Si può ritirare una raccomandata senza avviso di giacenza?
È possibile andare all’ufficio postale e ritirare la raccomandata in giacenza senza l’avviso lasciato dal portalettere nella cassetta del destinatario?
Se in casa non c’è il destinatario né alcun familiare abilitato alla ricezione, il portalettere lascia nella cassetta un tagliando con cui comunica che la raccomandata si trova all’ufficio postale, ove resterà per i successivi trenta giorni in attesa del ritiro, decorsi i quali sarà restituita al mittente. Si può ritirare una raccomandata senza avviso di giacenza?
Può infatti accadere che il tagliando depositato nella cassetta postale vada smarrito o perso dal destinatario della missiva, il quale però è ugualmente intenzionato a recuperare la lettera che il mittente aveva tentato di recapitargli.
Indice
Che cos’è l’avviso di giacenza?
L’avviso di giacenza è il documento che il portalettere lascia nella cassetta postale quando non può consegnare l’atto perché il destinatario è assente e non c’è nessun altro che possa accettarlo per suo conto.
L’avviso di giacenza ha l’aspetto di un tagliando, cioè di un documento di ridotte dimensioni, simile a uno scontrino della spesa; al suo interno sono riportate alcune informazioni, tra le quali: il giorno e l’ora del tentativo di consegna; l’
Come si ritira una raccomandata in giacenza?
Per ritirare una raccomandata in giacenza occorre recarsi presso l’ufficio postale indicato, portando con sé l’avviso di giacenza e un documento d’identità.
Il ritiro è consentito entro il termine di trenta giorni, decorsi i quali la raccomandata è restituita al mittente e, pertanto, non è più recuperabile.
Si può ritirare una raccomandata senza l’avviso di giacenza?
Si può ritirare una raccomandata anche senza avviso di giacenza (ad esempio, perché andato smarrito): sono sufficienti il
L’assenza di avviso di giacenza non preclude nemmeno la possibilità di delegare qualcun altro, avendo cura di allegare sia il documento d’identità del delegato che quello del delegante.
La mancanza di avviso di giacenza rende però più complicato il rinvenimento della busta: non avendo a disposizione il numero che contraddistingue la raccomandata, l’ufficio postale dovrà procedere con una ricerca per nominativo, avendo cura di fare attenzione agli eventuali casi di omonimia.
Inoltre, senza avviso di giacenza il destinatario non può essere certo dell’ufficio postale presso cui la raccomandata si trovi per cui, soprattutto nelle grandi città, potrebbe essere necessario procedere per tentativi, in quanto non sempre il plico si trova presso l’ufficio più vicino.
In sintesi: l’avviso di giacenza non è fondamentale per il ritiro della raccomandata, avendo come unico scopo quello di mettere il destinatario nelle condizioni di essere avvertito del tentativo di consegna e del fatto che il plico si trova in custodia temporanea presso l’ufficio postale.
Cosa succede se non si ritira la raccomandata in giacenza?
Come anticipato, se non si procede al ritiro entro il termine di trenta giorni la raccomandata è restituita al mittente e il destinatario non può più recuperarla.
Si verifica ciò che è definito “compiuta giacenza”: la raccomandata si intende ugualmente notificata a ogni effetto di legge, con la conseguenza che il mittente potrà dimostrare la correttezza dell’invio anche se il destinatario, di fatto, non ha mai aperto la busta.
La correttezza della notifica, infatti, non può essere rimessa alla volontà del destinatario, il quale quindi non può ostacolarne la procedura di perfezionamento rifiutando di presentarsi all’ufficio postale per ritirare l’atto.
Insomma: dopo trenta giorni di giacenza la raccomandata è restituita al mittente, intendendosi perfettamente notificata al destinatario, e quindi da lui conosciuta.
Cosa succede se si rifiuta una raccomandata?
Il destinatario che, pur essendo in casa, rifiuta una raccomandata non impedisce il perfezionamento della notifica; a differenza della compiuta giacenza, però, il plico espressamente rifiutato è immediatamente restituito al mittente.
Stessa cosa dicasi se il rifiuto proviene da un familiare o da un altro soggetto presente in casa e abilitato alla ricezione (il convivente, ad esempio).
Approfondimenti
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