Tetto a più falde: ripartizione spese di manutenzione

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Autore: Mariano Acquaviva

25 luglio 2024

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Condominio: come si dividono i costi necessari a sostenere la manutenzione, la conservazione o il rifacimento di un tetto costituito da più falde?

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La corretta ripartizione delle spese rappresenta una delle maggiori cause di contenzioso in condominio; ciò è dovuto al fatto che i criteri dettati dalla legge non sempre riescono ad adeguarsi facilmente alle particolari condizioni del fabbricato. In questo contesto si pone il seguente quesito: come si ripartiscono le spese di manutenzione del tetto a più falde?

In buona sostanza, si tratta di capire se devono contribuire ai costi necessari alla conservazione e/o al rifacimento anche i condòmini che non sono coperti da tutte le

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falde.

Ad esempio, un lettore chiede pone la seguente questione: «Sono proprietario di un appartamento in un residence orizzontale avente il tetto diviso in quattro falde; due di queste devono essere sistemate e non coprono il mio appartamento. Come va ripartita la spesa?» Proviamo a fare chiarezza.

Falde del tetto: cosa sono?

Le falde (o spioventi) rappresentano le “facce inclinate” che compongono il tetto.

In buona sostanza, le falde costituiscono la superficie inclinata; si tratta di un fattore fondamentale che influenza diverse caratteristiche del tetto, come lo

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scolo delle acque piovane, la resistenza al vento e l’aspetto estetico.

Esistono diverse tipologie di tetto a falde:

Tetto condominio: come si dividono le spese?

Il tetto è un bene condominiale, a meno che il titolo costitutivo non stabilisca il contrario; di conseguenza, le spese andranno ripartite tra tutti i condòmini, in ragione dei rispettivi millesimi.

Secondo le regole stabilite per il

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condominio parziale, però, se il tetto offre copertura solamente a una parte del condominio, solo il gruppo di condòmini che si trova al di sotto di esso è tenuto a pagare le spese, con esclusione di tutti gli altri.

È ciò che accade nel condominio costituito da più verticali separate: ogni palazzina dovrà occuparsi delle spese del proprio tetto (o del lastrico posto sulla sommità).

Tetto a più falde: come si dividono le spese?

Veniamo ora al quesito centrale dell’intero articolo: come si dividono le spese tra condòmini se occorre occuparsi della manutenzione o del rifacimento non dell’intero tetto ma solamente di alcune falde?

Tutti i proprietari sono obbligati a contribuire oppure l’onere grava soltanto su coloro che

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effettivamente traggono vantaggio dal bene, essendone coperti? Si applicano le norme sul condominio parziale? Dipende.

Innanzitutto, va ricordato che, secondo il codice civile (art. 1123, terzo comma), se un edificio ha più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell’intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condòmini che ne trae utilità.

Orbene, il fatto che un tetto sia costituito da più falde non significa necessariamente che si sia in presenza di tante coperture diverse: le falde, infatti, solitamente rappresentano solo una parte di una struttura molto più ampia e complessa.

In altre parole, le falde possono essere intese come le

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facce inclinate di un unico manufatto, realizzato per offrire copertura all’edificio.

Di conseguenza, perché possa applicarsi il criterio del condominio parziale anche al tetto a più falde occorre accertare che le stesse siano sufficientemente autonome rispetto alle altre, tanto da potersi considerare alla stregua di un tetto indipendente.

In buona sostanza, le spese di manutenzione della falda andranno poste a carico esclusivo dei condòmini che ne hanno copertura solo se essa possa essere considerata come un vero e proprio tetto che non ha nulla a che vedere con le altre parti.

La giurisprudenza ha infatti chiarito che se i diversi tetti sono funzionalmente collegati per assicurare lo scolo delle acque meteoriche, la norma sul

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condominio parziale non si applica, con la conseguenza che tutti i condòmini saranno chiamati a partecipare alle spese (Cass., 16 aprile 1999, n. 3803).

In altre parole, se la falda oggetto di manutenzione apporta – anche indirettamente – un’utilità anche alla restante parte del fabbricato, tutti i proprietari dovranno sostenere l’esborso, anche coloro che sono coperti da un’altra superficie inclinata del tetto.

Se il rifacimento di una falda impedisce il propagarsi delle infiltrazioni anche alle altre, tutti i condòmini devono pagare le spese perché tutti ne traggono vantaggio.

È pur vero che l’autonomia delle falde si apprezza soprattutto nei condomini composti da edifici separati tra loro

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; per cui, allorquando si tratta di lavori inerenti al tetto, occorre tener conto dell’autonomia strutturale dell’intero fabbricato e non del solo elemento architettonico che assolve alla funzione di copertura.

Dunque, se il fabbricato si presenta come un’entità architettonica unitaria, il tetto, per quanto si sviluppi in più falde, magari anche collocate ad altezze diverse, deve considerarsi unitario.

Per completezza, va detto che, nel caso in cui alcune unità immobiliari si sviluppino a cavallo tra due distinti corpi di fabbrica, occorre tener conto della parte che risulta coperta da ciascuno dei due diversi tetti ai fini della partecipazione alle spese di manutenzione.

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