Figlio muore prima del genitore: chi eredita?

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Autore: Mariano Acquaviva

23 dicembre 2023

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

A chi spetta l’eredità se una persona muore senza lasciare figli? Chi eredita in assenza di testamento? Cos’è la successione per rappresentazione?

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Alla morte di una persona il proprio patrimonio viene trasmesso agli eredi. In assenza di un testamento, è direttamente la legge a individuare i soggetti che beneficeranno dell’eredità, i quali però non sono costretti ad accettare, potendo anche rinunciare al loro diritto. Solitamente, tra i primi chiamati all’eredità ci sono i figli del defunto; ma cosa accade se questi non sono più in vita?

Purtroppo può infatti succedere che un figlio muoia prima di un genitore. In un’ipotesi del genere, chi eredita? Vediamo cosa dice la legge a tal proposito.

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A chi va l’eredità se non c’è testamento?

Se una persona muore senza aver fatto testamento, l’eredità va al coniuge (non divorziato né separato con addebito) e ai figli.

Costoro hanno diritto a ricevere l’eredità con priorità rispetto a tutti gli altri familiari; perciò, in loro presenza nessun altro ha la possibilità di ereditare.

I figli del defunto sono in un certo senso maggiormente privilegiati rispetto al coniuge.

Infatti, mentre i figli devono condividere l’eredità soltanto con il

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coniuge superstite, in assenza del quale hanno diritto all’intero patrimonio, il coniuge concorre con altri chiamati all’eredità quando sono assenti i figli, come ad esempio con gli ascendenti, cioè con i genitori del defunto.

A chi va l’eredità senza figli ma con il coniuge?

Se non ci sono figli ma è presente il coniuge (purché non divorziato né separato con addebito a suo carico), l’eredità viene divisa tra il coniuge e i genitori del defunto.

In questa situazione, il coniuge riceve 2/3 dell’eredità, mentre il terzo restante va ai genitori.

A chi spetta l’eredità senza figli e senza coniuge?

Nel caso in cui il defunto non lasci né figli né un coniuge, l’eredità spetta interamente ai

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genitori in parti uguali.

Se ci sono anche fratelli e sorelle del defunto, l’eredità viene divisa tra loro e i genitori, con almeno la metà del patrimonio che va a questi ultimi.

Figlio muore prima dei genitori: a chi tocca l’eredità?

Se il defunto non ha figli perché questi sono morti prima di lui, al posto di costoro subentrano i nipoti (cioè, i figli dei figli), acquisendo il diritto a percepire la stessa quota ereditaria che sarebbe spettata ai genitori.

Si parla in questi casi di successione per rappresentazione: i discendenti subentrano nella stessa posizione dell’ascendente premorto per ciò che riguarda il diritto ad ereditare.

Marco ha due figli, Giacomo e Tommaso, entrambi genitori. Se Giacomo e Tommaso muoiono prima del padre, alla morte di quest’ultimo succederanno i figli, cioè i nipoti di Marco, i quali dovranno dividersi l’eredità in questo modo: il 50% ripartito equamente tra i figli di Giacomo e il restante 50% diviso allo stesso modo tra i figli di Tommaso.

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Carlo ha due figli, Maria e Matteo. Alla sua morte, Matteo è già deceduto, lasciando due figli. L’eredità andrà quindi divisa in questo modo: il 50% a Maria e il restante 50% diviso equamente tra i due figli di Matteo, ai quali quindi toccherà il 25% ciascuno.

A chi va l’eredità senza figli con il testamento?

Un testamento può determinare una divisione diversa dell’eredità, anche se il coniuge e i genitori (e, in loro assenza, i nonni) hanno diritto a quote di legittima che non possono essere negate in alcun modo.

Per la precisione, il coniuge ha sempre diritto al 50% dell’eredità se concorre con gli ascendenti, ai quali spetta invece il 25%.

La parte restante (25%) può invece essere devoluta liberamente dal testamento: si tratta della cosiddetta quota disponibile.

Gli ascendenti, in assenza del coniuge, hanno invece sempre diritto a 1/3 dell’eredità. Il testamento può invece regolamentare la parte restante, ossia la quota disponibile, a libera discrezione del testatore.

In ogni caso, il testamento che viola le quote di legittima non è invalido e viene applicato, a meno che gli eredi scelgano di impugnarlo.

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