Cosa significa che i crediti sono liquidi ed esigibili?

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Autore: Mariano Acquaviva

04 settembre 2022

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Cosa si può fare con un credito determinato nel suo ammontare e immediatamente azionabile? Quando si può chiedere il decreto ingiuntivo? Compensazione: cos’è?

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Una cosa è chiedere la restituzione di un prestito, altra invece è domandare un risarcimento dei danni. La differenza è evidente: mentre il prestito è certo nel suo ammontare, nel senso che l’importo può risultare pacificamente da una scrittura privata o da un bonifico, il risarcimento va invece prima quantificato e poi richiesto. Cosa significa che i crediti sono liquidi ed esigibili?

Come vedremo, la liquidità e l’esigibilità, unitamente alla certezza, sono caratteristiche fondamentali del credito ogni volta che si intende agire con decreto ingiuntivo, cioè con la richiesta al giudice di emettere un provvedimento con cui si ingiunge al debitore di pagare entro quaranta giorni. Ma non solo: liquidità ed esigibilità sono indispensabili anche per far valere la compensazione dei crediti. Ma procediamo con ordine e vediamo

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cosa significa che i crediti sono liquidi ed esigibili.

Credito: quando è liquido?

Un credito è liquido quando è esattamente determinato nel suo ammontare. Ad esempio, un mutuo di 10mila euro è un credito liquido perché il suo importo è già stabilito.

Non è liquido, ad esempio, un credito derivante da un risarcimento. Il danno conseguente a un tamponamento non è un credito liquido perché bisogna prima quantificarlo (con una perizia, ecc.) e poi chiederne il pagamento al debitore.

Si dice che un credito è di

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pronta liquidazione quando, pur non essendo determinato nel suo ammontare, è molto facile calcolarlo. È il caso, ad esempio, del furto di 10 litri di benzina, il cui valore è facilmente ottenibile moltiplicando per 10 il prezzo di listino.

Credito: quando è esigibile?

Un credito è esigibile quando è pronto per essere riscosso. Detto in altri termini, il credito è esigibile quando è scaduto il termine di pagamento e non sussistono impedimenti all’esercizio della pretesa.

Ad esempio, è esigibile la rata del mutuo oppure il canone di locazione dopo il termine di scadenza, così come è esigibile il pagamento di un bene che è stato venduto e recapitato presso l’acquirente.

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Insomma: un credito è esigibile quando lo si può legalmente reclamare, non essendoci condizioni sospensive che ne impediscono la riscossione.

Credito: quando è certo?

Insieme alla liquidità e all’esigibilità, c’è un’altra caratteristica che può risultare decisiva per azionare un credito: la sua certezza.

Il credito è certo quando può essere facilmente provato. In altre parole, il credito è certo quando il creditore è in possesso di tutti gli elementi per dimostrare l’esistenza del suo diritto (per esempio un contratto, una fattura, un documento di consegna della merce).

Decreto ingiuntivo per credito certo, liquido ed esigibile

Il credito certo, liquido ed esigibile consente al creditore di ottenere un

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decreto ingiuntivo da poter notificare immediatamente al debitore.

Il decreto d’ingiunzione è un provvedimento del giudice con cui si comanda al debitore di adempiere al proprio obbligo entro e non oltre il termine di quaranta giorni dalla notifica del decreto stesso.

In altre parole, il decreto ingiuntivo è un vero e proprio ordine che il giudice rivolge a una persona affinché soddisfi le legittime pretese del creditore.

Non ogni pretesa può essere soddisfatta con un decreto ingiuntivo. Secondo la legge [1], si può ottenere l’emissione di un decreto d’ingiunzione solamente se il creditore:

Il creditore che si trova in queste condizioni può chiedere al giudice l’emissione di un decreto d’ingiunzione di pagamento o di consegna, purché del diritto fatto valere si dia

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prova scritta (contratto, scrittura unilaterale, telegramma, fattura, registri contabili, ecc.)

Per la precisione, il credito deve essere certo, liquido, esigibile e provato per iscritto. Solo al ricorrere di queste condizioni il creditore può rivolgersi al giudice e ottenere l’emissione di un decreto ingiuntivo.

Compensazione del credito liquido ed esigibile

Secondo la legge [2], due crediti liquidi ed esigibili possono essere tra loro compensati fino ad annullarsi. Cosa significa?

La compensazione consiste nel fenomeno per cui, quando due soggetti sono obbligati l’uno verso l’altro, i due debiti si estinguono per la quantità corrispondente. Facciamo un esempio.

Marco deve a Tommaso 1000 euro. A sua volta, Tommaso deve a Marco 800 euro. Per compensazione, Marco sarà obbligato a pagare solamente 200 euro, cioè la differenza tra i due crediti.

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Quando due crediti sono liquidi ed esigibili, la compensazione avviene in automatico, semplicemente eccependola in giudizio. Si parla in questi casi di compensazione legale.

Al contrario, la compensazione è giudiziale quando il credito opposto in compensazione non è liquido ma è di pronta e facile liquidazione, nel senso che il suo ammontare è facilmente calcolabile.

In tal caso, il giudice può dichiarare la compensazione per la parte di debito che riconosce esistente e può anche sospendere la condanna per il credito liquido fino all’accertamento del credito opposto in compensazione.

Per maggiori dettagli su questo specifico argomento si legga l’articolo specificamente dedicato all’eccezione di compensazione.

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