I familiari dei vip hanno diritto alla privacy?
La tutela della riservatezza va valutata in base all’interesse in gioco: non è possibile soddisfare la semplice curiosità del pubblico.
Se un fotografo dovesse vedere il coniuge di un vip passeggiare sul corso potrebbe fotografarlo? Un giornale potrebbe fare un reportage sulla gravidanza della compagna di un noto personaggio politico?
Anche i familiari dei vip hanno diritto alla privacy ma solo entro determinati limiti. A dirlo è una recente sentenza della Cedu, la Corte Europea dei diritti dell’uomo [1]. Secondo i giudici, infatti, non è possibile tracciare una risposta netta a questo delicato quesito. Tutto dipende dalla notorietà del soggetto e dall’importanza che la notizia può avere ai fini del pubblico dibattito.
Scopo del giudice che si trovi a dover giudicare il caso di una potenziale violazione della privacy da parte di un familiare di un vip è cercare un contemperamento tra la tutela della riservatezza delle persone da un lato e, dall’altro, il diritto di cronaca e all’informazione nonché la libertà di stampa. Ma qual è, concretamente, la via di mezzo? Per scoprirlo sarà bene approfondire il contenuto della pronuncia in commento.
Indice
La libertà di stampa e la privacy
L’articolo 10 della Carta europea dei diritti dell’uomo sancisce il fondamentale diritto all’informazione. La libertà di stampa
«Sebbene la libertà di espressione includa la pubblicazione di fotografie, questa è comunque un’area in cui la protezione dei diritti e della reputazione degli altri assume particolare importanza, poiché le fotografie possono contenere informazioni molto personali o anche intime su un individuo e la sua famiglia (…). Il compito di divulgare le informazioni include necessariamente “doveri e responsabilità”, oltre che limiti che la stampa deve imporsi spontaneamente. Ogniqualvolta si tratta di informazioni che mettono in gioco la vita privata di un’altra persona, i giornalisti sono tenuti a considerare, per quanto possibile, l’impatto delle informazioni e delle immagini da pubblicare prima della loro diffusione. Alcuni eventi relativi alla
I familiari dei vip hanno diritto alla privacy?
La privacy dei familiari dei vip, seppur esistente, è soggetta ad alcune limitazioni. È legale, ad esempio, la pubblicazione di informazioni sui vip e sui loro familiari da parte dei media finché ciò contribuisce ad un dibattito pubblico o politico di interesse generale per la collettività, mentre non lo è assolutamente se volto a soddisfare una mera curiosità.
Non è neanche consentito pubblicare foto di minori – ad esempio quelle dei figli dei vip – se non pixellate o sgranate, in modo da tutelarne la privacy. La tutela dell’immagine dei
Come scrive la Corte Europea, la nascita di un bambino ed i suoi primi istanti di vita sono delicatissimi e devono essere tutelati al massimo. «La maternità, anche dei vip o dei loro congiunti, è un momento strettamente privato che non può essere oggetto di un reportage fotografico su una rivista. È plausibile che i congiunti di celebrità che partecipino ad eventi pubblici o privati di pubblico interesse possano essere citati ed oggetto di reportages, ma la nascita di un bambino è pur sempre un evento privato che impone limitazioni alla libertà di stampa: è giusto darne notizia e citare il nome della madre, ma non si deve andare oltre (al massimo si può dare atto della nascita extraconiugale od illegittima del figlio di un membro di una famiglia reale). In breve, il compagno di un personaggio pubblico viene attratto nella sua sfera di notorietà e potrebbe subire, nei suddetti limiti, restrizioni alla propria privacy»
«La nascita è un momento sacro e non può essere oggetto di servizi sui media. Come detto il momento del parto e quello immediatamente successivo sono molto delicati e sono i primi in cui s’instaura un rapporto madre figlio, necessitando, perciò, di particolare tutela per il benessere psicofisico di entrambi».
È vietato perciò pedinare la giovane mamma ed il neonato per fare un reportage fotografico. E ciò vale anche se le foto vengono scattate in posti pubblici come una piazza o una strada accessibile a tutti.
Ciò che conta è il contributo che può dare la notizia al dibattito pubblico. Soddisfare, invece, una semplice curiosità non può giustificare alcun diritto di informazione.