Quando si può denunciare per insulti?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Mariano Acquaviva

05 dicembre 2022

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

L’ingiuria non è più reato ma resta un illecito civile. Se le espressioni oltraggiose sono costanti, minacciose o lesive della reputazione, si può querelare.

Annuncio pubblicitario

Insultare una persona è certamente un atto di inciviltà, ma ciò non significa che costituisca anche un reato. E infatti, da quando l’ingiuria è stata abrogata (nel 2016), offendere una persona non è più una condotta penalmente perseguibile. Questo però non vuol dire che il comportamento non possa essere sanzionato, almeno in sede civile. Per non parlare, poi, delle ipotesi in cui le offese, pur non potendo essere punite a titolo di ingiuria, costituiscono un altro tipo di reato. Quando si può denunciare per insulti?

Annuncio pubblicitario

Come vedremo nel prosieguo, offendere una persona può ancora costituire reato. Poiché però l’ingiuria è stata abrogata, per far scattare il penale occorre qualcosa in più del semplice insulto: c’è bisogno che ad essere lesa sia la reputazione stessa della vittima. In casi del genere, l’insulto è idoneo a integrare il reato di diffamazione.

Ma non solo. Gli insulti ripetuti nel tempo possono dar luogo anche al più grave reato di maltrattamenti, quando la vittima è un convivente. Infine, parolacce e oltraggi, se sono espressi per intimorire la persona a cui sono rivolti, possono integrare il delitto di minacce. Se ne vuoi sapere di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme

Annuncio pubblicitario
quando si può denunciare per insulti.

Insulti: quando sono diffamazione?

È possibile sporgere denuncia per gli insulti ricevuti quando questi integrano il reato di diffamazione.

Secondo la legge [1], c’è diffamazione quando viene offesa la reputazione di una persona assente, in presenza di almeno altri due soggetti.

In pratica, la diffamazione consiste nel “parlar male” di una persona che non c’è. È il caso dei pettegolezzi particolarmente maligni, oppure delle critiche ingiustificate che mettono a rischio la carriera di un professionista.

Annuncio pubblicitario

Nello specifico, perché gli insulti siano diffamatori c’è bisogno che essi siano in grado di ledere la reputazione della vittima, cioè la considerazione che ha in un determinato contesto sociale.

Ad esempio, se in una chat di gruppo si dà del “cornuto” a una persona che non partecipa alla conversazione, l’insulto costituirà una diffamazione in piena regola.

In ipotesi del genere, la vittima può sporgere querela entro tre mesi da quando ha saputo dell’offesa.

Insulti: quando diventano maltrattamenti?

Come anticipato, gli insulti possono diventare maltrattamenti se diventano una costante all’interno del contesto familiare.

Secondo la giurisprudenza, infatti, il reato di maltrattamenti

Annuncio pubblicitario
[2] non presuppone l’uso della forza fisica, essendo sufficiente porre in essere anche una violenza psicologica, purché duratura nel tempo.

E così, il marito che, ogni tanto, insulta la moglie davanti ai figli non commette reato; se però la condotta diventa abituale, allora la vittima potrà sporgere denuncia per maltrattamenti.

Per la precisione, il reato si integra quando gli insulti, ripetuti nel tempo, hanno come scopo quello di mortificare la persona convivente.

Insulti: quando diventano minaccia?

Con gli insulti si può non solo offendere, ma anche intimorire. In casi del genere, può scattare il reato di minaccia [3].

Affinché un insulto diventi una minaccia occorre che alla vittima sia prospettato un

Annuncio pubblicitario
male ingiusto, cioè una conseguenza negativa e illegale.

Ad esempio, è senz’altro colpevole di una minaccia penalmente perseguibile chi cerca di intimorire una persona prospettando una violenza fisica (“Ti picchio”; “Dopo le prendi”, ecc.).

C’è reato, però, anche nel caso in cui si ricorra a diversi tipi di intimidazioni: ad esempio, i giudici hanno stabilito che commette estorsione il datore di lavoro che prospetta un ingiusto licenziamento per ottenere in cambio qualcosa.

Ma come fa un insulto a diventare una minaccia? In genere, le due espressioni si accompagnano in un unico contesto (ad esempio, “Vaffa…! Dopo ti faccio vedere io!”), anche se non è da escludere che una frase possa essere allo stesso tempo ingiuriosa e anche minacciosa.

Annuncio pubblicitario

Quando ricorrono queste circostanze, la vittima dell’intimidazione può sporgere querela entro tre mesi.

Ingiuria: si può denunciare?

Come anticipato in apertura, la semplice ingiuria non si può denunciare. In altre parole, l’insulto nudo e crudo, non accompagnato da minaccia o diffamazione, non può essere segnalato alle forze dell’ordine. Ciò però non significa che la vittima di ingiuria non possa fare nulla per tutelarsi.

L’ingiuria, pur non costituendo reato, rappresenta comunque un illecito civile per il quale è possibile agire in tribunale per ottenere il risarcimento dei danni.

In altre parole, l’ingiuria è un po’ come il sinistro stradale: una condotta illegale che può essere punita senza però poter sporgere querela.

Annuncio pubblicitario

In pratica, ad essere stata abrogata è solamente la sanzione penale. La condotta continua ad essere vietata, ma ad essa non si applica più la reclusione o la multa, bensì le conseguenze previste dall’azione civile, e cioè:

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui