Braccialetto elettronico: cos'è?

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Autore: Mariano Acquaviva

26 dicembre 2020

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Cos’è e come funziona la cavigliera elettronica? In quali casi si può essere condannati a portarla?

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È cosa nota che in Italia esiste un serio problema di sovraffollamento carcerario. I penitenziari non riescono a contenere tutti i detenuti: le celle scoppiano per il gran numero di persone. Questo comporta una violazione dei diritti umani, tant’è vero che l’Unione Europea ha più volte condannato lo Stato italiano per via della condizione delle sue carceri. Per rimediare a questa triste situazione, la legge ha tentato di percorrere diverse strade, dall’indulto alla possibilità per i condannati di accedere a misure alternative alla detenzione. La soluzione più adeguata al problema potrebbe però essere l’incentivo all’uso dei braccialetti elettronici per monitorare gli spostamenti di indagati e imputati.

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Cos’è il braccialetto elettronico?

Sicuramente, ne avrai sentito parlare ascoltando i telegiornali o leggendo articoli di cronaca giudiziaria. Il braccialetto elettronico è quel dispositivo che, applicato a una persona, consente alle autorità di controllarne gli spostamenti, garantendo così una sorta di detenzione a distanza dell’individuo. Il grande problema dei braccialetti elettronici in Italia è la loro carenza: se ne dispone di un numero davvero esiguo, cosicché i giudici preferiscono quasi sempre infliggere il carcere anziché il braccialetto. Si tratta però di uno strumento utilissimo, il cui impiego è stato recentemente esteso anche ai danni delle persone indagate per stalking e violenza di genere. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo

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cos’è e quando si applica il braccialetto elettronico.

Cos’è il braccialetto elettronico?

Il braccialetto elettronico è un dispositivo tecnologico che consente di controllare a distanza gli spostamenti della persona che lo indossa.

Il braccialetto è denominato anche cavigliera elettronica, visto che si porta alla caviglia, in modo tale da poter essere coperto dalla gamba dei pantaloni, senza così dare troppo nell’occhio.

Braccialetto elettronico: come funziona?

Come detto, il braccialetto elettronico serve per monitorare da remoto

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gli spostamenti della persona a cui il giudice ha ordinato di indossarlo. Il suo funzionamento è piuttosto complesso e, soprattutto, costoso, tanto che in Italia se ne dispone solamente rare volte.

Nell’abitazione della persona obbligata a portare la cavigliera elettronica viene installata una centralina (cosiddetta unità di sorveglianza) che riceve i segnali inviati dal braccialetto se questo resta nel campo di copertura attivo tra i due apparati elettronici. Questa copertura copre generalmente l’intera abitazione.

Se il soggetto controllato si allontana dal perimetro coperto dal segnale o danneggia l’apparato, si perde il contatto tra centralina e braccialetto e scatta il segnale di avvertimento alle forze dell’ordine, le quali potranno mettersi immediatamente in contatto con il detenuto per chiedere spiegazioni sulle cause del mancato collegamento.

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In pratica, grazie al braccialetto elettronico e alla relativa centralina la polizia può sempre verificare che la persona si trovi in casa agli arresti. Se il segnale non è più rilevato, allora vorrà dire che l’individuo è evaso oppure ha manomesso la cavigliera, favorendo così l’intervento immediato delle autorità.

In teoria, è possibile che l’apparecchio non emetta più il segnale per via di un guasto: ecco perché è importante che la polizia escluda per prima cosa questa ipotesi prima di addossare la responsabilità al soggetto costretto a casa.

Braccialetto elettronico: quando si applica?

Spiegato cos’è e come funziona il braccialetto elettronico, vediamo ora quando si applica.

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Secondo la legge, nel disporre la misura degli arresti domiciliari anche in sostituzione della custodia cautelare in carcere, il giudice, salvo che le ritenga non necessarie in relazione alla natura e al grado delle esigenze cautelari da soddisfare nel caso concreto, prescrive procedure di controllo mediante mezzi elettronici o altri strumenti tecnici, quando ne abbia accertato la disponibilità da parte della polizia giudiziaria [1].

In pratica, il braccialetto elettronico può essere imposto dal giudice nel caso di arresti domiciliari e se c’è il consenso dell’indagato. Di solito, si ricorre a questa misura per avere una sorta di rafforzamento degli arresti domiciliari ed evitare di mandare in carcere la persona in attesa di giudizio.

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Inoltre, l’applicazione del braccialetto elettronico è subordinata all’effettiva disponibilità dei dispositivi, motivo per il quale il giudice può anche disporre gli arresti domiciliari se mancano le misure tecnologiche di controllo.

In pratica, il braccialetto elettronico può essere disposto dal giudice se:

Qualora la misura degli arresti domiciliari dovesse essere stata adottata in sostituzione della custodia in carcere e il soggetto rifiutasse l’applicazione del braccialetto, allora al giudice non resta che optare per la misura della

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custodia cautelare in carcere.

A quanto detto sinora, si aggiunge un’ulteriore ipotesi in cui il giudice può decidere per il braccialetto elettronico: si tratta di quando occorra comminare la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare oppure del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. Vediamo di cosa si tratta.

Braccialetto elettronico e stalking

Come spiegato nell’articolo “Stalking alla ex: arriva il braccialetto elettronico“, la legge ha esteso i casi in cui il giudice può disporre l’applicazione della cavigliera elettronica rispetto all’ipotesi iniziale che era limitata al caso degli arresti domiciliari.

Secondo la legge, nei casi di stalking e in tutti quelli di violenza di genere (maltrattamenti, abusi e violenze, ecc.), il giudice che dispone l’allontanamento dalla casa familiare del colpevole può ordinare l’applicazione del braccialetto elettronico come ulteriore modalità di controllo, ovviamente sempre rispettando le condizioni sopra viste, e cioè che vi sia il consenso e la disponibilità dei dispositivi [2]. Lo stesso dicasi nel caso in cui il giudice voglia disporre la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa [3].

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