Sostituzione di persona: risarcimento danni

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Autore: Mariano Acquaviva

15 febbraio 2021

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Sostituzione a un’altra persona, attribuzione di un falso nome, di un falso stato o di una qualità non posseduta: conseguenze e costituzione di parte civile.

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Prendere il posto di un’altra persona sembra un’operazione da film di spionaggio. In realtà, grazie (oppure a causa) della diffusione di internet, dei mezzi telematici e della realtà virtuale, assumere l’identità di un altro soggetto è diventato facilissimo. Questa condotta, però, costituisce reato, e lo è anche se ci si affibbia qualità non possedute. Ad esempio, può costituire reato spacciarsi per single solamente per conquistare un’altra donna [1]. In casi del genere, oltre che a rispondere del crimine commesso, c’è anche il rischio di dover risarcire i danni causati alla persona offesa. Nell’articolo approfondiremo proprio questo aspetto, cioè il diritto al

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risarcimento dei danni in caso di sostituzione di persona.

Sin da subito, possiamo affermare che il principio è il seguente: ha diritto al risarcimento solamente la persona che dimostri di aver patito effettivamente un pregiudizio (economico o morale) dalla condotta colpevole del reo. In caso contrario, non è possibile chiedere alcunché. Ad ogni modo, la persona che intenda domandare il risarcimento e che sia stata danneggiata dal reato di sostituzione di persona può costituirsi parte civile nel processo penale intrapreso contro il reo al fine di ottenere il ristoro del danno patito. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prenditi cinque minuti di tempo e prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona il risarcimento dei danni per il reato di sostituzione di persona.

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Sostituzione di persona: cos’è?

Come spiegato nell’articolo dedicato al reato di sostituzione di persona, commette questo crimine chi, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio, ovvero di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendosi illegittimamente ad un’altra persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, un falso stato ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici. La sanzione è la reclusione fino ad un anno [2].

Sostituzione di persona: quando è reato?

Come si evince dal precedente paragrafo, il reato di sostituzione di persona può essere commesso in molti modi.

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Secondo la legge, per macchiarsi di questo delitto non è necessario assumere l’identità completa di un’altra persona ma è sufficiente attribuirsi qualità oppure status che in realtà non si posseggono.

Ciò che accomuna tutte queste finzioni è il fine di indurre in inganno il prossimo per ottenere un ingiusto vantaggio oppure per arrecare un danno.

Si pensi a chi si finga genitore solo per poter carpire la fiducia dei bambini, oppure a chi si spacci per avvocato solo per avere maggiore credito.

Per la precisione, si può commettere il reato di sostituzione di persona:

Sostituzione di persona: può chiedersi il risarcimento?

La vittima del reato di sostituzione di persona può senz’altro chiedere il

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risarcimento se dimostra in giudizio di aver subito un danno dalla condotta colpevole del reo.

Il pregiudizio lamentato non deve necessariamente essere di natura patrimoniale, potendosi tranquillamente trattare di un danno di tipo morale.

Si pensi alla donna ingannata per lungo tempo dall’uomo che si è spacciato single e disponibile al matrimonio, quando in realtà era già sposato: in un caso del genere, la persona raggirata può senza dubbio chiedere il risarcimento per il patimento psicologico subito, oltre che per le eventuali spese che ha dovuto sostenere confidando nel matrimonio.

Si può senz’altro chiedere il risarcimento se, a causa della sostituzione di persona, si è stati indotti a dover effettuare alcune spese, come ad esempio a procedere all’acquisto di un nuovo macchinario perché spinti da colui che si spacciava per un abile tecnico.

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Sostituzione di persona: come chiedere il risarcimento?

Il modo più semplice e rapido di chiedere il risarcimento per sostituzione di persona è quello di costituirsi parte civile all’interno del procedimento penale intrapreso contro l’autore del reato.

Costituirsi parte civile significa esercitare l’azione civile all’interno del processo penale, cioè chiedere direttamente al giudice penale (anziché a quello civile) la liquidazione del risarcimento del danno.

La costituzione di parte civile, dunque, consente di risparmiare tempo, poiché può evitare la celebrazione di due processi distinti (uno penale volto a sanzionare il colpevole, l’altro civile, teso a fargli pagare i danni), consentendo alla persona danneggiata di introdursi nel processo penale intentato dallo Stato contro il reo e di chiedergli i danni.

Per costituirsi parte civile occorre l’assistenza di un avvocato al quale bisognerà conferire un’apposita procura speciale.

All’interno del processo penale, si potranno fornire le prove del danno (economico o morale) subito, mediante documenti, perizie e testimoni. Al termine del processo, se il giudice ritiene dimostrato il danno, può provvedere direttamente nella sentenza di condanna a liquidare la somma spettante alla vittima della sostituzione di persona.

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