Polizia: quando può usare l’arma di servizio?

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Autore: Mariano Acquaviva

02 dicembre 2023

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

In quali casi un poliziotto o un carabiniere può sparare? Cosa dice la legge a proposito dell’uso delle armi e della legittima difesa?

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L’uso dell’arma di servizio da parte delle forze dell’ordine è un argomento complesso e delicato. Quali sono le situazioni in cui un pubblico ufficiale può sparare? Per rispondere a queste domande, è essenziale comprendere le leggi che regolano l’impiego delle armi da parte di carabinieri e poliziotti.

In questo articolo, esamineremo le normative che determinano quando e come la polizia può utilizzare l’arma di servizio, ponendo l’accento su situazioni di legittima difesa, adempimento del dovere d’ufficio e altre circostanze specifiche.

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Uso legittimo delle armi: cosa dice la legge?

La principale norma che disciplina l’uso legittimo delle armi da parte di ogni tipo di pubblico ufficiale è l’articolo 53 del codice penale.

Secondo la legge, non è punibile il pubblico ufficiale che, per adempiere ai propri doveri, fa uso delle armi quando vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza e, comunque, allo scopo di impedire la consumazione di gravi delitti

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.

In pratica, la legge dice che le forze dell’ordine possono usare le armi oppure altri mezzi di coazione fisica (sfollagente, manette, lacrimogeni, semplice forza bruta, ecc.) solo se ciò è indispensabile per:

La legge richiede altresì che l’uso dell’arma sia

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proporzionato alla situazione di pericolo in cui ci si trova.

In altre parole, l’agente deve considerare tutte le alternative non letali prima di decidere di sparare.

È compito del giudice valutare se l’uso dell’arma era l’unico mezzo per risolvere la situazione.

Polizia: quando può utilizzare la pistola per legittima difesa?

L’articolo 52 del codice penale stabilisce che l’uso dell’arma è giustificato quando si è costretti dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro un’offesa ingiusta.

Anche in questo caso, la difesa deve essere proporzionata all’offesa e deve rappresentare l’ultimo rimedio a cui fare ricorso.

Immaginiamo un agente di polizia che si trova minacciato da un soggetto armato con l’intenzione di ferirlo gravemente. In questa situazione, l’agente può fare uso dell’arma di servizio per proteggere la sua vita.

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Per ulteriori approfondimenti si legga l’articolo dedicato alla legittima difesa.

Uso dell’arma di servizio per adempiere a un dovere d’ufficio

L’articolo 51 del codice penale affronta la questione dell’uso delle armi per adempiere a un dovere o a un comando imposto dall’autorità.

Anche in questo caso, l’agente non è punibile se agisce in ottemperanza a un dovere o a un ordine legittimo proveniente da un proprio superiore.

Tuttavia, se l’ordine è illegittimo, chi lo ha dato è sempre responsabile penalmente, mentre chi lo ha eseguito lo è solamente se poteva facilmente rendersi conto che il comando fosse illegale.

Il commissario ordina a uno dei poliziotti di fare fuoco contro il rapinatore in fuga. Essendo palesemente illegittimo, l’agente deve rifiutarsi, altrimenti a risponderne sarà anche lui.

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Polizia: quando può sparare con l’arma di servizio?

Alla luce di quanto detto sinora, possiamo affermare che le forze dell’ordine (poliziotti, carabinieri, ecc.) possono legittimamente utilizzare l’arma di servizio e, quindi, fare fuoco contro un malintenzionato, solamente nelle seguenti ipotesi:

In buona sostanza, poliziotti e carabinieri devono fare affidamento su criteri di legittima difesa e adempimento del dovere d’ufficio per giustificare l’uso delle armi, che deve comunque rappresentare sempre l’ultima soluzione a cui fare ricorso.

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