Come disdire il canone Rai: la guida completa

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Autore: Paolo Remer

29 giugno 2024

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Tutti i casi di esenzione dal pagamento e di cancellazione dell’addebito in bolletta elettrica; il modulo di autocertificazione per la domanda da inviare all’Agenzia delle Entrate.

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Molti italiani vorrebbero sapere come disdire il canone Rai, che, insieme all’Imu e al bollo auto, è una delle tasse più odiate e malsopportate.

Non si capisce bene quale sia il corrispettivo del servizio, visto che si tratta di una tassa sul possesso di apparecchi atti a ricevere tutti i canali radiotelevisivi, e non solo quelli della Tv pubblica di Stato; inoltre il canone è dovuto anche da chi guarda poco o per niente la televisione.

Molti, poi, contestano la qualità dei programmi offerti dal servizio pubblico e altri evidenziano il fatto che chi non ha la televisione, ma può comunque guardare tutte le trasmissioni via Internet e su smartphone tramite le apposite app come

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RaiPlay, non deve pagare. E questa è una stranezza irrisolta, perché il canone Rai nasce molti decenni prima dei computer e la sua disciplina normativa non è stata aggiornata a queste nuove possibilità di ricezione.

Adesso, al di là delle lamentele, passiamo all’atto pratico e vediamo come disdire il canone Rai. Si può fare in modo molto semplice, presentando una domanda all’Agenzia delle Entrate, ma bisogna rispettare determinati termini ed essere in possesso dei requisiti di esenzione. In questo modo si potrà ottenere l’eliminazione dell’addebito periodico del canone nella bolletta elettrica, che dal 2016 è diventato, per legge [1] il modo di pagamento obbligatorio per tutte le famiglie italiane, in modo da impedire le facili evasioni che avvenivano in passato.

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Chi deve pagare il canone Rai?

Nel vigente sistema, si presume fino a prova contraria che chiunque abbia un’utenza elettrica domestica intestata nella propria residenza anagrafica abbia in casa un apparecchio adatto alla ricezione delle trasmissioni televisive. È una presunzione di detenzione della televisione in ogni famiglia, intesa in senso anagrafico, quindi non solo come matrimonio o unione civile, ma anche come convivenza di fatto o nucleo di più persone unite da vincoli di parentela e coabitanti

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[2].

Questo significa che l’addebito del canone Rai in bolletta elettrica è automatico: la quota annuale – il canone ammonta a 90 euro ma per il 2024 è stato ridotto, temporaneamente, a 70 euro – viene suddivisa in 10 rate mensili, da gennaio a ottobre, e il fornitore di energia la inserisce in ogni fattura periodica emessa nel corso dell’anno.

Chi può fare la disdetta del canone Rai?

Può chiedere e ottenere la disdetta del canone Rai:

Dichiarazione di non possedere la Tv

A parte il caso degli

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over 75 con basso reddito e la situazione di chi già paga il canone in bolletta su un’altra utenza elettrica, la situazione che ci interessa di più è quella della dichiarazione di non possedere un apparecchio televisivo.

Deve essere fatta in forma di autocertificazione, sotto la propria responsabilità, e con la consapevolezza delle sanzioni, anche penali, previste per il caso di dichiarazioni mendaci rese in un atto notorio (articoli 75 e76 del D.P.R. n. 445/2000).

Ricordiamo che non esiste più la possibilità di chiedere di sigillare la televisione esistente, in modo tale da non poter essere utilizzata (in passato l’apparecchio veniva inserito in un sacco di juta piombato).

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Come fare disdetta canone Rai?

Per disdire il canone Rai bisogna compilare l’apposito modulo disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate (lo puoi anche scaricare qui) e dichiarare che in nessuna delle abitazioni ove è attivata una fornitura di energia elettrica personalmente intestata è presente un apparecchio televisivo proprio o appartenente a un altro componente della famiglia anagrafica.

Una volta compilato, il modulo può essere presentato:

Quanto dura la disdetta?

La disdetta del canone Rai non ha validità perenne né rinnovo automatico, ma è

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limitata solo ad un anno (o, se presentata in corso d’anno, solo ad un semestre, come ti diremo meglio fra poco). Pertanto, se permangono i requisiti di esenzione o di non possesso di una tv in casa, occorre rinnovarla annualmente.

Precisamente, se la dichiarazione viene presentata dal 1° febbraio al 30 giugno l’esonero ha validità per il secondo semestre dell’anno, mentre se viene presentata dal 1° luglio al 31 gennaio consente di evitare il pagamento del canone per l’intero anno successivo.

Ad esempio, se fai la disdetta il 30 ottobre 2024 non dovrai pagare il canone Rai del 2025, mentre se la invii il 29 giugno 2024 l’esonero sarà limitato al secondo semestre del 2024: perciò a partire dal 1° luglio, fino al 31 gennaio 2025, dovrai rinnovare la richiesta per essere esonerato anche dal canone Rai 2025.

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