Plastic tax: quanto aumenterà il prezzo delle buste al supermercato?

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Autore: Redazione

03 novembre 2019

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Buste di plastica: sono poche quelle che oggi possono definirsi davvero bio. Gli effetti a valanga del nuovo balzello si faranno sentire soprattutto sui consumatori.

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La nuova tassa sulla plastica rischia di colpire molti più prodotti di quanto inizialmente si era pensato. Non ci sono solo le bottiglie di acqua in plastica (a partire da quelle da mezzo litro per finire alle confezioni in formato da sei) o quelle delle bevande gassate e zuccherine (Coca Cola, Fanta, Sprite, Chinotto). Ci sono anche le buste e vaschette in polietilene monouso (quelle che contengono l’insalata prelavata), il tetrapak del latte e i contenitori dei detersivi, i sacchetti per congelare, il polistirolo, i tappi e le etichette di plastica, gli imballaggi per computer ed elettrodomestici, i rotoli in plastica per gli imballaggi, le pellicole e film in plastica estensibili. Leggi

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Plastic tax: come aumenta il carrello della spesa.

Per colpa del nuovo balzello, ogni famiglia subirà un aggravio di spesa stimato tra i 138 euro e i 165 euro.

Ma la plastic tax colpirà innanzitutto le buste di plastica, quelle con cui sino ad oggi abbiamo portato la spesa a casa. Non le biodegradabili e, quindi, in teoria quelle dei supermercati. Ma il punto è che, secondo alcuni studi inglesi, queste buste non sarebbero davvero bio. Sono sì realizzate da bioplastiche derivanti dall’amido di mais o dall’acido lattico, ma ad alcuni osservatori non è sfuggito il fatto che, dopo oltre tre anni, questi composti non si degradano nell’ambiente. Ed ecco che li ritroviamo, ancora, anno dopo anno, sulle nostre spiagge.

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Dovrebbe aumentare il costo di tutte le altre buste di plastica, quelle che si incontrano spesso dal salumiere, in panetteria, nei piccoli negozi di generi alimentari. Che tuttavia dovrebbero essere fuori legge.

Qualche anno fa scoppiò un caso nazionale quando fu posto, a carico dei consumatori, il pagamento delle buste leggere per la frutta e la verdura. Lo scopo era evitare sprechi che, anche al supermercato, sono piuttosto frequenti.

Non siamo in grado di anticipare gli effetti che avrà la plastic tax sulla economia “tradizionale”. Di certo c’è che l’imposta è un euro al chilo e che le buste di plastica dovrebbero subire un aggravio davvero minimo, nell’ordine di centesimi.

Dove la tassa si fa sentire di più è sulle bottiglie d’acqua specialmente le piccole. Un aumento di 3 centesimi su quelle da 1,5 litri che pesano 40 grammi circa, tappo compreso (pure quello è tassato!) già incide del 10% sul prezzo medio (20 cent al litro per le acque dei supermercati) e sulle bottigliette da mezzo litro.

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