Assegno: quanto tempo per l’incasso?
Tempi di scadenza dell’assegno: quanto tempo per l’incasso di un assegno circolare e di uno bancario?
Immagina di dover ricevere un pagamento molto sostanzioso e di aver chiesto perciò il rilascio di un assegno. Dopo aver ricevuto il titolo, lo riponi in un cassetto. L’indomani dovrai infatti partire per un lungo viaggio e non hai tempo per recarti in banca e versarlo sul conto o cambiarlo con i contanti. Ti chiedi però quanti giorni hai prima che scada. In altri termini: quanto tempo c’è per l’incasso di un assegno? La risposta è stata fornita, in modo molto chiaro e semplice da un’ordinanza di ieri della Cassazione [1]. Ecco cosa è stato detto in questa occasione.
Una precisazione preliminare è però necessaria. La pronuncia della Suprema Corte non inventa nulla di nuovo: è già la legge a dettare i tempi di incasso dell’assegno. Tant’è vero che, in passato, sono state pubblicate altre sentenze che ribadiscono lo stesso principio. Ne avevamo già dato atto in un nostro precedente articolo dal titolo Assegno circolare: quanti giorni per l’incasso.
Prima di chiarire quando scade un assegno c’è un’importante distinzione da fare: quella tra assegno circolare e assegno bancario. Difatti la disciplina sui tempi di incasso è differente a seconda che si ricada nell’uno o nell’altro caso.
Indice
Assegno bancario: cos’è?
Chi è proprietario di un conto corrente può chiedere alla banca che gli rilasci un carnet di assegni. Questi titoli gli consentono di fare pagamenti utilizzando i propri soldi depositati sul conto: soldi che però possono esserci come non esserci.
Vien da sé che l’assegno può essere pagato al portatore solo se sul conto ci sono somme pari o superiori all’importo riportato sull’assegno medesimo (in tal caso si dice che l’assegno è coperto).
Viceversa se sul conto non c’è provvista sufficiente a coprire il pagamento, l’assegno viene protestato e costituisce “titolo” per avviare un pignoramento. Prima del protesto, la banca invia un avviso al cliente dandogli il tempo per coprire l’assegno.
L’assegno bancario non offre alcuna garanzia al prenditore: questi infatti, nel momento in cui riceve il titolo, non può sapere se sul conto del debitore vi sono i soldi per l’incasso. Ben potrebbe trovarsi quindi dinanzi alla brutta sorpresa di scoprire che l’assegno in suo possesso è scoperto e deve essere protestato.
Assegno circolare: cos’è?
Chi vuole avere una garanzia assoluta di pagamento può chiedere invece un assegno circolare. In questo caso, chi deve pagare una somma di denaro a un’altra persona, anziché consegnare a quest’ultima i contanti, li deposita in banca. A fronte di ciò, l’istituto di credito gli rilascia un certificato, appunto il cosiddetto assegno circolare. Questo titolo offre quindi la certezza assoluta che il denaro per coprire il titolo c’è già. È quindi impossibile il protesto di un assegno circolare.
Il vantaggio che offre questo titolo è anche la comodità di trasporto, che non comporta il rischio di portare con sé il denaro contante.
Quanto tempo per l’incasso dell’assegno bancario
Non resta che vedere ora i
Se invece l’assegno è fuori piazza (ossia il Comune della banca è diverso da quello del luogo di emissione del titolo) il termine per l’incasso è di 15 giorni dalla data di emissione.
Gli assegni da pagare in uno Stato diverso da quello in cui sono stati emessi: il termine è di 20 giorni se lo Stato è europeo; per gli altri Stati invece il termine è di 60 giorni.
Che succede se si incassa l’assegno bancario in ritardo?
Finché non scadono i termini per l’incasso, il correntista non può revocare alla banca l’ordine di pagamento dell’assegno (salvo a denunciarne lo smarrimento o il furto).
Una volta però scaduti i termini anzidetti (8, 15, 20 o 60 giorni), il debitore può revocare l’ordine di pagamento.
Così, se Mario dà un assegno bancario a Francesco e il giorno dopo si pente di ciò, la banca di Mario deve comunque pagare a Francesco il titolo, neanche se ad ordinargli il contrario è Mario stesso. Tuttavia, una volta scaduti gli 8 giorni per gli assegni su piazza o i 15 giorni per gli assegni fuori piazza, Mario può ordinare alla banca di non pagare più il titolo e questa volta la banca non può disobbedire. La revoca dell’assegno bancario una volta scaduti i termini non implica quindi il protesto ma ciò non toglie che, se il debito è effettivo, il creditore potrà ugualmente agire contro il debitore.
Quanto tempo per l’incasso dell’assegno circolare?
L’assegno circolare può essere cambiato nel termine di tre anni dall’emissione e non come per gli assegni normali entro otto o quindici giorni dalla sottoscrizione.
La legge [2] chiarisce che, riguardo agli assegni circolari l’azione contro la banca emittente si prescrive nel termine di tre anni dall’emissione. Non è quindi applicabile il termine di otto giorni previsto per il comune assegno.