Dov’è scritto il Tfr sul Cud?

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Autore: Noemi Secci

16 settembre 2021

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

Trattamento di fine rapporto: in quali punti della certificazione unica sono indicati i dati relativi alla liquidazione del lavoratore.

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Il lavoratore dipendente matura, ogni mese, un rateo del Tfr, il trattamento di fine rapporto: il calcolo del Tfr, o liquidazione, è semplice in apparenza, in quanto presenta diverse criticità. È comunque il datore di lavoro a dover determinare l’ammontare che matura periodicamente e che deve essere accantonato: l’importo della liquidazione deve essere poi riportato sulla certificazione unica Cu. Ma dov’è scritto il Tfr sul Cud?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo innanzitutto tener presente che non sempre il Tfr è accantonato dal datore di lavoro, ma ciò avviene soltanto qualora il dipendente opti per lasciare il trattamento in azienda.

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Il lavoratore può scegliere di destinare il Tfr alla previdenza complementare, oppure la destinazione alla previdenza integrativa può essere automatica, qualora il dipendente non effettui alcuna scelta entro 6 mesi dall’assunzione.

Per quanto riguarda i datori di lavoro che occupano almeno 50 dipendenti, la legge [1] prevede l’obbligo di versare il Tfr lasciato in azienda al Fondo Tesoreria dello Stato gestito dall’Inps; gli importi confluiscono mensilmente nel Fondo mantenendo la natura di trattamento di fine rapporto.

Come si calcola il Tfr?

Per la generalità dei lavoratori dipendenti, il

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Tfr si determina in questo modo: l’ammontare spettante al lavoratore è uguale, per ciascun anno di servizio, alla retribuzione utile divisa per 13,5. La quota matura mensilmente, in dodicesimi: le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni contano come mese intero.

La quota di retribuzione annuale così determinata deve essere accantonata e rivalutata al 31 dicembre di ciascun anno.

Dal fondo accantonato alla fine dell’anno deve essere detratto un contributo a favore del Fondo pensione lavoratori dipendenti pari allo 0,50% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.

L’accantonamento al fondo Tfr deve essere iscritto in bilancio e il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicarne annualmente l’entità anche all’interno della

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certificazione unica Cu (il documento che ha sostituito il Cud). Per approfondire, leggi: “Come si calcola il Tfr“.

Tfr: certificazione unica e modello 770

Per quanto riguarda il Tfr, in relazione agli importi accantonati e ad eventuali somme corrisposte e ritenute operate e versate, il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta deve provvedere a:

Tfr: dove è indicato nel Cud

Nel dettaglio, per quanto riguarda le indicazioni relative al Tfr all’interno della certificazione unica Cu, bisogna considerare i punti del modello ordinario Cu da 801 a 920, nel quadro titolato “Tfr, indennità equipollenti, altre indennità e prestazioni in forma di capitale soggette a tassazione separata”.

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Qualora il lavoratore non sia cessato dal rapporto e non abbia ricevuto somme tassate nell’anno, ma sia interessato a conoscere l’ammontare del fondo Tfr, è sufficiente prendere visione dei campi da 801 a 813.

L’importo del Tfr è indicato ai punti:

Tfr: ulteriori indicazioni nel Cud

Nei punti della Cu da 801 a 808 il datore di lavoro deve indicare:

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Negli stessi punti, nell’ipotesi in cui vi siano state operazioni straordinarie comportanti il passaggio di dipendenti, il datore di lavoro deve certificare l’ammontare del Tfr erogato dal precedente sostituto d’imposta.

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