Come esercitare i diritti d’autore?

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Autore: Angelo Greco

17 novembre 2023

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Scopri le strategie più efficaci per esercitare e tutelare i diritti d’autore sulla tua opera d’arte letteraria, fotografica o musicale.

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Quando si parla di diritti d’autore ci si riferisce ai diritti su opere d’arte figurative come testi scritti (libri, poesie, articoli giornalistici, finanche citazioni, testi di canzoni, coreografie, ecc.), opere musicali, opere scientifiche e didattiche, disegni, fotografie.

Non bisogna quindi confondere i diritti d’autore con i brevetti che invece riguardano, per lo più, le invenzioni tecniche o scientifiche.

Non tutti però sanno come esercitare i diritti d’autore. In questo articolo vedremo come l’autore di un’opera può tutelare i propri diritti dal plagio.

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Prima però di proseguire nello studio di questa interessante tematica è bene fare una precisazione: spesso quando si parla di diritto d’autore si usa la parola «copyright». L’uso è improprio: il copyright è la versione anglosassone del diritto d’autore e presenta alcune differenze rispetto alla nostra normativa. Ma poiché scopo di questo articolo è un altro, non approfondiremo tale discorso per concentrarci invece su come proteggere un’opera con il diritto d’autore.

Quando è possibile tutelare un’opera col diritto d’autore

Per essere tutelata dal diritto d’autore l’opera deve essere dotata di

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originalità. Non si può proteggere col diritto d’autore una filastrocca estremamente banale, uguale a tante melodie popolari.

L’originalità deve riguardare il nucleo creativo dell’opera, come il ritornello in una canzone pop.

Nella letteratura invece non si può tutelare l’idea ma solo l’esposizione formale. Ad esempio nulla vieta di riscrivere la trama di un libro purché lo si faccia con altre parole.

Quanto invece alle fotografie, l’originalità deve consistere in un minimo di opera creativa apportata dall’autore (un filtro, una particolare angolatura, la post produzione). Un’immagine a una strada o un palazzo scattata con lo smartphone priva di alcuna personalizzazione non è tutelabile.

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Come si esercitano i diritti d’autore?

Per esercitare il diritto d’autore non è necessario registrare l’opera o sottoscrivere contratti con case editrici, discografiche o di produzione. In realtà, il diritto d’autore si acquisisce automaticamente nel momento della creazione dell’opera, che si tratti di una canzone, un testo letterario o un’opera d’arte.

In buona sostanza, per esercitare il diritto d’autore basta essere il primo autore dell’opera e poterlo dimostrare. Dinanzi a due opere identiche prevale sicuramente chi è stato il primo autore ma a patto che questi possa dimostrare l’anteriorità della propria creazione. Quindi tra i due contendenti vince chi ha una prova anteriore.

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Proprio per questa ragione è opportuno – seppure non obbligatorio – registrare l’opera alla SIAE o depositarla presso un notaio. Ma queste non sono le uniche forme per tutelare l’opera, o meglio per dimostrare l’anteriorità della creazione. Di tanto parleremo meglio qui di seguito.

Qual è il momento in cui si diventa autori di un’opera?

Si diventa autori di un’opera nel momento stesso in cui essa viene creata. In quel preciso istante, si acquisisce il diritto allo sfruttamento economico dell’opera, nonché il diritto di vietare a terzi il plagio e lo sfruttamento non autorizzato.

Il diritto di autore si acquisisce peraltro indipendentemente dalla pubblicazione dell’opera. Chi scrive un romanzo e lo lascia nel cassetto ne acquisisce il diritto d’autore anche se l’opera resta segreta. E così chi crea una melodia al pianoforte non deve per forza renderla pubblica per essere considerato l’autore.

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La pubblicazione però può servire a dimostrare l’anteriorità dell’opera.

Come si può provare l’anteriorità della propria creazione?

Per tutelarsi da eventuali plagi è quindi fondamentale dimostrare di essere stato il primo autore dell’opera rispetto a quelle simili o identiche di altri autori che potrebbero rivendicare diritti di sfruttamento. Nella pratica legale, conta ciò che si può provare. Pertanto, è essenziale avere una prova dell’anteriorità della creazione.

Il deposito alla SIAE è l’unico modo per proteggere un’opera?

Sebbene il deposito dell’opera presso enti come la SIAE sia un metodo classico per attribuire la paternità e una data certa all’opera, esistono altri metodi. L’uso del simbolo © o la dicitura “tutti i diritti riservati” non sono sufficienti di per sé a provare la proprietà dell’opera.

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Un metodo economico e diffuso tra gli autori è quello di spedire a sé stessi un plico raccomandatocontenente l’opera, mantenendolo poi intonso e sigillato. Inoltre, questo sistema non è del tutto affidabile. È importante sapere che il timbro postale ha valore probatorio solo se l’involucro è unito all’opera spedita.

Meglio sarebbe usare la raccomandata senza busta, ossia il foglio ripiegato su sé stesso e affrancato. Ma ciò è impossibile per grossi volumi.

Pertanto, l’anteriorità dell’opera si può dimostrare con l’invio di una PEC a sé stessi o a terzi oppure con una marca temporale elettronica.

Spedire l’opera a enti pubblici è un metodo efficace?

Spedire l’opera a enti pubblici, come la Presidenza della Repubblica, è un altro metodo. Questi enti sono tenuti a registrare ciò che ricevono, ma anche questo sistema presenta dei limiti, come la lentezza burocratica e il rischio di dispersione dei documenti.

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La legge 106/2004 impone il deposito delle opere presso l’Archivio Nazionale della Produzione Editoriale o la Discoteca di Stato. Questo obbligo riguarda però solo le opere pubblicate e non ha valore probatorio per la tutela dei diritti d’autore.

Come si può documentare la paternità di un’opera?

Le varie forme di pubblicazione, come giornali, riviste, televisione o esecuzioni pubbliche, possono documentare la data di resa pubblica dell’opera. Anche le registrazioni di queste esecuzioni o le testimonianze possono essere utili, sebbene la prova testimoniale sia considerata meno forte rispetto ad altre forme di prova.

Alcuni tribunali hanno riconosciuto l’anteriorità dell’opera anche tramite la prova testimoniale.

Il deposito al notaio

Il notaio è un pubblico ufficiale e come tale è in grado di dare data certa a un documento. Quindi il deposito dell’opera dal notaio può essere molto utile per esercitare i diritti d’autore dimostrando l’anteriorità della creazione rispetto ad eventuali plagi.

In conclusione, proteggere i propri diritti d’autore richiede un approccio strategico e la conoscenza delle opzioni disponibili. È importante valutare attentamente il metodo più adatto per provare la paternità e l’anteriorità della propria creazione, al fine di tutelare efficacemente i propri diritti.

Approfondimenti

Come funzionano i diritti d’autore

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