Posso prelevare più di 10.000 euro in contanti senza problemi?

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Autore: Angelo Greco

27 maggio 2025

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Prelevare oltre 10.000 euro e più dal proprio conto è legale. Attenzione però agli obblighi antiriciclaggio della banca e alle norme valutarie per l’estero.

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La gestione del denaro contante, specialmente per importi significativi, solleva spesso dubbi e interrogativi. Una delle domande più frequenti che ci pongono i nostri lettori è la seguente: Posso prelevare più di 10.000 euro in contanti senza problemi?

La risposta breve è che, dal punto di vista strettamente legale, non esiste un divieto di prelevare somme ingenti dal proprio conto corrente. Tuttavia, l’operazione non è priva di implicazioni e richiede la conoscenza di diverse normative che riguardano i limiti ai trasferimenti di contante tra soggetti, gli obblighi degli intermediari finanziari e le regole sul trasporto di valuta oltre confine.

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Questa guida si propone di fare chiarezza su tutti questi aspetti, analizzando la legislazione vigente, la giurisprudenza e le prassi operative, per permetterti di operare con consapevolezza e in sicurezza, evitando di correre rischi.

Qual è il limite per i pagamenti in contanti tra persone diverse?

Per i

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trasferimenti di denaro contante tra soggetti diversi, la norma di riferimento è l’articolo 49 del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (la cosiddetta “normativa antiriciclaggio”). Questo articolo ha subito diverse modifiche nel corso degli anni.

A seguito delle più recenti modifiche introdotte dalla Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023), a partire dal 1° gennaio 2023, la soglia massima per il trasferimento di denaro contante effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi (siano essi persone fisiche o giuridiche) è stata fissata a 5.000 euro.

L’articolo 49, comma 1, del D.Lgs. n. 231/2007, nella sua attuale formulazione, stabilisce che:

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«è vietato il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a 5.000 euro. Il trasferimento superiore al predetto limite, quale che ne sia la causa o il titolo, è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati e può essere eseguito esclusivamente per il tramite di banche, Poste italiane S.p.a., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento (…)».

Il limite di 5.000€ si applica ai prelievi dal mio conto?

Qui arriviamo al cuore della questione. La giurisprudenza e le decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) sono costanti nel chiarire che

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i limiti all’utilizzo del contante stabiliti dall’art. 49 del D.Lgs. 231/2007 non si applicano alle operazioni di prelievo (o di versamento) di denaro contante che un cliente effettua sul proprio conto corrente .

Come ha affermato l’ABF nella decisione n. 3784 del 26/03/2024:

“i limiti all’utilizzo dei contanti si applicano alle operazioni di trasferimento tra soggetti diversi e, pertanto, non valgono per i prelievi e versamenti bancari.”

La logica è semplice: quando prelevi denaro dal tuo conto, non stai effettuando un “trasferimento tra soggetti diversi”, ma stai semplicemente movimentando fondi che sono già di tua proprietà. L’operazione avviene tra te e la banca in qualità di depositaria dei tuoi averi, ma non configura una transazione verso un altro soggetto terzo.

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Posso prelevare liberamente più di 10.000 euro in contanti?

Dal punto di vista strettamente legale, non esiste un divieto specifico che ti impedisca di prelevare somme superiori a 5.000 euro, o anche a 10.000 euro (o più), dal tuo conto corrente personale o aziendale. L’operazione in sé è lecita.

Tuttavia, affermare che si possa fare “senza problemi” richiede delle precisazioni, perché entrano in gioco gli obblighi antiriciclaggio a cui sono sottoposte le banche e le loro prassi operative. Esaminiamo questi aspetti.

Perché la banca potrebbe farmi domande su un grosso prelievo?

Nonostante la liceità del prelievo, le banche e gli intermediari finanziari sono soggetti a stringenti obblighi imposti dal Decreto Legislativo n. 231/2007 e dalle disposizioni attuative della Banca d’Italia in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo. Tra questi obblighi rientra la cosiddetta

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“adeguata verifica della clientela”.

