Chiedere foto intime a minori in chat: cosa si rischia? 

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Autore: Paolo Remer

23 giugno 2021

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

I reati di adescamento, corruzione di minorenni e detenzione o cessione di materiale pedopornografico: quando si configurano in una conversazione su WhatsApp.

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I social media, come Facebook, Instagram e TikTok, e i sistemi di messaggistica, come WhatsApp o Telegram, hanno ampliato a dismisura le possibilità di contatto virtuale tra persone che possono vivere a migliaia di chilometri di distanza e non si conoscono direttamente. Se ci si imbatte in un soggetto che ha meno di 18 anni di età, cosa si rischia a chiedere foto intime ai minori in chat?

La risposta è: un’incriminazione e una probabile condanna per uno dei reati previsti in materia di pornografia minorile. Ma per alcuni di essi i limiti di età sono più bassi dei consueti 18 anni: l’adescamento scatta fino a 16 anni, la corruzione di minorenne fino a 14. In un recente caso, la Corte di Cassazione

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[1] ha confermato la condanna per il delitto di adescamento di minorenni a carico di un uomo che, chattando con una bambina, l’aveva convinta ad inviargli foto di parti intime del corpo, come il seno e le natiche.

L’uomo aveva prima cercato di conquistare la fiducia della ragazzina, dodicenne, convincendola poi a mandargli tramite WhatsApp le proprie foto di nudo, che ai sensi della legge sono immagini pedopornografiche. Quindi, oltre all’adescamento, c’è anche il delitto di detenzione illecita di questo materiale. Quando, invece, è il maggiorenne a inviare le proprie foto erotiche, viene in gioco il delitto di corruzione di minorenne.

Avrai già capito che a chiedere foto intime a minori in chat si rischi

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a una severa condanna penale e l’unico dubbio riguarda il reato configurabile, che dipende dalla condotta che il maggiorenne ha tenuto partecipando alla conversazione virtuale. In ogni caso, la semplice richiesta di immagini erotiche ad un minore di 16 anni è sufficiente ad integrare il reato di adescamento, anche se l’invito non viene accolto e le immagini non vengono ricevute.

Immagini pedopornografiche: quali sono?

La legge [1] definisce la pornografia minorile come «ogni rappresentazione, con qualunque mezzo, di un

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minore degli anni diciotto coinvolto in attività sessuali esplicite, reali o simulate, o qualunque rappresentazione degli organi sessuali di un minore di anni diciotto per scopi sessuali».

Quest’ampia definizione comprende non solo le immagini di rapporti sessuali o di nudo integrale di soggetti minorenni, ma anche, come afferma la Cassazione [2], la visibilità di «zone erogene» che non sono soltanto gli organi genitali ma possono rappresentare parti diverse del corpo, come il seno o i glutei, in quanto anch’esse sono idonee ad eccitare gli istinti sessuali.

Cosa significa adescare un minorenne in chat?

Il delitto di adescamento di minorenne sul web [2] è punito con la reclusione

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da uno a tre anni, e si compie attraverso «qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione».

Anche qui siamo in presenza di una definizione molto estesa, che comprende qualsiasi sistema di comunicazione a distanza, come le chat telematiche e i programmi di scambio di messaggistica, a partire dal più noto e diffuso: WhatsApp. L’età limite per il minore coinvolto è di 16 anni: al di sotto di essa, il reato sussiste sempre.

Per essere punibile, l’agente deve perseguire lo scopo di commettere un delitto di pornografia minorile

, tra i quali rientrano:

Quindi, non è la semplice

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conversazione svolta in chat con un minore di 16 anni ad essere punita penalmente, ma la finalità di acquisire la sua fiducia per ottenere immagini o video di pornografia minorile. È un reato di pericolo e non richiede che lo scopo sia effettivamente conseguito; quindi, per integrare la condotta illecita non è necessario che il minore aderisca all’invito e mandi le proprie foto o video al suo interlocutore maggiorenne.

Corruzione di minorenne: cos’è?

Sul web, c’è anche chi usa la subdola strategia di inviare le proprie foto erotiche a minorenni per indurli a fare altrettanto. In questo caso, oltre al delitto di adescamento che abbiamo appena esaminato, se la vittima non ha compiuto

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14 anni di età sussiste il reato di corruzione di minorenne [3], che punisce le seguenti condotte:

Chat erotica con minori: quali reati?

Da quanto abbiamo detto, chi intraprende una chat erotica con i minori di 16 anni commette il reato di adescamento se ha cercato di carpire la fiducia del minore allo scopo di ottenere sue foto intime

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, anche se non è riuscito nell’intento. Chi chattando con un infraquattordicenne si esibisce in atti sessuali o gli invia materiale pornografico (non necessariamente pedopornografico, quindi è sufficiente un normale film con scene hard tra adulti) è responsabile di corruzione di minorenne.

L’invio di immagini pedopornografiche a chiunque – sia minorenne sia maggiorenne – integra il delitto di cessione, mentre la loro ricezione via WhatsApp o con qualsiasi altro sistema di comunicazione sul web fa scattare a carico dell’adulto il reato di detenzione di materiale pedopornografico.

Nel box al termine di questo articolo puoi leggere per esteso l’ultima sentenza della Cassazione [1] che ha condannato per adescamento un uomo quarantenne, il quale chattando con una dodicenne l’aveva convinta a mandargli le sue foto intime, in cui si vedevano il seno e i glutei: «immagini costituenti pedopornografia, in quanto atte ad eccitare l’istinto sessuale», ha rilevato la Suprema Corte.

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