Schiamazzi da movida notturna: quando risarcisce il Comune?

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Autore: Mariano Acquaviva

31 maggio 2025

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

È possibile chiedere il risarcimento dei danni al Comune che non fa nulla per regolare la vita notturna di bar e locali aperti al pubblico?

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Le immissioni acustiche possono rendere intollerabile la permanenza all’interno della propria abitazione, soprattutto se i rumori provengono da un’attività commerciale aperta al pubblico, come pub e discoteche. In questo contesto si pone il seguente quesito: quando il Comune risarcisce per gli schiamazzi da movida notturna?

In buona sostanza, si tratta di comprendere se i proprietari delle abitazioni esposte alle immissioni acustiche che provengono dalla strada anche durante le ore riservate al riposo possono convenire in giudizio l’ente locale che dovrebbe garantire la quiete pubblica. Insomma:

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il Comune risarcisce per gli schiamazzi da movida notturna? Approfondiamo l’argomento.

Schiamazzi notturni: cosa stabilisce la legge?

La legge punisce gli schiamazzi notturni sotto il profilo civile, amministrativo e penale.

Dal primo punto di vista, chiunque lamenti immissioni acustiche intollerabili provenienti dalla proprietà del vicino può rivolgersi al giudice per chiedere la cessazione della condotta molesta e il risarcimento dei danni.

La prova della condotta illecita può essere fornita con ogni mezzo: non solo tramite

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perizia fonometrica ma anche per testi.

Il giudice, se accoglie la domanda, può condannare il responsabile a pagare i danni e ad adottare ogni precauzione volta a impedire la prosecuzione della molestia (ad esempio, l’installazione di dispositivi di isolamento acustico), pena il pagamento di un’ulteriore somma di denaro nel caso di inadempimento (art. 614-bis cod. proc. civ.).

Se gli schiamazzi notturni superano le soglie stabilite dalla legge (26 ottobre 1995 n. 447) l’autorità pubblica può irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria oltre che intimare la chiusura all’esercizio pubblico.

Infine, qualora gli schiamazzi della movida notturna siano idonei ad arrecare disturbo a una pluralità di persone, è possibile sporgere querela per il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone (art. 659 cod. pen.).

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Schiamazzi da movida notturna: il Comune risarcisce i danni?

Da tempo la giurisprudenza (Cass., 23 maggio 2023, n. 14209) si è orientata nel senso di ritenere responsabile il Comune per gli schiamazzi da movida notturna allorquando, nonostante le diffide e le segnalazioni, l’ente non sia intervenuto a porre un argine alle immissioni acustiche intollerabili causate dagli avventori degli esercizi pubblici che sostano nelle vie.

Il Comune deve quindi risarcire i danni ai residenti che non possono riposare né dormire a causa della movida notturna qualora non abbia posto un freno nonostante le sollecitazioni, le denunce e le ordinanze.

L’entità del risarcimento va commisurata all’effettivo disturbo patito dai residenti i quali, se dimostrano – con testimonianze e perizie – di non aver potuto godere del proprio immobile a causa dei rumori persistenti, possono aver diritto anche a laute somme (v. Trib. Napoli, n. 4462/2025, con cui il Comune è stato condannato a pagare a titolo di risarcimento l’importo di

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40mila euro per ciascun residente).

Insomma: il Comune deve risarcire i proprietari che non possono riposare a causa della movida notturna che si svolge nelle strade, favorita dall’inerzia dell’ente locale che non fa rispettare i provvedimenti vigenti e non tutela la quiete pubblica.

Schiamazzi da movida notturna: si può denunciare il Comune?

Gli schiamazzi intollerabili da movida notturna possono costare una denuncia penale al sindaco del Comune: se il primo cittadino non fa nulla per limitare gli strepiti degli avventori che si riversano nelle strade e per arginare la musica ad alto volume proveniente da bar e locali notturni, può scattare il reato di rifiuto di atti d’ufficio (

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art. 328 cod. pen.).

Il delitto può integrarsi se il sindaco, pur ricorrendo tutte le circostanze per adottare un provvedimento restrittivo nei confronti degli autori delle immissioni intollerabili in luogo pubblico, non fa nulla per intervenire.

Secondo la giurisprudenza (Cass., 19 marzo 2009, n. 12147), il reato di rifiuto di atti d’ufficio si integra anche se il sindaco omette di adottare i necessari provvedimenti contingibili e urgenti.

La responsabilità penale del sindaco sussiste anche nell’ipotesi in cui rifiuti di sanzionare i trasgressori dell’ordinanza – già adottata – in materia di rumori e di quiete pubblica.

Schiamazzi notturni: approfondimenti

Per ulteriori approfondimenti sull’argomento si leggano i seguenti articoli:

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