Questo comporta che, specialmente per prelievi di contante di importo significativo, la banca potrebbe:

  • chiederti informazioni sulla destinazione dei fondi e sulla causale dell’operazione. Questo non per negarti il prelievo, ma per adempiere ai propri obblighi di legge di comprendere lo scopo e la natura delle operazioni effettuate dai clienti;
  • intensificare i controlli quando un cliente esegue un’operazione occasionale che comporti la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a 15.000 euro (anche se effettuata con più operazioni che appaiono frazionate), come specificato dalle normative di settore [Decreto legislativo n. 231/2007 e disposizioni correlate].

La banca può segnalare il mio prelievo alle autorità (SOS)?

Un altro obbligo fondamentale per le banche è quello di inviare una

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Segnalazione di Operazione Sospetta (SOS) all’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), istituita presso la Banca d’Italia. Questa segnalazione scatta quando un’operazione (incluso un prelievo di contante), per il suo importo, la sua frequenza, la sua natura o altre circostanze, appare:

  • anomala;
  • ingiustificata;
  • non coerente con il profilo economico-finanziario del cliente.

Tra gli indicatori di anomalia specificamente previsti dalle autorità figura il “Prelevamento di denaro contante per importi particolarmente significativi, salvo che il cliente rappresenti particolari e specifiche esigenze”.

È importante capire che una SOS non è un’accusa né implica automaticamente un illecito da parte del cliente. Tuttavia, essa attiva delle verifiche da parte delle autorità competenti (UIF, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate) per accertare la natura dell’operazione.

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Devo prenotare un prelievo di contanti di importo elevato?

Molto probabilmente sì. Indipendentemente dagli aspetti normativi, le banche adottano procedure interne per la gestione dei prelievi di contante di importo elevato. Queste procedure possono includere:

  • la necessità di prenotare il prelievo con un certo anticipo (ad esempio, uno o più giorni lavorativi). Questo serve sia per consentire alla filiale di organizzarsi per disporre della liquidità necessaria (le filiali non detengono somme illimitate di contante per ragioni di sicurezza), sia per permettere alla banca di effettuare eventuali verifiche preliminari;
  • la giurisprudenza ha riconosciuto la legittimità di tali prassi; ad esempio, una pronuncia della Corte d’Appello di Brescia (sez. LA, sentenza n. 117/2018) menziona una procedura interna di un istituto che richiedeva prenotazione o autorizzazione specifica per prelievi superiori a 20.000 euro;
  • eventuali limiti operativi giornalieri di cassa per la singola filiale.

Inoltre, per qualsiasi operazione allo sportello, inclusi i prelievi, la banca è tenuta a

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identificare con certezza il soggetto che opera, anche se si tratta del titolare del conto che utilizza una carta bancomat e un PIN per un prelievo assistito [Decisione N. 3784 del 26/03/2024 dell’ABF].

Cosa sono le operazioni frazionate e come si collegano ai prelievi?

La normativa antiriciclaggio vieta i trasferimenti di contante “tra soggetti diversi” che, pur essendo singolarmente inferiori alla soglia dei 5.000 euro, costituiscono parti di un’unica operazione economica di valore pari o superiore a tale soglia e appaiono “artificiosamente frazionati“.

Un’operazione è considerata frazionata quando è:

“un’operazione unitaria sotto il profilo del valore economico, di importo pari o superiore ai limiti stabiliti dal presente decreto, posta in essere attraverso più operazioni, singolarmente inferiori ai predetti limiti, effettuate in momenti diversi ed in un circoscritto periodo di tempo fissato in sette giorni, ferma restando la sussistenza dell’operazione frazionata quando ricorrano elementi per ritenerla tale” [Tribunale di Roma, Sentenza n.2473 del 8 febbraio 2024].

