Diffusione screenshot: diffamazione o lesione della privacy?
È lecito condividere screenshot di chat con persone non coinvolte nella conversazione?
È legale inviare a terzi gli screenshot di una chat intrattenuta con una persona se questa non ne è consapevole o non ha autorizzato la diffusione dei propri dati? La pubblicazione di uno screenshot su un social network può essere ritenuta un reato e cosa fare, in tal caso, per tutelarsi?
Quando si condivide la corrispondenza privata con altre persone non coinvolte nella discussione bisogna fare molta attenzione: c’è il rischio, da un lato, di violare la riservatezza altrui e, dall’altro lato, di lederne la reputazione. E ciò vale anche per le forme di corrispondenza telematica come le e-mail o gli screenshot.
In altri termini, la diffusione di screenshot può integrare la diffamazione o una lesione della privacy. Ma non sempre. In alcuni casi, quando cioè si tratta di conversazioni neutre, in cui non traspaiono i dati dei conversanti e non si rappresentano informazioni tali da pregiudicarne il decoro, non c’è alcun rischio di carattere penale o risarcitorio. Cerchiamo di spiegarci meglio.
Indice
Quando la diffusione di screenshot è una lesione della privacy
Come avevamo già detto in un precedente articolo (leggi
In ogni caso, se per esempio lo screenshot della chat viene diffuso su un social network, l’interessato che sia identificabile può chiedere l’immediata rimozione del post.
Quando la diffusione di screenshot è diffamazione
Se poi dalla diffusione del messaggio non autorizzato vengono arrecati un danno e un’offesa alla reputazione del mittente, potrebbero essere configurati anche i reati di trattamento illecito dei dati personali e di diffamazione. Si pensi al caso di un tale che, in una chat riservata con un proprio amico, riveli dei particolari imbarazzanti riguardanti sé stesso o di un’altra persona.
Quando la diffusione di screenshot è violazione della corrispondenza
Esiste inoltre il reato specifico di
Quando la diffusione di screenshot è lecita e legale
Non sempre però la condivisione di uno screenshot o la sua pubblicazione può integrare un reato. Come anticipato, quando dalla conversazione sono stati eliminati tutti i dati personali e i riferimenti – anche indiretti – ai conversanti non c’è alcun rischio né di incriminazione penale, né di richieste di risarcimento.
Si pensi a chi fa uno screenshot della conversazione con un’altra persona eliminando il nome di questa e la sua foto o oscurandoli con tecniche di post produzione. Ad esempio, per rimanere in ambito legale, un avvocato potrebbe diffondere il parere fornito in chat a un cliente, a beneficio di tutti gli eventuali interessati alla medesima questione, solo se prima cancella il nome del conversante, ogni immagine, raffigurazione o elemento della narrazione che lo possa rendere riconoscibile agli occhi di terzi.