Tabella prescrizione crediti

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Autore: Angelo Greco

23 giugno 2023

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Quando vanno in prescrizione i pagamenti: tutti i termini per i contratti, atti illeciti, reati, tasse, cartelle esattoriali.

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La prescrizione dei debiti è un tema intricato che prevede diverse tempistiche a seconda delle specificità del caso. Questo complesso meccanismo, tuttavia, può generare un notevole impatto sulle dinamiche tra debitore e creditore. La sua corretta comprensione, dunque, è fondamentale. Proprio per questo, nel seguente articolo, troverai una tabella di prescrizione dei crediti, ossia i termini massimi entro i quali il creditore può pretendere il pagamento e scaduti i quali nulla è più dovuto dal debitore.

Per introdurti alla tabella però di daremo alcune informazioni interessanti con cui potrai approfondire il tema.

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La prescrizione dei crediti: cos’è e quali sono i termini

Si inizia con la prescrizione di 10 anni che, nella generalità dei casi, è quella che prevale. Ad esempio, i crediti derivanti da contratti o fatture, così come quelli originati da prestiti, finanziamenti e mutui, cadono sotto questa categoria. Questo significa che il creditore ha un lasso di tempo di dieci anni per agire e chiedere il pagamento del debito. È importante precisare che tale periodo inizia a decorrere da quando scade il termine per il pagamento o, in caso di pagamenti rateizzati, dal momento in cui si verifica l’inadempimento.

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La legge, tuttavia, dispone una prescrizione di 5 anni per i crediti che non derivano da contratti. Questo vale per i crediti provenienti da danni o reati, o in situazioni come il risarcimento dovuto a seguito di un incidente stradale, che si prescrive in soli 2 anni. Esempi simili includono i crediti del proprietario di un appartamento nei confronti del condominio per danni da infiltrazioni.

Esistono delle eccezioni anche alla regola della prescrizione decennale. Il rapporto di lavoro, per esempio, pur essendo originato da un contratto, prevede una prescrizione quinquennale. Infatti, le varie mensilità arretrate, il TFR, le indennità per ferie, ecc. si prescrivono in cinque anni. Questa regola è basata sulla presunzione che un dipendente, in costanza di rapporto di lavoro, potrebbe essere disincentivato ad agire contro il datore per timore di ritorsioni.

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E ci sono altre eccezioni: per le bollette della luce, dell’acqua e del gas la prescrizione è di 2 anni mentre quelle del telefono si prescrivono in 5 anni; per le lezioni private è di 1 anno. Si tratta di casi in cui, nonostante la presenza di un contratto, i tempi di prescrizione sono ridotti rispetto alla regola generale decennale.

Per quanto riguarda i debiti fiscali, quelli che si prescrivono in 10 anni includono le imposte dovute allo Stato come l’IRPEF, l’IVA, l’IRAP, l’IRES, l’imposta di bollo, l’imposta catastale e ipotecaria, l’imposta sulle donazioni e sulle successioni, il canone RAI, i contributi alla Camera di Commercio, il contributo unificato, il ticket sanitario e il canone acqua. Le

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cartelle esattoriali che richiedono il versamento di tali imposte si prescrivono anch’esse in 10 anni. Invece, si prescrivono in 5 anni tutte le imposte locali come l’IMU e la TARI, le multe stradali e le sanzioni amministrative o penali, i contributi INPS e INAIL.

Tabella prescrizione crediti

TIPO DI CREDITO
PRESCRIZIONE
NOTE
Contratti per vendita di beni o servizi10 anniSe il contratto prevede un pagamento annuale o più breve (ad esempio mensile), la prescrizione è di 5 anni
Finanziamenti e mutui10 anniGli interessi si prescrivono invece in 5 anni
Altri crediti di lavoro: a) premi di fedeltà; b) indennità di trasferimento; c) diritti relativi al passaggio di qualifica; d) erogazioni una tantum; e) indennità sostitutiva per ferie e permessi non goduti; f) risarcimento dei danni per omesso versamento dei contributi previdenziali; g) riqualificazione del rapporto (ad es. da lavoro intermittente a lavoro subordinato, etc.).10 anni
Imposte dovute allo Stato: Irpef, addizionali Irpef, Ires, Iva, Irap, bollo, catastale, ipotecaria, canone rai, contributi camera commercio, imposta sulle donazioni, imposta sulle successioni, contributo unificato per cause, ticket sanitario, canone acqua10 anni
Atti illeciti sia civili (ad esempio le infiltrazioni di acqua per una tubatura rotta, una ingiuria) che penali (ad esempio conseguente a un reato)5 anni
Crediti di lavoro: a) stipendi di lavoro dipendente; b) collaborazioni esterne; c) straordinari; d) TFR; e) 13ma e 14ma; f) indennità sostitutiva del preavviso5 anni
Abbonamenti e altri pagamenti periodici (ad esempio pay-tv, abbonamenti a piattaforme, a servizi, ecc.)5 anni
Interessi su finanziamenti e mutui5 anni
Assegni di mantenimento a ex coniuge e figli5 anni
Alimenti dovuti ai parenti stretti in stato di grave difficoltà e bisogno5 anni
Bolletta del telefono5 anni
Pagamenti al condominio5 anniSe il pagamento si riferisce al conduttore che deve il rimborso delle spese condominiali al locatore, la prescrizione è di 2 anni
Canoni di affitto5 anni
Imposte dovute a enti locali: Imu, Tari, Tasi, Tosap, ICP, DPA, Tassa di soggiorno, IPT5 anno
Annualità delle rendite perpetue o vitalizie.5 anni
Interessi su tasse e imposte5 anni
Sanzioni per irregolarità o ritardi fiscali5 anni
Contributi dovuti all’Inps o all’Inail5 anni
Sanzioni amministrative, multe stradali, sanzioni penali per reati5 anni
Bollo auto3 anni
Crediti dei professionisti (avvocati, notai, medici, ecc.)3 anni
Incidenti stradali2 anni
Bolletta luce, acqua e gas2 anni
Provvigione agente di commercio1 anno
Lezioni private1 anno
Pagamenti per premi dovuti all’assicurazione1 anno
Pagamento alberghi, ostelli, b&b,6 mesi

Come far valere la prescrizione?

La regola della prescrizione si applica automaticamente quando il periodo di tempo stabilito dalla legge è trascorso, rendendo il debitore legalmente esente da qualsiasi obbligo di pagamento senza bisogno di avviare un procedimento formale o di fare un’applicazione specifica.

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Di conseguenza, se un creditore dovesse richiedere il pagamento di un debito prescritto, sarebbe sufficiente per il debitore contestare la richiesta affermando che il debito è prescritto, liberandolo così da ogni responsabilità. Il compito di provare che il termine di prescrizione è stato interrotto, ad esempio mediante l’invio di una richiesta di pagamento (come un sollecito, una diffida o una lettera di messa in mora), ricade sul creditore. Anche l’avvio di un’azione legale interrompe la prescrizione, sospendendo il termine per tutta la durata del procedimento legale.

Tuttavia, quando si tratta di obbligazioni fiscali, come le tasse, le multe e le sanzioni, il semplice non pagamento non è sufficiente per il debitore. In questi casi, il debitore deve intraprendere azioni legali, come presentare un ricorso contro l’azione, per cercare di farla annullare da un giudice. Ricorda, ogni situazione legale può avere le sue specificità e dovrebbe essere discussa con un professionista del diritto.

Approfondimenti

Come calcolare la prescrizione dei debiti

Cosa va in prescrizione dopo 10 anni

Cosa va in prescrizione dopo 5 anni

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