Marito disoccupato: la moglie deve pagare il mantenimento?

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Autore: Redazione

28 febbraio 2021

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

L’assegno divorzile non scatta in automatico per il semplice fatto di non lavorare e di non avere uno stipendio.

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Si sente spesso parlare di mantenimento all’ex moglie conseguente al giudizio di separazione o di divorzio. In realtà, la legge attribuisce tale diritto al coniuge economicamente più debole, quello cioè che non è in grado di mantenersi da solo, senza ovviamente fare distinzioni di sesso.

Allora, è verosimile – seppur meno frequente – che il contributo possa essere riconosciuto anche al marito qualora questi si trovi in una condizione di difficoltà economica. In una coppia in cui la moglie lavora e l’uomo, poco prima della separazione, perde il posto a chi spetta l’assegno?

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La moglie deve pagare il mantenimento al marito disoccupato? Facciamo il punto della situazione.

Quando spetta il mantenimento?

Come anticipato, la legge attribuisce il diritto all’assegno divorzile al coniuge privo di reddito o con un reddito insufficiente a mantenersi da solo. L’assegno deve essere proporzionale alla necessità di quest’ultimo di condurre una vita decorosa, a prescindere dalle condizioni economiche dell’ex.

Il mantenimento però non scatta in automatico per il solo fatto che vi sia un divario di reddito tra i due ex coniugi. Oltre a ciò, il beneficiario deve dimostrare di trovarsi, non per propria colpa, nelle suddette

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condizioni di incapacità economica. Il che avviene, ad esempio, quando si ha un’età sufficientemente avanzata da non consentire di trovare agevolmente un’occupazione (si pensi a un over 45); o quando le condizioni precarie di salute abbiano compromesso in tutto o in parte la capacità lavorativa; o ancora quando le condizioni del mercato occupazionale sono ostili (di ciò va dato prova dimostrando di aver partecipato a bandi e concorsi, di aver inviato c.v., di essersi iscritti alle liste di collocamento, ecc.).

Coniuge disoccupato: spetta il mantenimento?

Prima di stabilire se la moglie deve pagare il mantenimento al marito disoccupato c’è da fare un’importante distinzione tra assegno di mantenimento e assegno divorzile.

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L’assegno di mantenimento è quello che scatta con la sentenza di separazione e che dura fino al divorzio. È una sorta di cuscinetto per chi perde, di punto in bianco, il supporto economico dell’ex. Il giudice concede quindi l’assegno di mantenimento con maggiore elasticità rispetto a quanto avviene invece con l’assegno divorzile, il più delle volte accertando il semplice divario economico tra i due.

L’importo dell’assegno di mantenimento mira peraltro a garantire lo stesso tenore di vita che si aveva durante la convivenza.

L’assegno divorzile invece è quello che scatta con la sentenza di divorzio e che sostituisce l’assegno di mantenimento determinato con la precedente separazione. Qui, i criteri per il riconoscimento sono molto più ristretti e anche l’importo è più limitato, mirando solo all’autosufficienza economica e non al mantenimento dello stesso tenore di vita precedente.

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Come anticipato sopra, il semplice stato di disoccupazione non è sufficiente a dimostrare il diritto all’assegno divorzile. Serve anche la prova della meritevolezza, ossia dell’impossibilità oggettiva – non per propria colpa – a mantenersi da soli. Tant’è che più volte la Cassazione ha escluso il diritto all’assegno divorzile all’ex moglie disoccupata perché ancora giovane e capace di reimpiegarsi nel mondo del lavoro.

Il coniuge disoccupato può accampare il diritto al mantenimento, dunque, nel momento in cui dimostra che la sua condizione economica svantaggiata è involontaria e che sta facendo di tutto per uscirne.

L’ex moglie deve pagare il mantenimento al marito disoccupato?

I principi che abbiamo appena enunciato valgono sia nei confronti dell’uomo che della donna. È ben possibile quindi che l’ex moglie con un impiego sia condannata dal giudice a

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versare l’assegno divorzile al marito disoccupato, ma sempre se quest’ultimo lo richieda e dimostri, oltre al divario economico, anche la meritevolezza. L’uomo dovrà cioè convincere il giudice che la disoccupazione non è divenuta per lui la semplice scusa per farsi mantenere e assistere dall’ex moglie ma che, anche a fronte della perdita del posto, si è dato da fare per cercare una nuova occupazione o che le condizioni oggettive di salute, età o mercato non glielo hanno consentito.

Peraltro, qualora entrambi i coniugi siano disoccupati, in posizione di uguaglianza economica, non può essere riconosciuto l’assegno divorzile.

Dunque, è tutt’altro che scontato il riconoscimento dell’assegno divorzile al marito disoccupato, così come lo è per la moglie ovviamente.

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