Infiltrazioni d’acqua: spettano i danni morali?
Si può chiedere il risarcimento del danno non patrimoniale nel caso di infiltrazioni provenienti dal piano superiore?
Le perdite d’acqua che si insinuano nell’immobile attraverso le pareti o il soffitto possono causare danni a volte anche molto gravi; nella peggiore delle ipotesi, si potrebbe perfino essere costretti ad abbandonare il locale in attesa degli interventi di ripristino. In questo preciso contesto si pone il seguente quesito: nel caso di infiltrazioni d’acqua spettano i danni morali?
In buona sostanza, si tratta di comprendere se il proprietario dell’immobile che ha subito danni dalle perdite d’acqua provenienti dall’appartamento altrui può ottenere anche il risarcimento per i danni non patrimoniali che ha subito. Insomma: per le
Indice
Infiltrazioni d’acqua: chi paga il risarcimento?
Delle infiltrazioni d’acqua è responsabile il custode del bene da cui esse provengono (art. 2051 cod. civ.); ciò significa che il risarcimento è dovuto dal proprietario della cosa che provoca la perdita: si pensi al titolare dell’appartamento sito al piano superiore oppure al condominio, nell’ipotesi di infiltrazioni che provengono dal lastrico solare o dal tetto dell’edificio.
Se l’unità immobiliare è in affitto, l’inquilino è responsabile delle infiltrazioni che ha causato con la propria condotta negligente.
Se le infiltrazioni al piano inferiore sono causate dallo straripamento dell’acqua nella vasca da bagno causato dal fatto che il conduttore ha dimenticato i rubinetti aperti, la responsabilità è dell’inquilino e non del locatore.
Anche nell’ipotesi di immobile locato, è responsabile delle infiltrazioni il proprietario qualora le stesse derivino da difetti strutturali dell’abitazione.
Infiltrazioni: c’è diritto al risarcimento dei danni morali?
Secondo il codice civile (art. 2059), il risarcimento spetta anche per i danni non patrimoniali
Ne è un esempio tipico il danno biologico, inteso come lesione dell’integrità fisica e psichica accertabile da un punto di vista medico.
Il danno morale costituisce un’altra ipotesi di danno non patrimoniale, definibile come il turbamento psicologico conseguente al fatto illecito altrui.
Ciò chiarito, le infiltrazioni d’acqua possono conferire il diritto al risarcimento del danno morale se il fenomeno infiltrativo non solo ha pregiudicato l’immobile ma ha anche avuto conseguenze in termini di “sofferenza interiore”.
È il caso, ad esempio, del proprietario costretto a lasciare la propria abitazione resa malsana dalla copiosa presenza di infiltrazioni provenienti dal piano superiore: in questa circostanza, il risarcimento potrebbe comprendere non solo i danni materiali ma anche quelli non patrimoniali e, nello specifico, i danni morali derivanti dal disagio patito dalla vittima dell’illecito.
La giurisprudenza (App. Roma, 28 giugno 2021 n. 4735), ad esempio, ha ritenuto che l’impossibilità, per una coppia di coniugi, di utilizzare la camera da letto per un periodo prolungato, a causa delle infiltrazioni, implica un grave disagio che giustifica il riconoscimento dei danni morali
In sintesi: se le infiltrazioni d’acqua arrecano un grave pregiudizio, è possibile ottenere anche il risarcimento dei danni morali.
Infiltrazioni: si può chiedere la riparazione a spese del danneggiante?
Nel caso di infiltrazioni d’acqua provenienti dall’appartamento del vicino è possibile ottenere non solo il risarcimento dei danni e non patrimoniali ma anche la condanna alla riparazione – e quindi al ripristino dello stato dei luoghi – da porsi a carico del responsabile il quale, quindi, dovrà sostenere il costo degli interventi.
Nel caso di inadempimento, il danneggiato può provvedere da sé, ponendo però la spesa a carico del condannato.
Approfondimenti
Per ulteriori approfondimenti si leggano i seguenti articoli:
- Infiltrazioni in condominio: quali danni sono risarcibili?;
- Infiltrazioni d’acqua: a chi spetta risarcire.