccia: inizia un processo di logoramento psicofisico a causa della mancanza di energie. Non si è più in grado di sopportare lo stress accumulato e la vita ed i problemi degli altri si mescolano con quelli del lavoratore fino ad arrivare ad un punto in cui non si sa più dov’è la linea di confine che separa gli uni dagli altri.

Sindrome del burnout: è una malattia ufficiale?

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, lo

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stress da lavoro o da disoccupazione è una sindrome per cui si può cercare una cura anche se non può essere considerato una malattia.

Secondo la descrizione disponibile sul sito internet dell’Organizzazione, il burnout è una sindrome conseguente a uno stress cronico sul posto di lavoro che non è stato gestito con successo. È caratterizzato da tre elementi: sensazione di mancanza di energie o spossamento; incremento della distanza mentale dalla propria attività o senso di negatività correlato al lavoro svolto; riduzione dell’efficacia professionale.

L’Oms ha anche specificato che prima di diagnosticare qualcuno di burnout occorre anche escludere altri disturbi che presentano sintomi simili come il disturbo dell’adattamento, l’ansia o disordini legati a paure o la depressione. Inoltre il burnout è una condizione che si riferisce solo a un contesto lavorativo e non può essere estesa ad altre aree della vita.

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L’Organizzazione mondiale della sanità non ha tuttavia stabilito quali sono le cure per trattare chi è affetto da questa sindrome.

Sindrome del burnout: come si sviluppa?

Si possono distinguere diverse fasi nella sindrome del burnout. Ad esempio, in un operatore sanitario che, come dicevamo, è il più esposto alla patologia (ma vale anche per le altre figure professionali interessate), il processo si sviluppa in questo modo:

Sindrome del burnout: quali conseguenze?

Dicevamo all’inizio che non bisogna confondere

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stress e sindrome del burnout. Il primo, infatti, è la causa della seconda. Ma quali possono essere le conseguenze se il problema non lo si affronta per tempo?

Tra gli effetti psicologici del burnout si possono segnalare:

Tutto questo si riflette anche sul lato fisico. Infatti, la sindrome del burnout può provocare:

Non sono mancati, purtroppo, i casi in cui tutto ciò sfocia in gesti estremi come l’abuso di alcol o di droghe e l’aumento del rischio di suicidio. Va da sé che se la sindrome degenera si può trasformare in una malattia invalidante.

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Sindrome del burnout: diritto all’invalidità

Quali sono, allora, i diritti al lavoro per chi soffre della sindrome del burnout dovuta allo stress? Bisogna, intanto, ricordare che lo stress, di per sé, non viene riconosciuto come malattia. Solo quando si manifesta in patologie psichiche e fisiche che comportano dei danni dovuti all’eccessivo carico di lavoro si può parlare di malattia professionale.

Occorre valutare, quindi, la singola patologia riscontrata. Quando si arriva alla depressione (o Mdd, cioè disturbo depressivo maggiore) oppure all’esaurimento nervoso è possibile riscontrare una riduzione della capacità lavorativa, cioè un’invalidità. Le tabelle ufficiali che riportano le percentuali di invalidità indicano, in proposito, questi valori:

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Se la sindrome del burnout provoca altri disturbi come la colite ulcerosa, problemi al fegato o al cuore, occorrerà valutare caso per caso la percentuale di invalidità riconosciuta dalle tabelle. Nel caso in cui sia accertata la riduzione della capacità lavorativa, si può avere diritto ad una prestazione assistenziale a seconda della percentuale. Bisogna, comunque, superare il 33% ed avere tra 18 e 65 anni per essere riconosciuti invalidi civili.

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Gli assegni di invalidità

Per esempio, l’assegno di invalidità ordinario viene erogato a chi ha una percentuale superiore al 74%, 5 anni di contribuzione e almeno 3 anni di contributi versati nell’ultimo quinquennio. Si calcola sulla contribuzione versata.

Se non ci sono questi requisiti, si può aspirare all’assegno di invalidità civile sempre che non si superi il reddito annuo di 4.906,72 euro. L’importo dell’assegno è di 285,66 euro mensili.

La pensione di invalidità

Se la percentuale di invalidità arriva al 100%, chi soffre della sindrome del burnout o di una delle sue conseguenze può fare domanda per ottenere la pensione di invalidità civile, sempre di 285,66 euro. Occorre, però, avere un reddito inferiore a 16.814,34 euro.

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Sia per la pensione di invalidità sia per l’assegno di invalidità, il requisito anagrafico è stato modificato recentemente: ora può fare richiesta chi ha tra i 18 ed i 67 anni, anziché un massimo di 66 anni e 7 mesi come fino al 2018.

Sindrome del burnout: diritto ad assenze per malattia

Al di là delle prestazioni assistenziali, che succede sul posto di lavoro a chi soffre della sindrome del burnout? Ad esempio, ha diritto ad assentarsi e a chiedere la malattia retribuita?

Per rispondere a questa domanda, si torna al discorso di prima: bisogna valutare che tipo di patologia è emersa a causa del burnout o dell’esaurimento nervoso. Visto che, come abbiamo spiegato, la sindrome può provocare dei disturbi anche gravi dal punto di vista fisico come da quello psicologico, sarà il medico curante a stabilire se il lavoratore ha bisogno di un periodo di riposo ed a fissare il numero dei giorni in cui deve rimanere a casa.

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In quest’ultimo caso, cioè quando il medico decide che l’assenza dal lavoro è giustificata, occorre seguire la normale procedura della malattia, cioè:

Vanno rispettate, inoltre, le fasce di reperibilità per le visite fiscali, cioè:

Tuttavia, è possibile che, visti gli effetti della

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sindrome di burnout, il medico curante decida di prescrivere al paziente qualche ora di svago fuori casa (una passeggiata al parco, un’attività motoria, ecc.). In questi casi, la mancata presenza del lavoratore nella sua abitazione durante la malattia non può essere sanzionata, come stabilito dalla Cassazione [1].

Sindrome del burnout e Legge 104

Se la situazione è degenerata, può succedere che venga riconosciuto un handicap nella persona che soffre della sindrome del burnout. Significa che c’è una disabilità mentale, motoria o sensoriale tale da impedire o limitare l’integrazione sociale, lavorativa, personale e familiare. In questo caso, il lavoratore ha diritto a:

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Quando il lavoratore che soffre di burnout è riconosciuto invalido al 100% e non riesce a camminare o a compiere gli atti quotidiani della vita senza l’assistenza di un’altra persona, ha diritto all’assegno di accompagnamento. L’importo è di 517,84 euro per 12 mensilità. Puoi approfondire i dettagli relativi a questa prestazione sociale leggendo questo articolo o guardando questo video.

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Sindrome del burnout e pensione anticipata

Anche in questo caso bisogna considerare gli effetti fisici o psichici provocati dalla sindrome di burnout e le relative percentuali di invalidità. Nello specifico:

La pensione anticipata per questi motivi non è prevista per i dipendenti pubblici.

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