Comprare semi di cannabis è legale?
Cos’è il principio attivo delle sostanze stupefacenti? Ogni parte della canapa ha effetto drogante? Si possono coltivare piantine di marijuana?
La legge italiana sanziona con pene severissime la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Si può evitare il reato solamente se si dimostra che la quantità di droga di cui si è in possesso è talmente modesta da escludere che la stessa sia destinata alla cessione ma che sia, al contrario, per uso esclusivamente personale. È in questo contesto che si pone il seguente quesito: comprare semi di cannabis è legale?
Il problema è molto sentito in quanto è noto che i derivati della cannabis (hashish e marijuana) siano illegali. Cosa rischia chi viene trovato in possesso di semi di canapa o di altre parti della stessa pianta? Per rispondere a questa domanda dobbiamo necessariamente spiegare cos’è il
Indice
La cannabis è legale?
La cannabis, cioè la pianta di canapa, non è di per sé illegale; lo è invece il “tetraidrocannabinolo” (THC), cioè la sostanza che da essa può ricavarsi e che è responsabile del tipico effetto drogante della cannabis.
Lo dimostra il fatto che la legge ammette espressamente la coltivazione della canapa per finalità industriali o commerciali, ad esempio per la produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati (fibra, canapulo, polveri, cippato, olio carburanti, ecc.) per le industrie di diversi settori.
Droga: cos’è il principio attivo?
Il principio attivo è la sostanza che causa il tipico effetto psicoattivo (o psicotropo) in chi assume un certo stupefacente: euforia, senso di benessere, rilassamento, a seconda del tipo di droga consumata.
Ciò che la legge vieta, quindi, non è la pianta in sé, bensì il principio attivo che da essa si ricava. È da questo principio che bisogna partire per rispondere al quesito che fornisce il titolo al presente articolo: comprare semi di cannabis è legale?
Semi di canapa: sono legali?
La persona trovata in possesso di semi di canapa non può essere accusata di detenzione di sostanze stupefacenti. Ciò perché i semi della cannabis non hanno alcun tipo di
Il THC, cioè il principio attivo della cannabis, viene infatti estratto dai fiori di canapa femminili non fecondati (cosiddette “infiorescenze”).
La quantità di THC nei fiori è molto alta, mentre nelle altre parti della pianta la concentrazione di principio attivo è nettamente inferiore e, nei semi di canapa, è pari a zero.
Ciò significa che vendere e acquistare semi di canapa non è illegale [1], in quanto in essi non c’è alcun principio responsabile dell’effetto drogante. In altre parole, con i soli semi di cannabis non ci si potrebbe mai drogare.
I semi di canapa potrebbero però essere usati per ottenere la pianta e poi, dai fiori della stessa, la cannabis da assumere. Approfondiamo questo aspetto.
Piante di cannabis in casa: sono legali?
La detenzione di piantine di cannabis è illegale. La legge [2] è infatti molto chiara: la coltivazione di sostanze stupefacenti è illegale, a meno che non abbia una speciale autorizzazione da parte del Governo.
Bisogna tuttavia fare una distinzione tra il possesso per uso personale e quello finalizzato allo spaccio: mentre il primo costituisce un semplice illecito amministrativo, il secondo è un reato a tutti gli effetti.
Secondo pacifica giurisprudenza, la coltivazione di cannabis è per uso personale solamente se è di ridotte dimensione ed è effettuata con strumenti rudimentali.
Chi coltiva cannabis in una serra rischia l’incriminazione penale in quanto si tratta di una metodologia di coltivazione di tipo professionale, che induce a pensare che la droga verrà ceduta e non solo tenuta per sé.
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Una piantina sul balcone può essere considerata per uso personale.
Eccezionalmente, coltivare cannabis in casa non costituisce reato se:
- la coltivazione è di minime dimensioni;
- le piantine sono poche;
- le tecniche di coltivazione sono rudimentali.
Tanto è stato stabilito da diverse sentenze della Corte di Cassazione [3], secondo la quale anche la coltivazione di una decina di piantine di marijuana può andare esente da reato se sussistono tutte le altre condizioni che inducono a ritenere che la droga sia per uso personale.
Al contrario, sempre secondo i giudici [4], non si può invece parlare di coltivazione domestica penalmente irrilevante se le tecniche di coltivazione non sono rudimentali.
E così, anche solo quattro piante di marijuana sono sufficienti per escludere la coltivazione domestica destinata a un uso esclusivamente personale della sostanza stupefacente, se l’imputato non utilizza tecniche rudimentali di coltivazione ma si avvale di una serra per la coltivazione, con specifico impianto di areazione, lampade UV e idoneo riscaldamento.
Insomma: essere in possesso della strumentazione idonea alla coltivazione rende penalmente perseguibile la condotta di chi coltiva cannabis, anche se si tratta di poche piantine.