Abbandono di rifiuti: cosa si rischia?
Dal 2023 pene più severe per tutti: ora anche i privati cittadini commettono reato contravvenzionale, ma ci sono diverse vie d’uscita per pagare somme ridotte.
L’Italia è piena di gente incivile che abbandona in modo incontrollato i rifiuti domestici vicino ai cassonetti, per strada o nelle campagne, anziché portarli negli appositi punti e centri di raccolta. Divani, frigoriferi, materassi, mobili rotti e oggetti di qualsiasi genere di cui i proprietari vogliono disfarsi in maniera sbrigativa: il fenomeno, purtroppo, è molto diffuso. Ma lo smaltimento pubblico risulta costoso e va a carico di tutta la collettività.
Per evitare questi comportamenti deprecabili, la legge prevede apposite sanzioni amministrative e nei casi più gravi anche penali. Vediamo in concreto
Indice
Sanzioni originarie per l’abbandono di rifiuti
Il Testo Unico sull’Ambiente (Decreto Legislativo n. 152 del 2006) prevede due distinte
- l’articolo 255 punisce, a livello amministrativo, chiunque abbandona o deposita rifiuti (o li immette in acque superficiali e sotterranee, perché anche i liquidi sono considerati rifiuti) con una sanzione pecuniaria da 300 a 3.000 euro, che può essere raddoppiata se si tratta di rifiuti pericolosi;
- l’articolo 256 dispone una sanzione penale – arresto fino a 2 anni più ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro, in caso di rifiuti pericolosi – se la condotta di abbandono viene realizzata da titolari di imprese o responsabili di enti (non, quindi, da privati cittadini).
Nuove sanzioni per abbandono rifiuti: quando è reato
Come anticipato all’inizio, la
- anche l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti da parte di un privato cittadino costituisce reato, di natura contravvenzionale (non è un delitto), che viene punito con la pena dell’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, aumentata fino al doppio se si tratta di rifiuti pericolosi;
- rimane ferma la sanzione originaria, sempre di natura penale, prevista quando i trasgressori agiscono nella loro attività di impresa (ad esempio, una ditta edile che sversa nelle campagne il materiale di risulta proveniente dalla ristrutturazione di un appartamento).
Quando l’abbandono di rifiuti non costituisce reato
Però va sottolineato che l’
In sintesi: chi butta qualche sacchetto di immondizia fuori dai cassonetti, o lascia un mobile ingombrante per strada, dal 10 ottobre 2023 in poi, commette reato ed incorre in una sanzione penale, l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, mentre chi abbandona sul suolo, nelle acque o negli scarichi un rifiuto di piccolissime dimensioni
Come estinguere il reato di abbandono di rifiuti
Definizione agevolata delle contravvenzioni
Il reato di abbandono di rifiuti può essere estinto mediante la procedura di definizione agevolata delle contravvenzioni prevista dagli artt. 318 bis e seguenti del Codice Ambientale: si può ottenere una riduzione del 75% dell’importo da pagare se le violazioni «non hanno cagionato danno o pericolo concreto e attuale di danno alle risorse ambientali, urbanistiche o paesaggistiche protette». Secondo la Corte di Cassazione
Adempimento delle prescrizioni
Inoltre, l’autorità che accerta le violazioni di abbandono di rifiuti può impartire al responsabile un ordine di ripristino dello stato dei luoghi, e di cessazione delle eventuali attività pericolose ancora in corso; durante questo periodo il procedimento penale rimane sospeso, per dare modo al trasgressore di provvedere. Se l’interessato adempie alle prescrizioni impartite, è ammesso a pagare, in via amministrativa, una somma pari a
Oblazione
Anche un adempimento incompleto, parziale o difforme rispetto a quanto ordinato dall’autorità accertatrice non pregiudica la possibilità per l’indagato di ricorrere all’istituto dell’oblazione, previsto dal Codice penale agli articoli 162 e 162 bis: il reato si estingue pagando la somma determinata dal giudice (la metà del massimo dell’ammenda concretamente irrogata, che spesso è inferiore al limite edittale) e comunque, se vi è richiesta dell’interessato, l’estinzione avviene pagando
Decreto penale di condanna
Per chi rimane ancora inerte, sarà utile sapere che le Procure italiane per questi reati di abbandono rifiuti ricorrono molto spesso al decreto penale di condanna: un meccanismo processuale in cui la pena pecuniaria viene irrogata dal Gip, su richiesta del Pm, e può arrivare sino alla metà del minimo edittale (quindi si può arrivare fino a soli 500 euro).
La somma così determinata va essere pagata entro 15 giorni dalla notifica del provvedimento (e in tal caso il reato si estingue automaticamente, se non si commettono altri delitti nei successivi 5 anni o altre contravvenzioni nei successivi 2 anni), altrimenti bisogna opporsi chiedendo lo svolgimento del processo penale ordinario o un
Particolare tenuità del fatto
Ma anche arrivati a questo punto si può ottenere dal giudice il proscioglimento per «particolare tenuità del fatto», che evita la condanna, ai sensi dell’art. 131 bis del Codice penale: ciò si verifica quando, per le modalità della condotta, e per l’esiguità del danno o del pericolo creato dall’abbandono, l’offesa ai beni ambientali protetti si può ritenere esigua, sempreché il comportamento del trasgressore risulti «non abituale», cioè meramente occasionale.
In definitiva, le vie d’uscita per i trasgressori sembrano essere molteplici e più ampie proprio ora che l’abbandono di rifiuti da parte di privati è diventato reato contravvenzionale, rispetto a quando era punito come semplice violazione amministrativa.
Approfondimenti
Sull’argomento trattato, leggi anche “Abbandono di rifiuti: è reato?” e “Rifiuti abbandonati davanti casa: che fare?“.