Citare in giudizio un figlio: si può?
I genitori possono agire legalmente contro i propri figli? Cosa succede se la prole è minorenne? Si possono querelare i figli che hanno commesso un reato?
Non sempre in famiglia si va d’amore e d’accordo; anzi, i litigi tra parenti possono essere molto aspri e avere le conseguenze più gravi. Basti pensare a ciò che può accadere tra marito e moglie quando decidono di separarsi. Controversie molto serie potrebbero aversi anche tra genitori e figli: si pensi al figlio scapestrato che, oramai adulto, vive sulle spalle dell’anziana madre oppure al padre che non ha mai voluto riconoscere il figlio, abbandonandolo sin da piccolo. Con questo articolo ci soffermeremo proprio sul dissidio tra genitori e figli e risponderemo a questa domanda:
Sin da subito possiamo dire che nessuna legge impedisce a un padre di chiamare in giudizio il figlio maggiorenne per far valere un proprio diritto. È il caso, ad esempio, del figlio che danneggia un prezioso cimelio di famiglia appartenente ai genitori oppure che non restituisce una somma che aveva ricevuto solamente in prestito.
Insomma, quando i figli sono adulti non ci sono norme che vietano di agire legalmente contro di loro, anche in sede penale, se occorre. Le cose si complicano, invece, quando la prole è minorenne. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme se si può citare in giudizio un figlio
Indice
Si può citare in giudizio il figlio maggiorenne?
Come detto in apertura, è sicuramente possibile citare in giudizio i figli maggiorenni, se per esempio devono risarcire un danno oppure devono restituire qualcosa.
Si potrebbe pensare che i figli siano messi al riparo dal fatto di essere eredi naturali dei propri genitori. In realtà, ciò non significa che questi ultimi non possano agire contro la loro prole nel caso in cui abbiano subito dei danni: l’eventuale “
Ad esempio, se uno dei figli, improvvisandosi elettricista, manda in corto circuito l’intero impianto elettrico del padre, questi potrà chiedergli i danni come avrebbe fatto contro qualsiasi altro soggetto. Il rapporto di filiazione non funge da scriminante.
Che poi, nei fatti, ciò non accade mai, nel senso che il padre non cita mai in giudizio il sangue del suo sangue, è un’altra storia.
Nemmeno il figlio potrebbe opporre in compensazione dei danni chiestigli dal padre il diritto alla quota di legittima. Ad esempio, se il padre agisce contro il figlio per ottenere il risarcimento di 10mila euro questi non potrà rifiutarsi di pagare perché, in qualità di erede, gli spetterebbe una fetta del patrimonio del padre.
Ciò perché la compensazione dei crediti è possibile solamente quando questi sono certi, liquidi ed esigibili. La quota di eredità, al contrario, non è liquida (cioè, certa nel suo ammontare) né esigibile (se ne ha diritto solo dopo la morte del genitore).
Citazione in giudizio figli maggiorenni: esempi
Sono diversi i casi che si possono fare di citazione in giudizio contro i figli. Oltre al possibile risarcimento per un ipotetico danno, si pensi al genitore che agisce contro il figlio ingrato per ottenere la restituzione di quanto avuto in donazione, al genitore in difficoltà economica che cita in giudizio il figlio per chiedergli gli alimenti oppure, ancora, al padre che deve andare dal giudice per ottenere il rilascio della casa che il figlio ha illegittimamente occupato con la compagna.
Si può citare in giudizio il figlio minorenne?
Più difficile è citare in giudizio il proprio figlio minorenne. In questa ipotesi, le cose si complicano notevolmente in quanto:
- il genitore è il rappresentante legale del figlio; citarlo in giudizio significherebbe agire in evidente conflitto d’interessi;
- il genitore risponde economicamente di tutti i danni causati dal figlio minorenne. Dunque, se il minore danneggiasse un bene del genitore (ad esempio, rompendo un vetro di casa con una pallonata), questi non avrebbe con chi prendersela.
Si possono però configurare dei casi in cui tra figlio e genitore c’è conflitto d’interessi: è il caso, ad esempio, del pubblico ministero che ha chiesto la decadenza della potestà in capo ai genitori che non si curano della prole.
In un’ipotesi del genere, trova applicazione la norma [1] secondo cui, quando c’è conflitto d’interessi col rappresentante, il giudice procede alla nomina di un curatore speciale del rappresentato.
Insomma: in tutti i casi in cui il genitore sia portatore di un interesse incompatibile con quello del figlio, il giudice nomina un curatore che faccia gli interessi del minore.
Si può denunciare il figlio maggiorenne?
È sicuramente possibile denunciare i propri figli maggiorenni. Classico esempio è la denuncia per abbandono, quando il genitore è particolarmente anziano e/o malato e il figlio se ne disinteressa completamente, lasciandolo solo e incapace di provvedere a sé stesso.
I genitori possono denunciare i propri figli anche nel caso di lesioni personali (un litigio finito male), maltrattamenti (il figlio che picchia e umilia sistematicamente la mamma che vive insieme a lui), minacce, ecc.
Non è invece possibile denunciare il proprio figlio per reati contro il patrimonio come il furto, l’appropriazione indebita o la truffa: secondo il Codice penale [2], in questi casi il rapporto filiale esclude la punibilità.
Per ulteriori approfondimenti su questo specifico tema, si legga l’articolo Ho denunciato mio figlio minorenne: chi paga l’avvocato?
Si può denunciare il figlio minorenne?
Anche il figlio minorenne può essere denunciato dal proprio genitore; un esempio classico è quello del genitore che denuncia il proprio figlio perché spaccia droga.
Se il genitore è anche la persona offesa del reato (come nel caso del figlio minorenne che picchia la madre), allora il giudice dovrà nominare un curatore speciale che tuteli gli interessi del minore, ad esempio scegliendogli un avvocato per difenderlo in giudizio dalle accuse del genitore che l’ha denunciato. Si tenga però presente una cosa: il minorenne che non ha ancora compiuto i 14 anni non è penalmente imputabile. Ciò significa che un’eventuale denuncia non sortirebbe alcun effetto.