Come aprire un e-commerce: normativa
La procedura per avviare un’attività di commercio elettronico: comunicazioni, iscrizioni, rispetto della privacy e diritti dei consumatori.
Aprire un negozio online non consiste soltanto nella gestione di un sito su cui vendere dei prodotti per poi incassare i guadagni. Ci sono delle regole sia dal punto di vista fiscale, assicurativo e contributivo, sia da quello giuridico che vanno dalla partita Iva all’iscrizione alla Camera di commercio fino al trattamento dei dati dell’utente che visiterà il portale per scegliere un bene da acquistare. Non bastano, quindi, la sola buona idea e qualche conoscenza da un punto di vista grafico ed informatico ma bisogna sapere bene
Diciamo, innanzitutto, che per e-commerce o commercio elettronico si intende lo svolgimento di un’attività di compravendita di beni e servizi che prevede delle transazioni di denaro attraverso Internet. Oggi, sapere come aprire un negozio online può dare la possibilità a chi ha spirito di iniziativa di avviare un’attività commerciale con notevoli vantaggi: non ci saranno l’affitto e le spese del locale da pagare, si può essere aperti 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, compresi i superfestivi come Natale, Capodanno, Pasqua o Ferragosto, senza bisogno di chiedere autorizzazioni per tirare su la serranda: sui negozi via web è sempre appeso alla porta il cartello «Aperti». Inoltre, grazie al commercio elettronico vengono superate le distanze: chi ha un negozio online a Bolzano può avere dei clienti in Sicilia o all’estero senza bisogno di spostarsi di 100 metri da casa.
Ci sono, però, anche degli aspetti a cui chi ha un negozio fisico non deve badare; il più importante, è proprio quello appena citato: essere in grado di garantire le consegne ovunque e nel minor tempo possibile.
Ecco, allora, cosa dice la normativa su come aprire un e-commerce.
Indice
E-commerce: i requisiti per aprire un negozio online
Come detto poco fa, aprire un e-commerce non significa fare delle foto dei beni da vendere, metterle su Internet e attendere la chiamata o il contatto di qualche cliente per concretizzare il guadagno. Qui, non si parla di svuotare il solaio o la cantina ma di mettere in piedi un’attività commerciale seria, il più possibile continuativa e remunerativa, pagando le tasse e rispettando le regole del settore. Un negozio a tutti gli effetti, solo che anziché trovarsi in centro città, opera ed espone la sua merce su Internet.
I principali requisiti per aprire un negozio online sono i seguenti:
- essere maggiorenni;
- aprire una partita Iva dedicata a questo tipo di attività;
- scegliere la forma giuridica della società titolare del sito di e-commerce;
- iscrizione alla Camera di commercio;
- presentare al Comune una Scia, cioè una segnalazione certificata di inizio attività;
- attivare un indirizzo Pec (posta elettronica certificata).
E-commerce: la partita Iva e la forma giuridica
Come chiunque voglia mettersi in proprio, che sia «in presenza» o «a distanza» (per usare due termini recentemente a noi cari), anche chi vuole aprire un e-commerce deve avere una partita Iva, da richiedere all’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate. Dopodiché, si richiede l’iscrizione alla
La partita Iva non dovrà essere aperta se l’attività di e-commerce viene esercitata in maniera occasionale ed i ricavi non superano i 5.000 euro (per approfondire leggi Come aprire partita Iva).
Va anche scelta, come si diceva, la forma giuridica. Le possibilità sono:
- impresa individuale;
- società a responsabilità limitata;
- società a responsabilità limitata semplificata;
- società per azioni.
In qualsiasi caso, va fatta l’iscrizione al registro delle imprese della Camera di commercio del Comune in cui viene stabilita la sede legale.
E-commerce: la Comunicazione unica
Una volta ottenute la partita Iva e l’iscrizione alla Camera di commercio, per
Grazie a questa Comunicazione unica si risolvono in una volta sola gli altri adempimenti richiesti dal punto di vista fiscale, contributivo o assicurativo, vale a dire i modelli per:
- il Registro delle imprese;
- l’Agenzia delle Entrate;
- l’Inps;
- l’Inail;
- la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) per lo Sportello Unico delle Attività Produttive.
La Comunicazione può essere presentata attraverso il portale web ComUnica indicando l’indirizzo Internet dell’e-commerce e allegando l’autocertificazione in cui si attesta di possedere i
Altro vincolo da rispettare riguarda chi intende allargare la propria attività di e-commerce ai Paesi dell’Unione europea. In questo caso, è obbligatoria la registrazione al sistema telematico europeo Vies (Vat information exchange system).
E-commerce: la normativa sui prodotti alimentari
Chi vuole aprire un e-commerce di prodotti alimentari ha bisogno, oltre che degli adempimenti sopra elencati, anche di specifici titoli professionali, ovvero:
- aver frequentato con successo un corso professionale riconosciuto per la preparazione, la somministrazione ed il commercio di alimenti;
- avere già esercitato in proprio per due anni negli ultimi cinque un’attività di impresa nel settore alimentare o della somministrazione di alimenti e bevande;
- avere il diploma di scuola secondaria superiore o di laurea o di altra scuola ad indirizzo professionale specializzata nei settori del commercio e della preparazione e somministrazione degli alimenti.
E-commerce: gli obblighi sul rispetto della privacy
Come per qualsiasi altro «regno online», anche per aprire un e-commerce c’è bisogno di rispettare le regole che riguardano il trattamento dei dati
A chi vuole avviare un negozio via Internet, dunque, vengono richieste:
- le condizioni generali di vendita in cui il cliente viene a conoscenza dei propri diritti e dei propri doveri;
- la policy sulla privacy che spiega in modo chiaro e dettagliato come vengono trattati i dati personali;
- la policy sui cookies nel rispetto del Regolamento europeo sulla privacy (Gdpr).
Non va dimenticato (e va segnalato al consumatore) che la normativa per aprire un e-commerce prevede per i clienti il diritto di recesso: è possibile per il compratore annullare l’acquisto senza costi o penali entro 14 giorni dalla data in cui ha ricevuto la merce oppure entro 12 mesi se il cliente non è stato informato preventivamente di questa possibilità. Dal canto suo, il venditore avrà 14 giorni di tempo per restituire i soldi al consumatore.