Alla donazione devono partecipare tutti gli eredi?

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Autore: Mariano Acquaviva

25 gennaio 2026

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

I parenti e il coniuge devono firmare l’atto con cui viene donato un bene che può ledere la loro quota di legittima? Come funziona l’opposizione alla donazione?

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La donazione è il contratto che permette a una persona di ricevere senza dare nulla in cambio. Si tratta di un atto di liberalità, compiuto per pure generosità, senza un ritorno economico di alcun tipo. La donazione rappresenta un anticipo sull’eredità: quanto ricevuto dal donante va sottratto dalla quota di eredità che spetterebbe per legge. È per questa ragione che molti si pongono il seguente quesito: alla donazione devono partecipare tutti gli eredi?

In altre parole, si tratta di comprendere se, al momento della conclusione dell’atto di liberalità, occorre che siano presenti tutti gli eredi del donante affinché possano verificare che la propria legittima non sia stata lesa dalla disposizione patrimoniale. Insomma:

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alla donazione devono partecipare tutti gli eredi? Approfondiamo l’argomento.

Come si fa una donazione valida?

Una donazione è valida se redatta dal notaio in presenza di due testimoni (art. 782 cod. civ.); la forma solenne non occorre solamente se la donazione ha ad oggetto un bene mobile di modesto valore, tenuto conto anche della capacità patrimoniale del donante (art. 783 cod. civ.).

Non è necessaria la partecipazione del donatario, il quale può far pervenire successivamente la sua adesione, mediante accettazione espressa sempre con atto pubblico.

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In questo caso, però, la donazione non è perfetta se non dal momento in cui l’atto di accettazione è formalmente notificato al donante.

Alla donazione devono prendere parte gli eredi?

La donazione è valida a prescindere dalla presenza degli eredi del donante, i quali non sono quindi parti necessarie del contratto.

Dunque, una donazione è legale se stipulata tra donante e donatario, con l’assistenza di un notaio e la presenza di due testimoni.

Anche qualora fossero lesi dalla donazione, gli eredi non avrebbero diritto a prendere parte all’atto: finché si è in vita, ciascuno può disporre liberamente del proprio patrimonio.

In questa specifica circostanza, cioè nell’ipotesi di

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lesione della quota di legittima, gli eredi possono impugnare la donazione, ma solo successivamente alla morte del donante, entro il termine di dieci anni.

Se nel frattempo il bene è stato ceduto a terzi dal donatario, gli eredi lesi possono agire per il recupero presso l’attuale proprietario entro il termine venti anni dalla trascrizione della donazione.

Cos’è l’opposizione alla donazione?

La legge consente agli eredi di opporsi alla donazione per consentire il recupero del bene nel frattempo ceduto a terzi dal donatario senza dover rispettare il limite ventennale anzidetto.

L’opposizione alla donazione, quindi, non rende inefficace l’atto di liberalità ma permette agli eredi lesi di agire contro i terzi che hanno ricevuto il bene dal donatario oltre il limite di venti anni.

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Secondo il codice civile (art. 563), il decorso del termine ventennale è sospeso nei confronti del coniuge e dei parenti in linea retta (figli, nipoti, ecc.) del donante che abbiano notificato e trascritto, nei confronti del donatario e dei suoi aventi causa, un atto stragiudiziale di opposizione alla donazione.

L’opposizione alla donazione si fa solitamente con atto notarile regolarmente trascritto in conservatoria e successivamente notificato al donatario e all’acquirente.

L’opposizione perde effetto se non è rinnovata prima che siano trascorsi venti anni dalla sua trascrizione.

Quando gli eredi partecipano alla donazione?

Il codice civile prosegue affermando che il diritto all’opposizione è rinunciabile

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La rinuncia all’opposizione è la dichiarazione formale con cui gli eredi necessari – cioè i legittimari – del donante dismettono il loro diritto a chiedere la sospensione del termine ventennale per agire con l’azione di restituzione.

Per la rinuncia all’opposizione la legge non prescrive una forma precisa; generalmente si fa con formale dichiarazione resa al notaio al momento della donazione; è pertanto necessario che al contratto, oltre al donante e al donatario, partecipi anche l’erede del primo

Dunque, gli eredi possono partecipare alla donazione affinché, all’interno dell’atto, dichiarino espressamente di rinunciare all’opposizione.

Infine, gli eredi partecipano alla donazione quando, con un unico atto, il donante effettua elargizioni nei confronti di ognuno di essi: in questa ipotesi, gli eredi sono parti necessarie del contratto in quanto rivestono la qualità di donatari.

È il caso del padre che, con un unico atto, dona un appartamento a ciascun figlio.

Approfondimenti

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