Durante le assenze dal lavoro per legge 104 matura il Tfr?

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Autore: Paolo Remer

30 agosto 2024

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Permessi e congedi per assistenza di familiari disabili: come vengono considerati ai fini del calcolo della retribuzione e del trattamento di fine rapporto.

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Attenzione a usufruire in maniera troppo generosa dei permessi e dei congedi straordinari previsti dalla legge 104 per assistere un familiare disabile: all’inizio sembra che tutto fili liscio, ma al termine del rapporto di lavoro ci potrebbero essere delle penalizzazioni. La domanda da porsi per prevenire brutte sorprese è questa: durante le assenze dal lavoro per legge 104 matura il Tfr così come avviene durante i normali periodi di ferie e di congedo ordinario, oppure ci sono dei congelamenti e dei tagli? Vediamo cosa dice la normativa in proposito.

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Congedo straordario 104: a chi spetta

Il congedo straordinario ai sensi della legge 104 del 1992 è un diritto riservato ai lavoratori dipendenti con contratto di lavoro subordinato (anche a tempo parziale) che assistono familiari con disabilità grave.

La condizione di disabilità grave, cioè rilevante ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della legge 104, deve essere accertata con verbale rilasciato dall’apposita commissione medica dell’Asl integrata dalla presenza di medici dell’Inps. Questo verbale deve riportare la dicitura «Persona affetta da handicap con connotazione di gravità», o formule similari, che richiamino l’articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992.

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Il disabile da assistere non deve essere ricoverato a tempo pieno (cioè per l’arco delle intere 24 ore) presso ospedali o strutture simili (cliniche, case di cura e di riposo, ecc.) che gli assicurino assistenza sanitaria continuativa.

Questa misura assistenziale può essere richiesta solo in base ai seguenti rapporti di parentela con il familiare disabile in situazione di gravità che occorre assistere:

L’elencazione che ti abbiamo fornito costituisce un

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ordine di priorità dei beneficiari del congedo straordinario: non si può passare alla categoria successiva di parenti se sono presenti membri più prossimi, ad eccezione di quando essi manchino, siano deceduti o risultino affetti da patologie invalidanti.

Dal 2022 il congedo straordinario è riconosciuto anche al convivente di fatto, al pari del coniuge unito in matrimonio e della parte dell’unione civile.

Congedo straordinario 104: come funziona

Il congedo straordinario 104 consente di usufruire di un periodo di aspettativa retribuita che può durare, complessivamente, fino a due anni.

Attenzione: questo periodo biennale è riferito all’intero arco della vita lavorativa, e si cumula fra tutti gli aventi diritto. Pertanto è possibile ottenere più di un congedo straordinario se vi sono più familiari disabili da assistere, ma in nessun caso è consentito il superamento dei termini di durata massima.

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Inoltre – e fermo restando che il congedo straordinario non può essere riconosciuto a più di un lavoratore per assistere il medesimo familiare disabile – due o più diversi lavoratori possono ottenere, alternativamente, il congedo e i permessi legge 104 per l’assistenza allo stesso parente, purché ciò non avvenga in giorni coincidenti [1].

Durante il congedo straordinario i lavoratori interrompono e sospendono le proprie prestazioni lavorative, in modo da poter garantire la necessaria assistenza continuativa ai propri familiari disabili. Il beneficio è frazionabile a giorni, ma in tal caso per evitare il conteggio dei giorni festivi intermedi bisogna riprendere a lavorare tra un periodo e l’altro di fruizione: ad esempio, se si prende il congedo dal lunedì al venerdì, il sabato e la domenica non vengono computati nei giorni di congedo per chi riprende a lavorare il lunedì successivo.

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Retribuzione del lavoratore in congedo 104

La retribuzione del lavoratore in congedo straordinario avviene mediante la corresponsione, da parte dell’Inps, di un’indennità commisurata alla retribuzione percepita nell’ultimo mese lavorativo precedente.

Tecnicamente, l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro e da questi conguagliata con i contributi da versare all’Inps (solo per gli operai agricoli ed i lavoratori dello spettacolo saltuari o con contratto a termine l’indennità viene erogata direttamente dall’Inps).

Congedo 104: vale per il Tfr e la pensione?

I periodi di congedo, però, non vengono computati ai fini delle ferie, della tredicesima mensilità e del trattamento di fine rapporto

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o, per i dipendenti pubblici, di fine servizio; valgono, invece, per il calcolo dell’anzianità contributiva ai fini previdenziali e assistenziali [2]. Questo aiuta il lavoratore a non subire penalizzazioni durante i periodi di assenza dal lavoro per congedo straordinario: egli continuerà ad accumulare l’anzianità utile per la pensione. Infatti tutto il periodo di fruizione del congedo straordinario è coperto da contribuzione figurativa riconosciuta dall’Inps come valida per il diritto e per la misura della pensione.

L’indennità corrisposta dall’Inps durante il congedo straordinario non contribuisce al calcolo del Tfr perché, tecnicamente, essa non costituisce retribuzione (il rapporto di lavoro si considera sospeso), bensì un sostegno economico sostitutivo della stessa, quindi il datore di lavoro non è tenuto ad accantonare da questa somma la quota utile per la maturazione del Tfr. Tuttavia alcuni

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contratti collettivi di lavoro valevoli per specifiche categorie o comparti, ed anche i contratti individuali, possono prevedere condizioni più favorevoli per i lavoratori, con la maturazione del Tfr, in tutto o in parte, anche durante i periodi di congedo straordinario per l’assenza di familiari gravemente disabili.

Permessi 104: effetti su ferie, tredicesima e Tfr

Invece i permessi di tre giorni al mese concessi, ai sensi dell’articolo 33 della legge 104, per assistere i familiari disabili del lavoratore, o al lavoratore stesso, se in condizioni di handicap grave, non hanno nessun impatto negativo sulle ferie, sulla tredicesima mensilità e sul Tfr: questi benefici maturano regolarmente e non devono essere riproporzionati o decurtati in base al numero di giorni di permesso 104 fruiti nel periodo di riferimento.

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