È consentito divulgare dati personali altrui?

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Autore: Mariano Acquaviva

22 luglio 2020

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Dati personali: cosa sono? Cos’è il trattamento dei dati personali e quando è lecito? Cosa si rischia a violare la privacy?

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Il diritto alla privacy è uno dei più invocati allorquando si parla di divulgazione di fotografie, filmati, immagini, indirizzi di residenza, numeri di telefono, ecc. Moltissime persone tengono alla propria riservatezza e ritengono che la loro privacy sia violata se qualcuno comunichi ad altri i propri dati personali. Ciò è vero, ma nei limiti di quanto previsto dalla legge. Quando è consentito divulgare i dati personali altrui?

Per rispondere a questa domanda dovremo necessariamente comprendere cosa intende la legge per dati personali; solo successivamente potremo capire se è possibile o meno la loro divulgazione e, in caso positivo, a quali condizioni. Cosa sono i dati personali? In cosa consiste il loro trattamento? È possibile diffondere i dati personali di altre persone senza che abbiano prestato il consenso? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: ti basteranno cinque minuti per trovare le risposte che cerchi.

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Dati personali: quali sono?

Secondo la legge [1], per dato personale deve intendersi qualsiasi informazione che sia idonea ad identificare oppure a rendere identificabile una persona fisica.

Ad esempio, sono dati personali i dati anagrafici (nome, cognome, ecc.), un numero di matricola univoco (ad esempio, quello della patente o della tessera sanitaria), l’indirizzo del domicilio, il numero di telefono, l’indirizzo email, i dati sanitari oppure gli elementi caratteristici dell’identità fisica (altezza, peso, ecc.), fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale.

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Insomma, sono dati personali tutti quelli che consentono, direttamente o indirettamente, di risalire a una persona.

Dati personali: si possono divulgare senza consenso?

I dati personali di una persona non possono essere divulgati senza il consenso del titolare, cioè del soggetto a cui si riferiscono. Ciò significa che, se sei in possesso di un dato personale che ti è stato dato dal suo titolare, non sei legittimato a divulgarlo, a meno che tu non abbia avuto il consenso.

Ad esempio, se un amico ti ha dato una sua foto, tu non puoi riprodurla e girarla a terze persone, tantomeno puoi pubblicarla sui tuoi social. Lo stesso dicasi per un numero di cellulare, un indirizzo email o di residenza, ecc.

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Divulgazione dati personali: cosa si rischia?

Chi divulga i dati personali altrui senza consenso rischia di dover pagare un risarcimento e di dover rimediare al danno causato, ad esempio provvedendo alla rimozione dell’immagine pubblicata indebitamente.

Ma non solo: se la diffusione dei dati personali altrui è finalizzata ad arrecare un danno al suo titolare, oppure a rimediare un profitto personale, allora può scattare anche il reato. Pensa ad esempio a chi pubblichi le foto intime della propria ex compagna solamente per ripicca: in casi del genere si integrerebbe il grave reato di revenge porn.

Trattamento dati personali: cos’è?

Per trattamento dei dati personali si intende qualsiasi operazione riguardante i dati personali, come ad esempio la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la

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conservazione, l’adattamento o la modifica, l’estrazione, la consultazione, l’uso, la comunicazione mediante trasmissione, diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, il raffronto, la limitazione, la cancellazione o la distruzione.

In pratica, per trattamento deve intendersi qualsiasi tipo di operazione che abbia a che fare con i dati personali: ad esempio, l’azienda sanitaria che invia la documentazione medica di un paziente ad un’altra struttura ospedaliera, compie un trattamento dei dati personali.

Trattamento dati personali: quando è legale?

Il trattamento dei dati personali è un’attività che diventa essenziale in molte circostanze: si pensi, come detto sopra, ai dati sanitari che necessariamente deve gestire un ospedale, oppure ai dati in possesso dagli albergatori quando ospitano i clienti nelle proprie strutture ricettive.

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La legge, per evitare di paralizzare ogni sorta di attività che necessitasse dei dati personali altrui, ha stabilito dei casi in cui si presume che il trattamento di tali informazioni sia lecito, a prescindere da un espresso consenso fornito dal suo titolare.

Dunque, anche in assenza del consenso manifestato esplicitamnete, il trattamento dei dati personali è lecito quando è necessario:

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