Come aprire un e-commerce: normativa

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Autore: Carlos Arija Garcia

16 agosto 2021

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

La procedura per avviare un’attività di commercio elettronico: comunicazioni, iscrizioni, rispetto della privacy e diritti dei consumatori.

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Aprire un negozio online non consiste soltanto nella gestione di un sito su cui vendere dei prodotti per poi incassare i guadagni. Ci sono delle regole sia dal punto di vista fiscale, assicurativo e contributivo, sia da quello giuridico che vanno dalla partita Iva all’iscrizione alla Camera di commercio fino al trattamento dei dati dell’utente che visiterà il portale per scegliere un bene da acquistare. Non bastano, quindi, la sola buona idea e qualche conoscenza da un punto di vista grafico ed informatico ma bisogna sapere bene

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come aprire un e-commerce: la normativa, non solo la creatività o l’intuizione imprenditoriale, insomma.

Diciamo, innanzitutto, che per e-commerce o commercio elettronico si intende lo svolgimento di un’attività di compravendita di beni e servizi che prevede delle transazioni di denaro attraverso Internet. Oggi, sapere come aprire un negozio online può dare la possibilità a chi ha spirito di iniziativa di avviare un’attività commerciale con notevoli vantaggi: non ci saranno l’affitto e le spese del locale da pagare, si può essere aperti 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, compresi i superfestivi come Natale, Capodanno, Pasqua o Ferragosto, senza bisogno di chiedere autorizzazioni per tirare su la serranda: sui negozi via web è sempre appeso alla porta il cartello «Aperti». Inoltre, grazie al commercio elettronico vengono superate le distanze: chi ha un negozio online a Bolzano può avere dei clienti in Sicilia o all’estero senza bisogno di spostarsi di 100 metri da casa.

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Ci sono, però, anche degli aspetti a cui chi ha un negozio fisico non deve badare; il più importante, è proprio quello appena citato: essere in grado di garantire le consegne ovunque e nel minor tempo possibile.

Ecco, allora, cosa dice la normativa su come aprire un e-commerce.

E-commerce: i requisiti per aprire un negozio online

Come detto poco fa, aprire un e-commerce non significa fare delle foto dei beni da vendere, metterle su Internet e attendere la chiamata o il contatto di qualche cliente per concretizzare il guadagno. Qui, non si parla di svuotare il solaio o la cantina ma di mettere in piedi un’attività commerciale seria, il più possibile continuativa e remunerativa, pagando le tasse e rispettando le regole del settore. Un negozio a tutti gli effetti, solo che anziché trovarsi in centro città, opera ed espone la sua merce su Internet.

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I principali requisiti per aprire un negozio online sono i seguenti:

E-commerce: la partita Iva e la forma giuridica

Come chiunque voglia mettersi in proprio, che sia «in presenza» o «a distanza» (per usare due termini recentemente a noi cari), anche chi vuole aprire un e-commerce deve avere una partita Iva, da richiedere all’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate. Dopodiché, si richiede l’iscrizione alla

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Gestione commercianti dell’Inps oppure, se l’attività di commercio elettronico non è quella prevalente, alla Gestione separata.

La partita Iva non dovrà essere aperta se l’attività di e-commerce viene esercitata in maniera occasionale ed i ricavi non superano i 5.000 euro (per approfondire leggi Come aprire partita Iva).

Va anche scelta, come si diceva, la forma giuridica. Le possibilità sono:

In qualsiasi caso, va fatta l’iscrizione al registro delle imprese della Camera di commercio del Comune in cui viene stabilita la sede legale.

E-commerce: la Comunicazione unica

Una volta ottenute la partita Iva e l’iscrizione alla Camera di commercio, per

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aprire un e-commerce, la normativa prevede che venga presentata la Comunicazione unica. Se il titolare dell’attività è in possesso di una firma elettronica, può farlo online. Altrimenti, può ricorrere ad un commercialista o ad un altro delegato.

Grazie a questa Comunicazione unica si risolvono in una volta sola gli altri adempimenti richiesti dal punto di vista fiscale, contributivo o assicurativo, vale a dire i modelli per:

La Comunicazione può essere presentata attraverso il portale web ComUnica indicando l’indirizzo Internet dell’e-commerce e allegando l’autocertificazione in cui si attesta di possedere i

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requisiti morali e professionali richiesti. C’è, infatti, il divieto di esercitare il commercio elettronico per chi è stato dichiarato delinquente abituale o per chi è stato condannato ad una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni.

Altro vincolo da rispettare riguarda chi intende allargare la propria attività di e-commerce ai Paesi dell’Unione europea. In questo caso, è obbligatoria la registrazione al sistema telematico europeo Vies (Vat information exchange system).

E-commerce: la normativa sui prodotti alimentari

Chi vuole aprire un e-commerce di prodotti alimentari ha bisogno, oltre che degli adempimenti sopra elencati, anche di specifici titoli professionali, ovvero:

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E-commerce: gli obblighi sul rispetto della privacy

Come per qualsiasi altro «regno online», anche per aprire un e-commerce c’è bisogno di rispettare le regole che riguardano il trattamento dei dati

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di chi entra nel sito per consultare ed eventualmente acquistare i prodotti in vendita.

A chi vuole avviare un negozio via Internet, dunque, vengono richieste:

Non va dimenticato (e va segnalato al consumatore) che la normativa per aprire un e-commerce prevede per i clienti il diritto di recesso: è possibile per il compratore annullare l’acquisto senza costi o penali entro 14 giorni dalla data in cui ha ricevuto la merce oppure entro 12 mesi se il cliente non è stato informato preventivamente di questa possibilità. Dal canto suo, il venditore avrà 14 giorni di tempo per restituire i soldi al consumatore.

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