Cassa integrazione: cos’è e come funziona

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Autore: Carlos Arija Garcia

26 marzo 2019

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Guida al trattamento Inps per i lavoratori coinvolti in crisi o ristrutturazioni aziendali. Quanto si prende, chi ne ha diritto e la procedura da seguire.

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In tempi di crisi, spesso le aziende ricorrono ad una soluzione intermedia tra il drastico taglio del personale ed il proseguimento dell’attività al 100%. Questa soluzione si chiama cassa integrazione guadagni. Si tratta di un intervento che l’Inps concede solo in determinati casi e solo ad aziende che operano in alcuni settori. Significa che non tutte possono accedere a quest’agevolazione. Ma che cos’è esattamente la cassa integrazione e come funziona?

Volendo utilizzare una metafora, possiamo dire che la cassa integrazione è una sorta di salvagente che l’Inps lancia ad un’azienda in serie difficoltà economiche per evitare che la barca affondi portandosi a picco tutti i marinai. Di solito viene vista come l’anticamera del licenziamento e non di rado, purtroppo, è così: quando si avvia la procedura di cassa integrazione, i lavoratori capiscono che la strada imboccata è quella che può portare a cercarsi un’altra occupazione. Altre volte, invece, si tratta di un palliativo, cioè di una soluzione temporanea che può aiutare l’azienda a risollevarsi ed a tornare competitiva dopo aver superato un momentaccio.

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Esistono diverse tipologie di cassa integrazione, anche se normalmente si parla di due categorie: la cassa integrazione ordinaria e quella straordinaria. Più avanti vedremo che cos’è e come funziona ciascuno di questi interventi.

Ci vogliono, ovviamente, dei requisiti per potervi accedere, che dipendono da diversi fattori: dal settore in cui opera l’azienda all’anzianità di servizio dei dipendenti, al motivo stesso per il quale viene richiesto l’intervento dell’Inps. Ecco, allora, che cos’è la cassa integrazione e come funziona.

Cassa integrazione: che cos’è?

Partiamo dalla definizione. La

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cassa integrazione guadagni (nota anche come Cig) è un istituto che consiste in una prestazione economica a carico dell’Inps (o dell’Inpgi, nel caso dei giornalisti) a favore dei dipendenti che lavorano ad orario ridotto o che sono stati sospesi dall’obbligo di svolgere la loro prestazione.

Lo scopo della cassa integrazione è quello di aiutare le aziende che attraversano un momento di difficoltà: è l’Inps a farsi carico economicamente dei lavoratori che per un periodo di tempo non possono esercitare la loro attività, attraverso:

Nel primo caso si parla di cassa integrazione ordinaria (Cigo) e nel secondo i cassa integrazione straordinaria (Cigs).

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La prestazione può essere erogata:

L’istituto della cassa integrazione è riservato ad alcuni settori produttivi ed interviene solo di fronte a certi requisiti. Nei comparti per i quali non è prevista, intervengono i rispettivi fondi di solidarietà.

Cassa integrazione ordinaria: quando è prevista?

La cassa integrazione guadagni ordinaria, o Cigo, può essere richiesta dall’azienda in un momento di crisi temporanea. In pratica, i lavoratori (tutti o una parte) vengono sospesi dall’attività del tutto o per un certo numero di ore. Una volta superata la crisi, il personale riprende normalmente il

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lavoro.

A chi viene applicata?

La cassa integrazione ordinaria può essere richiesta per determinati comparti.

Viene erogata per le industrie dei settori:

Nel comparto artigiano, la Cigo è riservata a:

Infine, per quanto riguarda le

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cooperative, hanno diritto alla cassa integrazione ordinaria quelle:

A chi non viene applicata?

Ci sono delle aziende a cui non può essere applicata la cassa integrazione ordinaria; si tratta di quelle:

Quali lavoratori hanno diritto?

La cassa integrazione guadagni ordinaria è rivolta ai lavoratori con

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contratto subordinato. Ne sono interessati anche i dipendenti con contratto di apprendistato.

Sono, invece, esclusi da questo trattamento i dirigenti ed i lavoratori a domicilio.

Quanto conta l’anzianità?

Elemento non trascurabile per essere inseriti in un programma di cassa integrazione ordinaria è quello dell’anzianità di servizio. In pratica, nel momento in cui viene presentata la domanda i dipendenti devono avere almeno 90 giorni di effettivo lavoro (anche non consecutivi) presso l’unità aziendale che chiede il trattamento.

