Chiedere foto intime a minori in chat: cosa si rischia?
I reati di adescamento, corruzione di minorenni e detenzione o cessione di materiale pedopornografico: quando si configurano in una conversazione su WhatsApp.
I social media, come Facebook, Instagram e TikTok, e i sistemi di messaggistica, come WhatsApp o Telegram, hanno ampliato a dismisura le possibilità di contatto virtuale tra persone che possono vivere a migliaia di chilometri di distanza e non si conoscono direttamente. Se ci si imbatte in un soggetto che ha meno di 18 anni di età, cosa si rischia a chiedere foto intime ai minori in chat?
La risposta è: un’incriminazione e una probabile condanna per uno dei reati previsti in materia di pornografia minorile. Ma per alcuni di essi i limiti di età sono più bassi dei consueti 18 anni: l’adescamento scatta fino a 16 anni, la corruzione di minorenne fino a 14. In un recente caso, la Corte di Cassazione
L’uomo aveva prima cercato di conquistare la fiducia della ragazzina, dodicenne, convincendola poi a mandargli tramite WhatsApp le proprie foto di nudo, che ai sensi della legge sono immagini pedopornografiche. Quindi, oltre all’adescamento, c’è anche il delitto di detenzione illecita di questo materiale. Quando, invece, è il maggiorenne a inviare le proprie foto erotiche, viene in gioco il delitto di corruzione di minorenne.
Avrai già capito che a chiedere foto intime a minori in chat si rischi
Indice
Immagini pedopornografiche: quali sono?
La legge [1] definisce la pornografia minorile come «ogni rappresentazione, con qualunque mezzo, di un
Quest’ampia definizione comprende non solo le immagini di rapporti sessuali o di nudo integrale di soggetti minorenni, ma anche, come afferma la Cassazione [2], la visibilità di «zone erogene» che non sono soltanto gli organi genitali ma possono rappresentare parti diverse del corpo, come il seno o i glutei, in quanto anch’esse sono idonee ad eccitare gli istinti sessuali.
Cosa significa adescare un minorenne in chat?
Il delitto di adescamento di minorenne sul web [2] è punito con la reclusione
Anche qui siamo in presenza di una definizione molto estesa, che comprende qualsiasi sistema di comunicazione a distanza, come le chat telematiche e i programmi di scambio di messaggistica, a partire dal più noto e diffuso: WhatsApp. L’età limite per il minore coinvolto è di 16 anni: al di sotto di essa, il reato sussiste sempre.
Per essere punibile, l’agente deve perseguire lo scopo di commettere un delitto di pornografia minorile
, tra i quali rientrano:- la produzione e il commercio di materiale pedopornografico: è il caso di chi realizza foto o filmati di pornografia minorile, ad esempio inducendo il minore a produrli, o li mette in vendita;
- la distribuzione di materiale pedopornografico, che punisce chi, con qualsiasi mezzo, «distribuisce, divulga, diffonde o pubblicizza materiale pedopornografico», anche senza scopo di lucro, ad esempio condividendo i contenuti illeciti su qualsiasi canale Internet;
- la cessione di materiale pedopornografico, che riguarda gli scambi di immagini o video in una chat privata (se i messaggi vengono inviati in un gruppo si integra il reato di distribuzione);
- la detenzione di materiale pedopornografico: è la condotta di chi, consapevolmente, si procura o detiene file illeciti per conservarli sui propri dispositivi, senza condividerli con altri.
Quindi, non è la semplice
Corruzione di minorenne: cos’è?
Sul web, c’è anche chi usa la subdola strategia di inviare le proprie foto erotiche a minorenni per indurli a fare altrettanto. In questo caso, oltre al delitto di adescamento che abbiamo appena esaminato, se la vittima non ha compiuto
- compiere atti sessuali «in presenza», anche virtuale (ad esempio, in videochat), di persona minore di anni 14, al fine di farla assistere;
- far assistere un minore di 14 anni al compimento di atti sessuali, o mostrargli materiale pornografico (ad esempio, inviandogli filmati di tal genere), al fine di indurlo a compiere o a subire atti sessuali.
Chat erotica con minori: quali reati?
Da quanto abbiamo detto, chi intraprende una chat erotica con i minori di 16 anni commette il reato di adescamento se ha cercato di carpire la fiducia del minore allo scopo di ottenere sue foto intime
L’invio di immagini pedopornografiche a chiunque – sia minorenne sia maggiorenne – integra il delitto di cessione, mentre la loro ricezione via WhatsApp o con qualsiasi altro sistema di comunicazione sul web fa scattare a carico dell’adulto il reato di detenzione di materiale pedopornografico.
Nel box al termine di questo articolo puoi leggere per esteso l’ultima sentenza della Cassazione [1] che ha condannato per adescamento un uomo quarantenne, il quale chattando con una dodicenne l’aveva convinta a mandargli le sue foto intime, in cui si vedevano il seno e i glutei: «immagini costituenti pedopornografia, in quanto atte ad eccitare l’istinto sessuale», ha rilevato la Suprema Corte.