Chi è il testatore?
Chi può fare testamento e quando può definirsi testatore: il minore, l’incapace, l’interdetto e il soggetto ad amministratore di sostegno.
Il diritto ama utilizzare termini tecnici il cui impiego però, nel linguaggio comune, avviene poco di frequente. Questo tecnicismo è ancora più evidente in materia di successioni e divisione dell’eredità dove solo un avvocato riesce a districarsi. In questo breve articolo spiegheremo chi è il testatore, punto di partenza per definire poi tutte le regole in materia di divisione del patrimonio del defunto. Ma procediamo con ordine.
Indice
Chi è il testatore?
Alla lettera, il
Che differenza c’è tra testatore e de cuius
Il de cuius è il soggetto della cui eredità si tratta; può essere dunque identificato con il defunto, sia quello che abbia lasciato testamento che quello invece deceduto senza aver espresso le proprie ultime volontà. Il testatore, invece, è colui che ha fatto testamento.
Si è testatori nel momento stesso in cui si fa testamento, sia che ciò avvenga in forma olografa (ossia il testamento “fai da te”) che in forma pubblica (ossia con l’assistenza del notaio). Quindi, non necessariamente il testatore è un soggetto già deceduto. Ad esempio, una persona di 40 anni che decide di fare testamento è già “testatore”, anche se ancora in vita.
Chi può essere testatore?
Non tutti possono essere testatori, ossia possono fare testamento.
Può disporre delle proprie sostanze mediante testamento ogni maggiorenne avente capacità di agire. Quindi, il testatore, oltre ad aver compiuto 18 anni, deve essere in possesso della propria capacità d’intendere e volere
Minorenne: può essere testatore?
Un minorenne (anche emancipato) non può fare testamento e, dunque, non può essere testatore. Se nonostante tale divieto il minore predispone un testamento, appena divenuto maggiorenne, deve reiterarlo formalmente, non essendo sufficiente la semplice dimostrazione di voler conservare le disposizioni testamentarie.
L’incapace di intendere e volere può fare testamento?
Chi fa un testamento deve essere, in quello specifico momento, capace di intendere e volere. Ciò significa che una persona normalmente capace – ad esempio, perché sano di mente – non può fare testamento quando è sotto l’effetto di droga o alcol. La capacità di agire deve essere presente al momento della redazione del testamento. Non rileva, invece, che il testatore sia capace al momento della sua morte. Non può fare testamento chi, anche se non interdetto, provi di essere stato, per qualsiasi causa, anche transitoria, incapace di intendere e di volere nel momento in cui ha fatto testamento
L’incapace non può validamente disporre per testamento nemmeno con l’ausilio di un legale rappresentante.
Il testamento redatto dall’incapace può essere impugnato.
L’annullamento per incapacità presuppone l’esistenza non di una semplice anomalia o alterazione delle facoltà psichiche e intellettive del testatore, ma la prova che, a causa di un’infermità transitoria o permanente oppure di altra causa perturbatrice, il soggetto fosse privo in modo assoluto, al momento della redazione del testamento, della coscienza dei propri atti o della capacità di autodeterminarsi.
L’interdetto può fare testamento?
L’interdetto non può fare testamento a partire dal momento in cui viene pubblicata la sentenza di interdizione. Il testamento redatto prima di tale data è valido ma può essere annullato se si dimostra che il soggetto era già incapace di intendere e di volere.
L’inabilitato può fare testamento?
Al contrario, l’inabilitato può fare testamento senza alcuna assistenza né preventiva autorizzazione: il testamento è un atto che può essere compiuto solo dall’interessato e non tollera l’intermediazione di una volontà estranea.
Il soggetto ad amministratore di sostegno può fare testamento?
Chi invece è soggetto ad amministrazione di sostegno può fare testamento e può, quindi, essere considerato testatore. Egli è pienamente capace di compiere tutti gli atti che non sono subordinati nel decreto di apertura dell’amministrazione all’assistenza o alla rappresentanza dell’amministratore.
Eccezionalmente, il giudice tutelare può privare il beneficiario della capacità di fare testamento. Tuttavia, stante la natura personale del testamento, il giudice non può prevedere nel decreto che il testamento sia redatto con l’assistenza/rappresentanza dell’amministratore.