Vengono conteggiati anche:

L’anzianità, però, non viene richiesta quando alla base della richiesta di cassa integrazione ci siano dei motivi dovuti ad eventi oggettivamente non evitabili (se, ad esempio, una calamità naturale ha distrutto una parte dell’azienda ed i lavoratori non possono svolgere la loro attività).

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Per quale motivo può essere richiesta?

Come accennato, la cassa integrazione guadagni ordinaria può essere richiesta per un evento transitorio di cui né l’azienda né i lavoratori sono responsabili, oppure per una situazione di temporaneo stallo del mercato.

Le cause che integrano la cassa integrazione possono essere:

Non vengono considerati motivi integrabili, in quanto imputabili al

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datore di lavoro o al committente:

Quanto dura la cassa integrazione ordinaria?

Ovviamente, il trattamento di cassa integrazione ordinaria non dura a vita. Viene corrisposto ai lavoratori per un massimo di 13 settimane continuative. Ma può essere prorogato ogni trimestre fino ad un massimo di 52 settimane, cioè praticamente per un anno.

Come si calcola questo periodo? Innanzitutto, bisogna dire che viene considerata ogni singola giornata di sospensione dal lavoro. Quando si arriva ad un totale di 5 giornate in caso di settimana corta o di 6 giornate, la settimana di cassa integrazione di ritiene usufruita. Significa che se un’azienda decide di mettere in Cigo i

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dipendenti, ad esempio, per 3 giorni la settimana, dovrà tenere conto solo di quelle giornate per fare il calcolo delle settimane di cassa integrazione (in questo caso ce ne vorrebbero due settimane di calendario per farne una di Cigo).

Entro i limiti di durata, è possibile avere delle ore di integrazione salariale fino ad 1/3 delle ore ordinarie lavorabili in un biennio mobile.

La procedura per accedere alla Cigo

L’azienda che ha i requisiti per chiedere la cassa integrazione ordinaria per i suoi dipendenti (tutti o una parte) deve darne comunicazione alle rappresentanze sindacali spiegando:

Dovrà anche, se richiesto, fare un esame della situazione sulla tutela degli

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interessi dei dipendenti.

Questa procedura ha dei tempi ben definiti. Deve concludersi:

L’azienda deve inviare la domanda per via telematica all’Inps indicando:

Bisognerà associale la domanda al ticket Uniemens obbligatorio ed allegare (pena l’inammissibilità della richiesta) una copia della comunicazione inviata alle organizzazioni sindacali.

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La domanda va inviata entro 15 giorni dall’inizio della sospensione o della riduzione dell’orario di lavoro. Se la scadenza coincide con un giorno festivo, slitta al giorno lavorativo successivo. Quando il motivo è un evento non prevedibile (un terremoto, un’alluvione, un incendio non doloso, ecc.), il termine da considerare è la fine del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento.

Se la domanda non viene inviata o arriva in ritardo e da ciò deriva un danno economico per i lavoratori, l’azienda è tenuta a corrispondere loro una somma che equivalga all’integrazione salariale non percepita.

Quanto si prende?

I lavoratori per i quali è stato chiesto il trattamento di

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cassa integrazione ordinaria prendono l’80% della retribuzione globale che avrebbero dovuto percepire per le ore non lavorate. Per il calcolo si tiene conto di ogni settimana. Se la riduzione dell’orario viene ripartita su periodi predeterminati di più settimane, spetta un’integrazione (nei limiti appena citati) sulla base della durata media settimanale dell’orario nel periodo considerato.

Il trattamento non viene riconosciuto per le festività e per le assenze non retribuite.

I lavoratori a cottimo e quelli retribuiti in tutto o in parte con premi di produzione o con altre integrazioni hanno diritto ad un trattamento sulla base del guadagno medio orario percepito.

Gli

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importi massimi attualmente erogati sono:

È previsto un aumento dal 1° gennaio di ogni anno in base alla variazione annuale dell’incide Istat dei prezzi al consumo.

Gli importi massimi sopra riportati sono aumentati del 20% per i lavoratori del settore edile e lapideo per intemperie stagionali (neve, gelo, vento, ecc.). Pertanto, sono:

Cassa integrazione straordinaria: quando è prevista?

Diversamente da quella ordinaria, la cassa integrazione guadagni straordinaria (

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Cigs) viene richiesta dalle aziende che devono gestire l’eccedenza di personale sospendendo per un periodo di tempo alcuni lavoratori dall’attività.

Se, al termine del trattamento, il datore di lavoro non riesce a ricollocare i lavoratori, è possibile avviare la procedura di riduzione del personale.

