Violazione proprietà privata cortile condominiale
Violazione di domicilio o invasione di terreno altrui per chi fa manovra invadendo lo spiazzo di un altro condominio?
Ogni giorno, quando esci con l’auto, sei solito fare manovra invadendo il cortile di un condominio che si trova proprio davanti al tuo box. Questo fatto ha infastidito alcuni condomini che, per il tramite del loro amministratore, ti hanno fatto sapere di voler denunciarti.
«Per quale ragione?» hai chiesto sorpreso. Per violazione della proprietà privata nel cortile condominiale, ti è stato risposto in modo secco.
Ti sembra assurdo che un gesto così veniale, privo di alcuna volontà di danneggiare o infastidire i tuoi vicini, possa integrare un reato. Così hai posto la stessa domanda al tuo avvocato: «È vero – gli hai domandato – che se invado con le ruote il cortile altrui per fare manovra commetto un’invasione arbitraria di terreno?». Il legale, se ha letto la recente sentenza della Cassazione
A fine articolo avremo anche modo di affrontare il problema di chi parcheggia nel condominio altrui senza permesso.
Indice
Violazione di domicilio e invasione arbitraria di terreno
Quando qualcuno entra nella proprietà privata altrui si possono configurare diversi delitti a seconda del luogo ove si svolge l’azione.
Si può parlare di violazione di domicilio (ai sensi dell’articolo 614 del codice penale) tutte le volte in cui ci si introduce nell’abitazione di un’altra persona, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle relative pertinenze.
Si parla poi di invasione di terreni o edifici (ai sensi dell’articolo 633 del codice penale) tutte le volte in cui si invadono terreni o edifici altrui, pubblici o privati, ma solo se c’è lo scopo di occuparli o di trarne profitto.
Invasione del cortile altrui: è reato
Secondo la Cassazione l’invasione di un cortile condominiale non può certamente qualificarsi come «violazione di domicilio» non essendo qualificabile tale spazio antistante all’edificio come abitazione della vittima.
Lo stesso comportamento potrebbe al limite far scattare il reato di «invasione di terreni o edifici»; tuttavia, a tal fine, è necessaria la volontà specifica e diretta del reo di occupare il luogo altrui o di trarne un profitto.
Senonché, precisa ancora la Corte, il semplice fatto di eseguire una manovra con l’auto o la moto, invadendo per pochi minuti il cortile condominiale altrui, non può certo integrare tale elemento del reato. E questo per il semplice fatto che la condotta è occasionale ed episodica, mentre il delitto di invasione arbitraria di terreni si realizza quando il bene immobile altrui sia «in qualche modo» e «per qualche tempo» assoggettato ad un potere di fatto del colpevole.
Affinché si possa parlare di reato è necessario che la permanenza all’interno del cortile di un altro condominio si protragga nel tempo per una durata apprezzabile, anche se non è necessario che il reo rimanga stabilmente su di esso.
Insomma, detto in parole molto semplici, per denunciare chi entra nel cortile del tuo palazzo è necessario che questi abbia la volontà specifica di occupare l’immobile per un tempo apprezzabile e non solo per il tempo strettamente necessario a fare manovra; in questo secondo caso, infatti, l’intenzione è quello di un più agevole movimento del veicolo e non l’occupazione del suolo altrui, del quale all’agente non interessa nulla.
Ne consegue che, se viene riconosciuto dal giudice il carattere del tutto occasionale ed episodico dell’accesso nel terreno condominiale, il comportamento non costituisce reato.
A ben vedere, neanche il codice civile prevede la possibilità di chiedere un risarcimento per fastidi minimi come quello in commento, salvo si riesca a dimostrare l’esistenza di ulteriori danni (ad esempio, la rottura di un cancello o di qualche mattonella). Nel 2008, le Sezioni Unite della Cassazione hanno infatti limitato il
Dunque, se anche invadere il cortile privato di un condominio è in teoria vietato, dal punto di vista pratico è un comportamento che non può essere punito.
Parcheggiare in un cortile condominiale altrui: è reato?
Una volta appurato che una semplice manovra che invade lo spiazzo di un altrui condominio non è reato, vediamo invece se lo è il fatto di lasciarvi la propria auto magari perché all’esterno non ci sono posteggi.
In linea di principio, un comportamento del genere non consente di chiamare il carro attrezzi o i vigili urbani i quali sono legittimati a far rispettare le norme del codice della strada solo negli spazi pubblici come le strade o le piazze.
Si potrebbero allora configurare gli estremi del reato di violenza privata se il “non residente” impedisce il transito all’interno dell’altrui garage o box auto.
Se poi il parcheggio avviene per un tempo apprezzabile, ad esempio un’intera giornata, è possibile anche parlare del reato di invasione di terreni altrui.
Approfondimenti
Per maggiori informazioni, leggi:
- parcheggio condominiale usato da non residenti: che fare?;
- divieto di parcheggio in area condominiale.