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Sebbene il prelievo dal proprio conto non sia di per sé un “trasferimento a terzi”, è importante considerare che prelievi multipli e ravvicinati di importi elevati potrebbero comunque attirare l’attenzione della banca nell’ambito dei suoi controlli antiriciclaggio. Questo soprattutto se si sospetta che il contante prelevato in modo frazionato sia poi utilizzato per effettuare pagamenti a terzi che, cumulati, supererebbero la soglia consentita [Corte d’Appello Genova, sez. 1, sentenza n. 566/2023].

Cosa succede se porto oltre 10.000 euro in contanti all’estero?

Questo aspetto è distinto dai limiti sui trasferimenti interni di cui abbiamo parlato prima. Se il denaro contante prelevato è destinato ad essere

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trasportato fisicamente al di fuori del territorio nazionale (sia verso Paesi dell’Unione Europea sia verso Paesi extra-UE), si applica una normativa specifica: il Decreto Legislativo 19 novembre 2008, n. 195, che recepisce la regolamentazione europea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di denaro contante.

L’articolo 3 di questo decreto stabilisce che:

“Chiunque entra nel territorio nazionale o ne esce e trasporta denaro contante di importo pari o superiore a 10.000 euro deve dichiarare tale somma all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.”

L’obbligo di dichiarazione riguarda non solo banconote e monete, ma anche alcuni strumenti negoziabili al portatore. L’omessa o infedele dichiarazione comporta l’applicazione di

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sanzioni amministrative pecuniarie e il possibile sequestro di una percentuale della somma eccedente il limite di 10.000 euro.

Le percentuali di sequestro e le sanzioni variano a seconda dell’entità dell’eccedenza e della gravità della violazione (omessa dichiarazione, dichiarazione inesatta o incompleta), come dettagliato, ad esempio, nella Circolare n.1/2025 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che recepisce modifiche normative come quelle del D.Lgs. n. 211/2024.

Per l’omessa dichiarazione, il sequestro può variare dal 50% al 100% dell’importo eccedente la soglia, con un minimo di 900 euro e un massimo di 1.000.000 di euro. È prevista, a determinate condizioni, la possibilità di estinguere la violazione mediante il pagamento di una somma in misura ridotta (oblazione) [Tribunale di Trieste, sentenza n.588 del 14 giugno 2024].

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Le banche, inoltre, in caso di operazioni di versamento di contanti provenienti da Stati esteri per importi pari o superiori a 10.000 euro, sono tenute ad acquisire copia della dichiarazione valutaria presentata dal cliente in dogana [Provvedimento recante disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela; Decreto legislativo n. 231/2007 e disposizioni correlate].

Ci sono cautele sull’uso di banconote di grosso taglio?

Sì, l’utilizzo di banconote di grosso taglio (come quelle da 200 o 500 euro, quest’ultima non più emessa ma ancora a corso legale) per importi rilevanti (la Banca d’Italia ha fornito indicazioni per importi superiori a 2.500 euro) può attrarre una maggiore attenzione da parte degli intermediari finanziari. Questo perché tali banconote sono considerate a più alto rischio di essere utilizzate in attività di riciclaggio o finanziamento illecito [Provvedimento Banca d’Italia del 3 aprile 2013]. Ciò non ne vieta l’uso, ma può portare a maggiori controlli o richieste di informazioni.

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Esempi pratici sui grossi prelievi di contanti

Ad esempio, se devi acquistare un’automobile usata da un privato per 12.000 euro, puoi prelevare tale somma dal tuo conto (probabilmente prenotandola e fornendo spiegazioni alla banca). Tuttavia, il pagamento al venditore non potrà avvenire interamente in contanti, perché supererebbe il limite di 5.000 euro per i trasferimenti tra soggetti diversi. Dovrai quindi utilizzare strumenti tracciabili (assegno, bonifico) per la parte eccedente i 4.999,99 euro. Se, invece, prelevi 12.000 euro per una vacanza all’estero e li porti con te fisicamente, dovrai compilare la dichiarazione valutaria in Dogana, in quanto la somma eccede la soglia di 10.000 euro.

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