A chi viene applicata?

Il trattamento di cassa integrazione straordinaria è vincolato non solo al settore di appartenenza ma anche al fatto di avere avuto nel semestre precedente la data della richiesta un certo numero di dipendenti.

Possono accedere all’integrazione salariale le aziende che hanno avuto mediamente nel semestre precedente più di 15 dipendenti ed operano nei settori:

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Possono richiedere il trattamento le aziende che nell’ultimo semestre hanno avuto mediamente più di 50 dipendenti e che operano nei settori di:

Infine, non hanno vincoli riguardanti il numero di dipendenti ma possono accedere alla Cigs le aziende dei settori:

Quali lavoratori hanno diritto?

Possono ricevere il trattamento di cassa integrazione straordinaria i lavoratori dipendenti, inclusi quelli assunti con

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contratto di apprendistato ed esclusi i dirigenti ed i lavoratori a domicilio.

Per avere diritto al trattamento è necessario avere al momento della richiesta da parte dell’azienda un’anzianità di servizio di almeno 90 giorni.

Per quale motivo può essere richiesta?

La cassa integrazione straordinaria può essere richiesta in caso di sospensione o riduzione del lavoro per uno di questi motivi:

Non è possibile chiedere il trattamento di cassa integrazione straordinaria per le unità produttive già interessate negli stessi periodi e per cause analoghe dalla cassa integrazione ordinaria. Il cumulo è concesso solo se i trattamenti interessano lavoratori diversi.

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Cigs per riorganizzazione aziendale

Per avere accesso alla cassa integrazione straordinaria in caso di riorganizzazione aziendale, è necessario che:

Le ore di sospensione autorizzate non devono superare l’80% di quelle lavorabili.

La durata massima è di 24 mesi in un quinquennio per ogni unità produttiva.

L’azienda deve comunicare ai rappresentanti sindacali l’intenzione di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria, precisando la durata, i motivi ed il

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numero di lavoratori coinvolti. Se richiesto, dovrà anche fornire un esame congiunto della situazione aziendale, del programma che intende attuare e dei criteri con cui sono stati scelti i lavoratori interessati dal trattamento.

Entro i 7 giorni successivi alla procedura di consultazione sindacale, il datore di lavoro deve presentare la domanda all’Inps, al ministero del Lavoro e all’Ispettorato del lavoro, indicando anche i nominativi dei lavoratori coinvolti.

Cigs per crisi aziendale

Se il motivo che porta alla cassa integrazione straordinaria è una crisi aziendale, il datore di lavoro deve presentare un programma che preveda un piano di risanamento. La procedura è la stessa che abbiamo appena visto per la riorganizzazione aziendale.

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La durata massima per ogni unità produttiva è di 12 mesi. L’eventuale proroga può essere concessa solo se è trascorso un periodo di 2/3 rispetto a quello del precedente trattamento.

Un ulteriore trattamento può essere concesso se l’azienda cessa l’attività e ci sono delle concrete possibilità di una cessione dell’azienda a breve termine con il conseguente riassorbimento del personale.

Cigs per contratto di solidarietà difensivo

In questo caso, la cassa integrazione straordinaria compensa in parte il reddito mancante derivato da un contratto di solidarietà difensivo (Cds) con riduzione dell’orario di lavoro per evitare degli esuberi.

La riduzione media delle ore non può superare il 60% di quelle giornaliere, settimanali o mensili dei lavoratori interessati ma può arrivare al 70% per ciascun dipendente durante l’intero periodo di solidarietà.

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La durata del Cds non può essere superiore ai 24 mesi in un quinquennio mobile.

Per ottenere la cassa integrazione straordinaria, occorre:

Quanto si prende?

Attualmente, la cassa integrazione straordinaria è, in termini economici, pari all’80% della retribuzione globale che il dipendente avrebbe dovuto prendere per le ore non lavorate. Il calcolo viene effettuato sulla base dell’orario di ciascuna settimana ed esclude, come nel caso della Cigo, festività ed assenze non retribuite.

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L’importo massimo è quello riportato precedentemente per la cassa integrazione ordinaria, quindi:

Anche in questo caso è previsto un aumento dal 1° gennaio di ogni anno in base alla variazione annuale dell’incide Istat dei prezzi al consumo.

Gli importi massimi sopra riportati sono aumentati del 20% per i lavoratori del settore edile e lapideo per intemperie stagionali (neve, gelo, vento, ecc.).

Pertanto, sono:

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