Piercing: a che età si possono fare?

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Autore: Mariano Acquaviva

09 settembre 2023

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

I minorenni possono farsi un piercing senza il consenso dei genitori? In quali casi è possibile chiedere il risarcimento dei danni e perfino querelare?

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Da tempo oramai è di moda sottoporsi al piercing, cioè alla pratica di forare alcune parti superficiali del corpo allo scopo di introdurre oggetti ornamentali, come orecchini, anelli, ecc. Pur trattandosi di un piccolo intervento che, nella quasi totalità dei casi, non comporta complicazioni di sorta, si pone il problema di capire se i minorenni sono liberi di sottoporsi a un piercing senza il consenso dei genitori. Vediamo cosa dice la legge.

Quali sono i rischi del piercing?

Il piercing non è esente da rischi e

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controindicazioni; basti solo pensare che dall’errata pulizia della zona forata possono derivare complicazioni anche gravi, come infezioni o reazioni allergiche.

È quindi sempre opportuno affidarsi a un centro qualificato, munito delle necessarie autorizzazioni di legge, che possa quindi garantire gli standard di sicurezza previsti dall’ordinamento giuridico.

Chi può praticare il piercing?

Per svolgere l’attività di piercing è necessario possedere i requisiti stabilite dalla Regione di appartenenza.

L’aspirante “piercer”, oltre a essere maggiorenne, deve seguire con profitto un corso di formazione riconosciuto dalla Regione; pertanto, sia la scuola che il programma didattico e l’esame finale devono rispettare rigorosamente i requisiti fissati dal governo locale.

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Prima di effettuare l’intervento (cioè, la foratura per l’applicazione del piercing), l’operatore deve informare i clienti sui rischi e sulle precauzioni da osservare in seguito all’esecuzione; a tal proposito, deve rilasciare apposita informativa scritta e, prima dell’esecuzione del trattamento, il richiedente o il suo rappresentante legale (genitore, tutore, ecc.) devono sottoscrivere lo specifico modulo di consenso informato.

Piercing: a che età è legale?

Come per i tatuaggi, anche per i piercing non c’è un’unica legge dello Stato a disciplinarne la materia; la conseguenza è che l’individuazione dell’età legale per farsi un piercing è rimessa alle singole Regioni.

Ciononostante, la maggior parte delle Regioni ha deciso di porre un divieto assoluto di piercing ai

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minori di 14 anni, con la sola esclusione della foratura del lobo dell’orecchio; per tutti gli altri minorenni (cioè, per la fascia d’età 14 – 17), occorre il consenso scritto dei genitori.

In effetti, un minorenne non può validamente sottoscrivere un contratto; la conseguenza è che, anche in assenza di un espresso divieto di legge, il minore che volesse sottoporsi alla pratica del piercing non potrebbe comunque validamente avanzare tale richiesta al piercer, il quale non può stipulare un accordo legale con un minorenne.

In sintesi: l’età legale per farsi un piercing è stabilita dalle leggi regionali. In genere, il piercing è sempre vietato per chi non ha compiuto ancora i 14 anni (ad eccezione dei fori al lobo per gli

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orecchini); per gli altri minorenni, occorre il consenso dei genitori.

Piercing minorenni: cosa succede se i genitori non sono d’accordo?

Può succedere che solo uno dei genitori del minore sia d’accordo per il piercing mentre l’altro, invece, si opponga. Cosa succede in questi casi? È sufficiente il consenso di un solo genitore?

Secondo la legge, per gli atti ordinari è sufficiente il consenso di un solo genitore, mentre per quelli straordinari occorre che entrambi i genitori siano d’accordo.

Trattandosi di un trattamento invasivo che comporta una (piccola) alterazione del proprio corpo, deve ritenersi che per sottoporsi a piercing il minore abbia bisogno del consenso di entrambi i genitori.

In caso di disaccordo non risolvibile, è possibile rivolgersi al giudice affinché adotti la miglior decisione possibile per il minore.

Piercing senza consenso dei genitori: cosa fare?

Se il minore si sottopone a un piercing senza dire nulla ai genitori, questi potranno impugnare il contratto stipulato con l’operatore, chiedendo il rimborso di quanto pagato e pure il risarcimento dei danni.

Potrebbe inoltre prospettarsi anche la possibilità di agire in sede penale, querelando per il reato di lesioni personali il piercer che ha effettuato indebitamente l’intervento.

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