Animali domestici: quali sono vietati in Italia?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Carlos Arija Garcia

12 settembre 2021

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Le specie non ammesse perché potenzialmente pericolose o perché protette. Cosa rischia chi tiene in casa un serpente a sonagli o un gufo reale.

Annuncio pubblicitario

«Tesoro, porto fuori il rinoceronte a fare i bisognini e torno». Ti immagini? «Dumbo, vai a cuccia!», «Amore, ti sei ricordato di prendere al supermercato i croccantini alla carogna per le iene?», e così via. Suona strano, certo, perché siamo abituati ad avere cani e gatti per casa, al massimo qualche coniglio nano, uccellini e pesciolini, una tartaruga, anche un’iguana. Nessuno andrebbe al pet-shop a comprare un elefante o un cobra. Anche se in fatto di animali da compagnia ci sono dei gusti piuttosto particolari. Non tutti, però, possono essere soddisfatti perché certe specie non sono ammesse come

Annuncio pubblicitario
animali domestici. Quali sono vietati in Italia?

Bisogna partire dal concetto di «animale da compagnia» o «animale domestico». La scimmietta rientra, lo scimpanzé e l’orango no. Un serpente non pericoloso per l’uomo sì, un cobra o una vipera no. Un cane di razza sì, un lupo no (tra le altre cose, perché appartiene ad una specie protetta, come ti abbiamo spiegato nell’articolo “È legale avere un lupo?“). Che cosa si intende, allora, per animale domestico? E quali sono gli animali vietati in Italia?

Cosa si intende per animale domestico?

Provando a dare una definizione di

Annuncio pubblicitario
animale domestico o di affezione, si può dire che si tratta di un animale in grado di convivere in compagnia dell’uomo. Si tratta, in effetti, di una definizione un po’ generica ma, in realtà, diventa molto soggettivo il dire che la stessa specie animale è in grado di convivere con qualsiasi persona, e viceversa.

Prendendo la legge in mano, un decreto del 2003 definisce l’animale di compagnia quello «tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall’uomo per affezione senza fini produttivi o alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet-therapy, da riabilitazione, e impiegati nella pubblicità» [1].

Poi, ci sono quelli che si aggiungono agli animali da compagnia e che, come loro, vengono considerati animali domestici. Si tratta degli animali che vengono tenuti

Annuncio pubblicitario
per fini produttivi, come galline, conigli, polli, piccioni, mucche, tacchini. Si parla ovviamente di chi li tiene nel pollaio o nella stalla privata, non a livello industriale, ma li alleva per consumo personale, per avere le uova fresche, il latte appena munto, per farci il formaggio o il burro, ecc. L’importante è che tutto ciò sia per il consumo personale e non da mettere in commercio.

Più nello specifico, il Regolamento europeo in materia [2] riconosce come animali da compagnia:

Se ne deduce, per esclusione, che gli

Annuncio pubblicitario
animali selvatici non sono considerati animali da compagnia.

Animali domestici vietati in Italia perché pericolosi

La buona notizia per chi ama gli animali domestici e non vuole tenere in casa il solito pesciolino rosso o un normale bassotto (senza nulla togliere a questi simpatici amici) riguarda proprio i cani. Oggi, non esistono più specie di cani che vengono ritenute pericolose a priori. Adesso, si chiamano «cani impegnativi» e viene chiesto ai proprietari o a chi li prende temporaneamente in affido (ad esempio, i dog sitter) di adottare delle particolari cautele. Insomma, il cane, come qualsiasi animale, è bravo e buono ma può avere i suoi «cinque minuti» in cui può rivelarsi pericoloso per l’uomo. Padrone compreso.

Annuncio pubblicitario

Visto che si è diffusa la moda di importare degli animali esotici o di trasformare una belva in animale domestico, la legge [3] ha messo dei limiti circa gli animali che si possono tenere in casa e quelli che sono vietati in Italia. Tra questi ultimi, ci sono mammiferi e rettili selvatici o provenienti da un contesto ambientale e comportamentale in contrasto con la salute e l’incolumità pubblica. Si parla, quindi, di quelli che possono trasmettere delle malattie o che sono potenzialmente pericolosi (una tigre, un topo, una pantera, un coccodrillo).

Ecco un elenco esemplificativo degli animali che non possono essere tenuti in casa, in cortile o in giardino:

Animali domestici vietati perché protetti

Ci sono, poi, degli

Annuncio pubblicitario
animali che non possono essere adottati perché appartengono a delle specie protette. Le normative di riferimento sono la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (nota come Cites e applicata in Italia nel 1980) ed un apposito Regolamento europeo in vigore dal 2017 [4].

Le specie protette (ne esistono più di 36mila) sono suddivise da queste normative in tre categorie:

Se ne possono citare un’infinità, dall’orso bruno al falco pescatore, dall’oca selvatica al cigno reale, dall’airone bianco maggiore alla cicogna bianca, dal gufo comune alla civetta.

Animali domestici vietati: cosa si rischia?

Chi viola il divieto di tenere come animali domestici quelli vietati dalle varie leggi in materia commette reato e rischia l’arresto da tre mesi a un anno o un’ammenda da 7.747 a 103.291 euro, oltre al sequestro dell’animale.

Tuttavia, è possibile chiedere e ottenere l’autorizzazione del prefetto alla detenzione di questi animali pericolosi, purché in possesso di idonee strutture di custodia.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui