Dopo quanto tempo si va in carcere?

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Autore: Mariano Acquaviva

14 gennaio 2020

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Quando la sentenza di condanna diventa definitiva? Come evitare il carcere? Quanti anni dura un procedimento penale? Quando si va in prigione?

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Il procedimento penale è un lungo percorso volto ad accertare l’eventuale responsabilità penale dell’imputato in merito a un fatto costituente reato; se, al termine del processo, viene confermata la responsabilità del soggetto tratto in giudizio, allora il giudice lo condannerà alle pena prevista dalla legge, pena che, normalmente, è quella della reclusione. Rispondere alla domanda che dà il titolo all’articolo, e cioè dopo quanto tempo si va in carcere, significa dover spiegare quanto può durare, mediamente, un procedimento penale.

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Solamente all’esito del processo, quando la sentenza diventerà definitiva, il condannato potrà rischiare il carcere; nel frattempo, fino a che non siano esauriti i gradi di giudizio, la condanna non è definitiva e, pertanto, l’imputato si presumerò ancora innocente. E allora: dopo quanto tempo si va in carcere? Se vuoi saperlo, prenditi cinque minuti di tempo e prosegui nella lettura.

Quando si va in carcere?

Cominciamo subito col dire che si rischia di andare in carcere solamente a seguito di condanna definitiva alla pena della reclusione. Quanto detto sembra un’ovvietà ma, in realtà, non lo è. Perché si possa finire dietro le sbarre occorre che sussistano almeno questi due presupposti:

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In merito all’ultimo punto, va detto che non per tutti i reati la legge prevede la reclusione come sanzione: esistono, infatti, crimini per i quali la legge contempla la pena pecuniaria oppure pene diverse dalla detenzione.

Ad esempio, la diffamazione [1] è punita, a scelta del giudice, con la reclusione fino a un anno oppure con la multa fino a milletrentadue euro; ancora, tutti i reati di competenza del giudice di pace (come ad esempio le minacce e le lesioni personali non gravi) sono punite con la permanenza domiciliare oppure con i lavori di pubblica utilità.

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Dunque, a seguito di una condanna si potrebbe non andare in carcere, se la sentenza non prevede alcuna pena detentiva.

Come evitare il carcere?

È possibile evitare il carcere anche in caso di condanna definitiva a pena detentiva. In altre parole, anche se sei stato condannato, per esempio, a un anno di reclusione, la legge ti offre la possibilità di non finire dietro le sbarre. Come?

L’ordinamento italiano prevede alcuni istituti giuridici che consentono al condannato di evitare il carcere: i più importanti sono la sospensione condizionale della pena e la misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali.

Con la sospensione condizionale, colui che è condannato a una pena non superiore ai due anni di reclusione può evitare il carcere se il giudice ritiene che in futuro si comporterà bene. In altre parole, la pena sospesa è una sorta di “perdono” che il giudice dà al condannato: la pena c’è e rimane iscritta nel casellario giudiziale, solamente che ad essa non si dà esecuzione.

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L’affidamento in prova ai servizi sociali, invece, consente al condannato a pena non superiore ai quattro anni di chiedere la sospensione dell’esecuzione della condanna e di essere affidato ai servizi sociali per svolgere, per un periodo di tempo pari alla durata della condanna, un servizio di utilità sociale.

Si può altresì evitare del tutto la condanna nel caso in cui il giudice ritenga che il crimine commesso sia di particolare tenuità: in tal caso, il processo termina senza una condanna.

Dopo quanto tempo si va in prigione?

Nei paragrafi superiori abbiamo chiarito quando non si va in carcere nonostante una condanna. Vediamo ora dopo quanto tempo si rischia concretamente di finire dietro le sbarre.

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Come anticipato nell’introduzione, una condanna penale diventa definitiva solamente dopo che siano terminati tutti i gradi di giudizio: in pratica, solo dopo la sentenza della Cassazione la condanna diventa esecutiva a tutti gli effetti.

Prima di questo momento, al condannato è sempre data la possibilità di proporre impugnazione, prima in appello e poi davanti alla Suprema Corte di Cassazione. Se, però, l’impugnazione dovesse essere proposta tardivamente, allora non ci sarà più nulla da fare: la sentenza diverrà definitiva senza dover attendere il giudizio della Cassazione.

Dunque, la sentenza penale diventa definitiva (e con essa la condanna al carcere), quando:

Detto ciò,

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dopo quanto tempo si va in prigione? Tutto dipende dalla durata dell’intero procedimento, inclusi il secondo e il terzo grado di giudizio (cioè, quello in appello e in Cassazione). Perché una condanna alla reclusione possa diventare definitiva, potrebbero passare molti anni, anche una decina.

Come ti ho spiegato nell’articolo dal titolo “Quanto dura una causa penale“, la durata di un procedimento penale dipende da molteplici fattori, quali:

A ciò si aggiungano tutti gli “imprevisti”, quali astensioni dell’avvocatura o della magistratura, legittimi impedimenti di difensori o imputati, assenza dei testimoni regolarmente citati, ecc. Tutto ciò, ovviamente, se nel frattempo non interviene la

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prescrizione del reato.

Quanto dura processo penale?

Rispondere alla domanda “Dopo quanto tempo si va in carcere?” equivale, in buona sostanza, a rispondere al seguente quesito: quanto dura un processo penale?

In media, in Italia una causa penale dura sette anni: tre anni per il primo grado; due per il secondo; uno per il giudizio in Cassazione. Ciò significa che la sentenza di condanna diventa definitiva dopo circa sette anni dall’inizio del processo.

E allora: dopo quanto tempo si va in carcere? Se la sentenza definitiva consiste in una condanna alla reclusione, se non ricorrono le condizioni per la concessione della sospensione condizionale, dell’affidamento in prova oppure della particolare tenuità e se, infine, il reato non si è nel frattempo prescritto, si rischia di andare in carcere dopo circa sette anni dall’inizio del procedimento.

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