Immatricolazioni auto: cosa succederà dopo il Coronavirus
Mercato quasi azzerato: in Italia la diminuzione è del 96,7% in aprile e del 50,7% nei primi 4 mesi dell’anno. Servono incentivi alla rottamazione e all’acquisto.
Il mercato dell’auto è crollato in tutta Europa sotto il peso della pandemia del Coronavirus, che ha comportato il lungo lockdown ed anche le protratte chiusure dei concessionari, che adesso hanno riaperto i battenti.
Secondo l’Acea, l’associazione europea dei costruttori, ad aprile le immatricolazioni nell’area dell’Unione Europea Ue ed Efta (incluso il Regno Unito) sono calate del 78,3%. Sono stati venduti appena 292.182 veicoli rispetto alle 1.345.181 unità nel 2019. Anche l’andamento dei primi quattro mesi del 2020 è pesantissimo: si registra un -39,1%, con 3.346.193 di
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Le immatricolazioni in Italia
Nella sola Unione Europea il calo annuo ad aprile è stato del 76,3% e del 38,5% nei primi 4 mesi. Ma è proprio il mercato italiano che incassa la diminuzione più marcata: -97,6% e -50,7% da gennaio ad aprile. Immatricolazioni a picco anche in Spagna: -96,5% e -48,9% nei primi 4 mesi), mentre regge meglio la Germania, dove la diminuzione è stata pari al 61,1% (-31% gennaio-aprile). Va peggio la Francia: -88,8% ad aprile e -48% da gennaio ad aprile.
In Italia il mercato si è quasi azzerato: -97,6% ad aprile
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Aprile ha registrato la performance peggiore perché, come ricorda l’Acea in una nota diffusa dall’Adnkronos, “è stato il primo mese completamente interessato dalle restrizioni per la pandemia da Coronavirus, con la maggior parte dei concessionari chiusi in tutta Europa. Il dato registrato il mese scorso stabilisce un record in negativo da quando sono iniziate le rilevazioni di mercato”.
Le prospettive e gli incentivi
Su questo scenario concorda anche il Centro studi Promotor, che a proposito dei dati sulle immatricolazioni auto di aprile commenta: “E’ il peggior calo di sempre. La causa principale di questi risultati catastrofici è naturalmente l’emergenza Coronavirus
È il peggior calo di sempre: servono incentivi alla rottamazione e per l’acquisto di vetture nuove di ultima generazione
“La situazione peggiore è quella dell’Italia e – afferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – le prospettive per i prossimi mesi restano cupe. E ciò per il fatto che il Decreto Rilancio ha completamente ignorato l’esigenza, avvertita ovunque in Europa, di rilanciare la domanda di autovetture con incentivi alla rottamazione che prevedano pure l’acquisto di vetture nuove di ultima generazione con alimentazione tradizionale”.
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